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L'evoluzione del concetto di DANNO DA VACANZA ROVINATA secondo la norma e la giurisprudenza

Informazioni tesi

  Autore: Diana Mihaela Andone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Francesco  Torchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

Essendo il turismo una forma di espressione della persona, nonché un bene giuridico, la giurisprudenza, nel tempo, ha predisposto normative di tutela per quella figura ritenuta, spesso, debole: il consumatore (qui turista) dai diversi inadempimenti dei tecnici del settore (tour operator, vettore, albergatore), ovverosia, dal cosiddetto "Danno da vacanza rovinata". Inoltre, la vacanza è reputata la modalità migliore per celebrare un evento irripetibile o speciale (laurea, nozze, etc.), che consente al lavoratore, autonomo o subordinato, di riacquistare le energie psicofisiche necessarie per partecipare più incisivamente alla vita sociale. Sicché il turista ha diritto a svolgere la propria personalità anche in vacanza, la responsabilità civile connessa al turismo, non può trascurare lo squilibrio esistente tra le due parti del contratto di viaggio, che l'ordinamento giuridico dovrebbe tendere ad attenuare. Quanto all'onere della prova, il turista deve fornire al giudice elementi che denotino la sussistenza di inadempimenti ed il nesso di causalità tra i disservizi lamentati e l'effettivo comportamento, poiché lo spostamento richiede un minimo spirito di adattamento. Tale concetto, così come il risarcimento del danno, è stato oggetto di ampie discussioni della dottrina e della giurisprudenza, in quanto vi erano riconosciuti esclusivamente i diritti assoluti. Affinché fosse riconosciuto tale diritto, occorre partire dal principio e ,quindi, fare riferimento alla Lex Aquilia (286 a.C.), al caso Superga (1949), al caso Meroni (1968), senza trascurare la Direttiva Europea, il Codice del Consumo, per pervenire, infine, all'articolo 47 del Codice del Turismo in cui trova applicazione il risarcimento del danno morale da inadempimento contrattuale: il danno da vacanza rovinata.
Solo ora è possibile ritornare ai tempi attuali, dimostrando come la storia e persino il calcio (qui trattasi del Torino calcio), abbiano contribuito a cambiare la visione nel Diritto Privato determinando il riconoscimento del diritto di credito, e soprattutto, rievocare quanto rilevante sia il turismo dal punto di vista culturale, sociale ed economico.ssendo il turismo una forma di espressione della persona, nonché un bene giuridico, la giurisprudenza, nel tempo, ha predisposto normative di tutela per quella figura ritenuta, spesso, debole: il consumatore (qui turista) dai diversi inadempimenti dei tecnici del settore (tour operator, vettore, albergatore), ovverosia, dal cosiddetto "Danno da vacanza rovinata". Inoltre, la vacanza è reputata la modalità migliore per celebrare un evento irripetibile o speciale (laurea, nozze, etc.), che consente al lavoratore, autonomo o subordinato, di riacquistare le energie psicofisiche necessarie per partecipare più incisivamente alla vita sociale. Sicché il turista ha diritto a svolgere la propria personalità anche in vacanza, la responsabilità civile connessa al turismo, non può trascurare lo squilibrio esistente tra le due parti del contratto di viaggio, che l'ordinamento giuridico dovrebbe tendere ad attenuare. Quanto all'onere della prova, il turista deve fornire al giudice elementi che denotino la sussistenza di inadempimenti ed il nesso di causalità tra i disservizi lamentati e l'effettivo comportamento, poiché lo spostamento richiede un minimo spirito di adattamento. Tale concetto, così come il risarcimento del danno, è stato oggetto di ampie discussioni della dottrina e della giurisprudenza, in quanto vi erano riconosciuti esclusivamente i diritti assoluti. Affinché fosse riconosciuto tale diritto, occorre partire dal principio e ,quindi, fare riferimento alla Lex Aquilia (286 a.C.), al caso Superga (1949), al caso Meroni (1968), senza trascurare la Direttiva Europea, il Codice del Consumo, per pervenire, infine, all'articolo 47 del Codice del Turismo in cui trova applicazione il risarcimento del danno morale da inadempimento contrattuale: il danno da vacanza rovinata.
Solo ora è possibile ritornare ai tempi attuali, dimostrando come la storia e persino il calcio (qui trattasi del Torino calcio), abbiano contribuito a cambiare la visione nel Diritto Privato determinando il riconoscimento del diritto di credito, e soprattutto, rievocare quanto rilevante sia il turismo dal punto di vista culturale, sociale ed economico.

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  6 CAPITOLO I IL DANNO DA VACANZA ROVINATA Il danno da vacanza rovinata L’espansione del turismo come fenomeno di massa ha comportato l’emersione di un nuovo concetto di vacanza, ormai concepita come necessaria e salutare sosta dai ritmi frenetici imposti dall’attività lavorativa e, più in generale, dalle molteplici incombenze che la vita in una società moderna ed evoluta quotidianamente prospetta. La vacanza è, inoltre, sovente reputata la modalità migliore per celebrare un evento irripetibile (nozze, laurea, etc.) e risulta perciò, a tal fine, programmata dal turista-consumatore nei minimi dettagli con l’ausilio del proprio agente di viaggi. Finanche in questi casi però la massificazione del turismo rende pressoché inevitabile una certa standardizzazione dei servizi offerti al turista e, di riflesso, sensibile – specialmente nei periodi di alta stagione – il rischio di inadempimenti più o meno gravi nella loro esecuzione. Il corretto inquadramento dei problemi di responsabilità civile connessi al turismo non può del resto trascurare lo squilibrio esistente tra le due parti del contratto di viaggio, che l’ordinamento giuridico dovrebbe tendere, appunto, ad attenuare: da un lato il turista, non attrezzato a risolvere i problemi che si pongono nel corso della vacanza in un luogo lontano dalla propria abituale dimora e comunque, spesso, razionalmente inerte, preferendo subire pur di non perdere il poco tempo a disposizione per rilassarsi; dall’altro lato il tour operator che, per quanto operatore professionale di regola dotato di un apparato organizzativo idoneo a fronteggiare i possibili disservizi avvertiti dai turisti, non è affatto incentivato ad attivarsi, specie se gli interventi richiesti risulterebbero onerosi e non strettamente indispensabili ed il

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Parole chiave

turismo
giurisprudenza
norma
danno da vacanza rovinata
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lex aquilia
codice del turismo
torino calcio
articolo 47
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