Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Portopiccolo: una nuova opportunità turistica per il Nord-Adriatico

Il lavoro consiste in un'analisi della realtà di Porto-Piccolo, intesa come località turistica sotto l'aspetto sociale, storico ed economico, cercando di dare un giudizio critico ed oggettivo.
All'interno della tesi si parla anche del contesto territoriale in cui opera Porto-piccolo sotto l'aspetto storico, antropologico, culturale e geologico.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione Chiunque si trovi ad osservare una carta geografica dell’Italia nota la bizzarra conformazione di un estremo lembo nord-orientale del Paese e più precisamente quell’area che fino a pochissimo tempo fa era la Provincia di Trieste. Come un’appendice sporgente dal contesto nazionale essa si protende a fare da ponte tra la costa bassa e sabbiosa del Friuli e quella alta, scoscesa e rocciosa dell’Istria. Per decenni terra contesa e divisa da mille storie e problemi che poco avevano a che fare con la sua intima vocazione, oggi, grazie all’inarrestabile mutare dei tempi e in buona parte proprio grazie a tutti quei vincoli che per tanti anni l’hanno ingabbiata rendendola una specie di “area interdetta”, si trova ora ad avere tutte le carte in regola per rinascere dal punto di vista sociale ed economico. Già la conformazione geologica di quest’area segna un punto di confine tra l’area padana di formazione alluvionale e quella sedimentaria effetto di millenni di stratificazioni fossili. Guardando oggi il paesaggio di questo tratto di costa dal mare si può benissimo osservare la diversità biologica delle due zone contermini: da un lato la rigogliosa prolificità dei campi coltivati, dall’altra la brulla severità dell’Altopiano carsico. In mezzo a questi due caratteri biologici così difformi compare, come se fosse un’oasi, sorgente però dalle acque del mare, la fascia di vegetazione costiera. Ad un osservatore attento potrà sembrare molto strano che un altopiano come quello carsico, così avaro di acque superficiali, abbia dato vita lungo la sua costa ad un tale rigoglio di vita dando quasi la sensazione di essere in presenza di una giungla asiatica di mangrovie. Ma è l’effetto, unico, del carsismo, con l’infiltrazione e lo scorrimento al disotto della superficie del terreno delle acque e dei torrenti. Uno fra tutti si distingue e raccoglie buona parte delle acque superficiali: il Timavo. Scomparso nei meandri della roccia calcarea a quasi 30 km dalla costa, ricompare

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Federico Fabris Abbiati Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 48 click dal 12/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.