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La responsabilità civile per l'esposizione alle sostanze tossiche

La responsabilità civile per l’esposizione alle sostanze tossiche è una questione molto ampia che coinvolge svariati settori: dall’industria petrolchimica a quella edile, dall’attività bellica all’uso di cosmetici.
Il progresso tecnologico, con il conseguente avanzare della scienza in svariati settori industriali, sovente ha portato all’utilizzo di prodotti innovativi che facessero risparmiare capitali o tempo se inseriti all’interno del processo produttivo.
Negli ultimi anni vi è stata una crescente attenzione circa la sicurezza dei prodotti utilizzati nell’uso quotidiano. Fece scalpore, nel 2016, la vicenda della multinazionale statunitense Johnson & Johnson, la quale era stata accusata di aver provocato la morte di Jackie Fox (e di migliaia di altre persone), defunta a causa di un tumore alle ovaie la cui genesi era stata attribuita all’uso prolungato di alcuni prodotti fabbricati proprio dalla multinazionale. Un tribunale del Missouri ha, poi, condannato l’azienda al risarcimento dei danni (quantificandolo in circa 72 milioni di dollari, 10 a titolo di risarcimento e 62 di danni extra). Il capo della giuria Krista Smith ha dichiarato "era chiaro che stavano nascondendo qualcosa, tutto quello che dovevano fare era mettere un’etichetta di avvertimento".
La vicenda è, tuttavia, molto controversa poiché la maggior parte degli esperti di cancro ritiene che non vi sia il nesso causale tra l’utilizzo di tali prodotti e l’insorgenza della patologia; inoltre essi escludono la presenza di amianto nel talco visto che la sua produzione è vietata da parecchi anni ormai.
Vicende come questa attraggono l’attenzione dell’opinione pubblica, in quanto i prodotti incriminati sono molto diffusi e spesso oggetto di uso quotidiano.
La normativa europea, e di conseguenza anche quella italiana, si preoccupa di gestire e controllare la propagazione delle sostanze tossiche sotto diversi aspetti.
Nonostante la presenza di una legislazione come quella citata, vi sono molti casi in cui le sostanze tossiche continuano a mietere vittime o a cagionare danni alla salute a causa o della violazione di norme o a causa dell’inadeguatezza delle stesse a tenere il passo del progresso tecnologico.
L’obiettivo che si pone il seguente lavoro è quello di proporre una visione d’insieme delle varie vicende legate alle sostanze tossiche, provando, se possibile, a ricercare un sistema di caratteri comuni legato alla responsabilità civile per l’esposizione alle sostanze tossiche.
Dopo aver evidenziato i punti della disciplina relativa alla responsabilità civile, che a noi interessano, inizieremo analizzando le vicende principali, chiave, legate all’esposizione alle sostanze tossiche al fine di evidenziarne i punti problematici. Per prima verrà analizzata la vicenda del petrolchimico di Porto Marghera, poi, la più famosa vicenda legata all’amianto. Si parlerà anche di radiazioni ionizzanti, al fine di comprendere cosa accade quando c’è una apposita disciplina che regolamenta l’uso e l’esposizione alle sostanze tossiche. Sarà trattata la questione, controversa, dell’uranio impoverito, al fine di comprendere cosa accade quando i danni alla salute dei lavoratori vengono cagionati anche da inefficienze del datore di lavoro pubblico.
A fini comparatistici verrà analizzata la disciplina e le peculiarità del sistema processuale statunitense in materia di sostanze tossiche. Conviene subito specificare che è stato scelto il sistema degli U.S.A. poiché, tra i paesi occidentali, gli Stati Uniti sono tra quelli che hanno più esperienza in materia di sostanze tossiche, visto anche il loro livello di industrializzazione. L’analisi della situazione negli U.S.A. permette poi di dare uno sguardo al di fuori dell’UE, visto che ormai, specie in tale materia, le discipline degli Stati membri sono pressoché armonizzate.
Al fine di rendere più chiara l’esposizione e di fornire un quadro completo delle varie vicende, non potrà prescindersi dall’analisi, semplificata, di nozioni appartenenti alla scienza medica, in particolare alla medicina interna, a quella del lavoro e alla tossicologia.

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7 Introduzione La responsabilità civile per l’esposizione alle sostanze tossiche è una questione molto ampia che coinvolge svariati settori: dall’industria petrolchimica a quella edile, dall’attività bellica all’uso di cosmetici. Il progresso tecnologico, con il conseguente avanzare della scienza in svariati settori industriali, sovente ha portato all’utilizzo di prodotti innovativi che facessero risparmiare capitali o tempo se inseriti all’interno del processo produttivo. Il rapido sviluppo delle attività industriali e l’utilizzazione diffusa di sostanze capaci di migliorare la produttività del lavoro e la qualità dei prodotti, allo scopo di elevare il tenore di vita dell’uomo e di ampliare i profitti, possono provocare effetti negativi sullo stesso e sull’ambiente. Negli ultimi anni vi è stata una crescente attenzione circa la sicurezza dei prodotti utilizzati nell’uso quotidiano. Fece scalpore, nel 2016, la vicenda della multinazionale statunitense Johnson & Johnson, la quale era stata accusata di aver provocato la morte di Jackie Fox (e di migliaia di altre persone), defunta a causa di un tumore alle ovaie la cui genesi era stata attribuita all’uso prolungato di alcuni prodotti fabbricati proprio dalla multinazionale. Un tribunale del Missouri ha, poi, condannato l’azienda al risarcimento dei danni (quantificandolo in circa 72 milioni di dollari, 10 a titolo di risarcimento e 62 di danni extra). Il capo della giuria Krista Smith ha dichiarato <<era chiaro che stavano nascondendo qualcosa, tutto quello che dovevano fare era mettere un’etichetta di avvertimento>>. Solo il 21 agosto scorso si è appresa la notizia della decisione di una nuova condanna al risarcimento del danno, da parte di una giuria di Los Angeles, diretta alla Johnson & Johnson (stavolta i milioni di dollari sono ben 417)

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ignazio Maltese Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.