Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le residenze artistiche come strumento didattico e divulgativo: il caso Itinera

L’aspirazione è che il progetto riesca nei suoi intenti nel futuro prossimo. La domanda che resta aperta è quando il progetto potrà dirsi realizzato. Il sogno sarebbe che tutte le contrade investissero una parte delle loro donazioni in arte, per progredire nel loro patrimonio di memoria.
Il progetto ITINERA. Mecenatismo e formazione, ha già un suo parziale compimento dato che da un punto di vista didattico - con l’impegno con l'accademia di Bruxelles - viene assolto il compito definito anche dallo statuto dell’associazione. Tuttavia l'altro lato della questione è la divulgazione, il fatto di sensibilizzare ai linguaggi del contemporaneo, o per meglio dire rendere le persone in grado di comprendere, appassionarsi e avere familiarità con l'arte contemporanea. L’impegno di creare audience building. Come associazione (senza scopo di lucro) l’aspirazione è quella di innalzare l'interesse verso l'arte contemporanea per la quale c'è un pregiudizio che la ritrae come arte concettuale astrusa, avvicinarla al quotidiano delle persone, risaltando quanto sostanzialmente parli di noi.
Il progetto si stende su Siena con un ampio ventaglio di approcci, di cui segnaliamo le criticità per meglio comprendere le motivazioni per cui le residenze in contrada sono un po’ il grimaldello per far entrare l'arte contemporanea nella realtà di Siena. Non resta che continuare a lavorare sul progetto e aspirare all’apertura al contemporaneo necessaria per dare un alito di europeizzazione anche a dimensioni territoriali così piccole e intrise di storia e tradizioni.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Attualmente viviamo in un mondo in continuo cambiamento, ogni giorno vengono fatti passi avanti nella scalata dello sviluppo. Uno sviluppo apparentemente progressivo ma soprattutto di ampio respiro. Si parla di globalizzazione, oltre che di sviluppo e con questo termine si intende l'abolizione di barriere fisiche e spaziali tra territori, fornendo al nostro mondo delle sembianze per l'appunto globali tipiche delle società del terzo millennio. La globalizzazione e lo sviluppo cooperano ogni giorno a modificare le sembianze e le caratteristiche del nostro pianeta. Gli artisti fin da sempre, con la loro particolare sensibilità risentono di tutti questi cambiamenti e lasciandosene influenzare creano i loro prodotti artistici che, come sempre è successo, rispecchiano il momento storico e politico in cui questi si sono trovati a vivere. Fin dal Settecento ci si è cominciati a rendere conto in cosa fosse più conveniente investire e si è cominciato a dar particolare rilievo all'apertura di barriere, spaziali o mentali cominciando a far fluire idee, merci e persone. Il Gran Tour veniva utilizzato come mezzo didattico e formativo per integrare gli insegnamenti accademici, o anche quelli dei singoli autodidatti. Si stavano già facendo progressi verso l'idea attuale di formazione a tutto tondo fatta di esperienze tangibili quanto di studio teorico. Sono stati proprio gli spostamenti degli artisti, insieme alla mobilità dei loro prodotti a creare la nostra cultura europea comune. Una cultura che ha investito sulle peculiarità di ogni nazione, creando al contempo un percorso comune. Un filo rosso che unisce una storia politica, una storia dell'arte e dei popoli che sono venuti a confluire e a dividersi più e più volte hanno dato vita all'Europa che oggi conosciamo. Il contatto è avvenuto e ha lasciato segni incancellabili, nonostante spesso risultino impercettibili a prima vista. Oggi i contatti hanno raggiunto livelli che potremmo definire immediati, la fruizione ha acquisito respiro mondiale e sfiora l'istantaneo attraverso il Web. Il viaggio è venuto ad assumere sembianze virtuali, ma per quanto lo si voglia sostenere, non ha affatto intaccato la ricerca di viaggi fisici e mai potrà rimpiazzarli. Di fatti notiamo senza ombra di dubbio quanto il viaggio fisico, non solo non sia stato abolito, ma per giunta migliorato, semplificato e reso più accessibile, in quanto – fortunatamente - mai sarebbe sostituibile da esperienze virtuali, immagini o video, fortunatamente. Quello che spinge a viaggiare è una curiosità implacabile altrimenti. E' il gusto del toccare con mano, del ricercare il nuovo, l'esotico, il diverso. E' esperienza diretta di vita che farà di noi ciò

Diploma di Laurea

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Cristina Diana Dimofte Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 130 click dal 01/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.