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La Villa Ingham-Whitaker a Marsala: ricerca storica e restauro

La ricerca svolta si occupa del tema dell’evoluzione sociale ed architettonica che vede come principale protagonista il territorio del marsalese che va dalla seconda metà del XVIII sec. sino alla fine del IXX sec., e di come questo si rapporta con gli stabilimenti vinicoli che sono sorti nel corso degli anni, il tutto seguito da una attenta ipotesi di restauro della così conosciuta villa Ingham-Whitaker.
Essendo un complesso vinicolo che segue le caratteristiche fisiognomiche della tipologia “baglio stabilimento”, la Villa padronale sorge al centro di una serie di capanni che servivano da deposito e produzione del vino, questi sono sparsi all’interno della cinta muraria che racchiude tutte le unità architettoniche.
Per poter effettuare una corretta ipotesi di restauro della villa inglese è bene effettuare a priori una ricerca storica che porti alla comprensione di quegli aspetti che riguardano le caratteristiche culturali ed architettoniche della Marsala dell’ Ottocento. Si entra così nel merito delle abitudini della società dell’epoca, che stava iniziando a sentire, come di riflesso, un miglioramento della qualità della vita, dovuto non solo allo sviluppo industriale spinto dagli investitori inglesi, ma anche ai costumi della nobiltà inglese stessa.
Si assiste quindi ad una vera e propria rivoluzione sociale, culturale ed architettonica, infatti nel giro di un secolo si assiste alla realizzazione di diversi edifici di un certo pregio architettonico ed alla nascita di nuovi modelli costruttivi, come sarà trattato all’interno dei vari capitoli.

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1 Introduzione Lo stabilimento enologico della fami- glia Ingham-Whitaker risale al 1813, ed è situato nel territorio comunale di Marsala, adiacente, assieme ad altri bagli vinicoli di medesima importanza, alla via Florio, dedi- cata appunto all’omonima azienda vinicola Vincenzo Florio. Essendo un complesso vinicolo che se- gue le caratteristiche fi siognomiche della ti- pologia "baglio stabilimento", la Villa padro- nale sorge al centro di una serie di capanni che servivano da deposito e produzione del vino, questi sono sparsi all’interno della cinta muraria che racchiude tutte le unità architettoniche. Per poter effettuare una corretta ipotesi di restauro della Villa inglese è bene effet- tuare a priori una ricerca storica che porti alla comprensione di quegli aspetti che ri- guardano le caratteristiche culturali, socia- li ed architettoniche della Marsala del XIX sec.. Si entra così nel merito delle abitudini della società dell’epoca, che stava inizian- do a sentire, come di rifl esso, un migliora- mento della qualità della vita, dovuto non solo allo sviluppo industriale spinto dagli in- vestitori inglesi, ma anche ai costumi della nobiltà inglese stessa. Il primo vino dolce fortifi cato prodot- to dalla famiglia Woodhouse era simile al Porto o al Madeira, ed ha suscitato grande interesse tra le corti europee, a tal punto da richiamare l’attenzione di altri investitori inglesi e non, tra cui ricordiamo Vincenzo Florio, un investitore palermitano, che nel 1833 decide, a seguito degli Ingham, di in- vestire nella produzione di questo vino dol- ce, che per la prima volta verrà chiamato dal primo produttore italiano “Marsala”. I Florio non solo portarono il Marsala in ogni parte del mondo a bordo delle 99 navi della Compagnia Florio, ma regalarono alla città un nuovo volto ed un impronta da borghe- sia illuminata. Da allora le aziende vinico- le a Marsala si sono moltiplicate e nel XXI sec. se ne contavano circa quaranta, di cui molte risultano ancora attive e altre delle quali rimangono oggi le tracce negli edifi ci e nei bagli sparsi per il territorio. Si assiste quindi ad una vera e propria rivoluzione sociale, culturale ed architetto- nica, infatti nel giro di un secolo si assiste alla realizzazione di diversi edifi ci di un cer- to pregio architettonico ed alla nascita di nuovi modelli costruttivi che si identifi cano all’interno dei bagli stabilimento. Successivamente si passerà a descri- vere dettagliatamente le tecniche compo- sitive e stilistiche dell’opera architettonica presa in esame, il ruolo che ha svolto la committenza per la sua realizzazione, fi no

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Architettura

Autore: Salvatore Giuseppe Sorrentino Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 49 click dal 28/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.