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L’astensionismo in Italia: chi sono i cittadini del non voto

Informazioni tesi

  Autore: Alida Spurio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politiche e Governo- Comunicazione e Nuovi Media
  Relatore: Roberto D'Alimonte
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

Si affronta il tema dell'astensionismo in Italia dall'inizio della Seconda Repubblica ad oggi. Dopo aver fornito una visione teorica e storica del fenomeno, la tesi affronta una rielaborazione dei dati ITANES (1994-2013) al fine di costruire un'analisi più approfondita. Essa si sviluppa su tre livelli: analisi monovariata, bivariata e regressione logistica. Il fine della mia ricerca è stato quello di capire quali variabili socio-economiche e politiche influenzano maggiormente il non voto per descrivere l'astensionista di oggi.

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5 INTRODUZIONE Il fenomeno dell’astensionismo in Italia, come nel resto del mondo, è sempre esistito, ma essendo le sue percentuali minime, non si è mai affermato come vero e proprio fenomeno, almeno fino agli anni Novanta. Infatti, nel nostro paese, il ritorno a libere elezioni dopo più di un ventennio fascista coincise con l’introduzione del suffragio universale che tutti sposarono con entusiasmo; dimostrazione di ciò furono proprio le alte percentuali di partecipazione al voto sempre intorno al 90%. Proprio in virtù di questa ragione, lo studio del fenomeno astensionistico è stato considerato per molti anni marginale. Fu solo al finire degli anni Settanta che l’astensionismo fece capolino anche nel nostro Paese. Le elezioni del 1979, infatti, testimoniarono un primo calo partecipativo di appena 2,8 punti percentuali, si passò da un livello partecipativo del 93,4% nel 1976 al 90,6% 1 nel 1979. Il fatto fu che questi timidi segnali di “immobilizzazione elettorale” andarono sempre più confermandosi, facendo diventare l’astensionismo un vero e proprio protagonista delle elezioni. Fu, solo a seguito di crescenti episodi di minor affluenza alle urne che la classe politica italiana prese atto del fenomeno e della sua importanza strategica, essendo gli astensionisti, delle “pedine” che molte forze politiche vorrebbero conquistare per aumentare il proprio consenso. Ed è in questi termini che l’astensionismo gioca spesso un ruolo fondamentale negli esiti elettorali. In questo elaborato l’analisi dello scenario italiano sarà primario pur non mancando d’inserire alcuni dati comparati a livello europeo, con l’intento di far emergere un quadro complessivo sia delle ragioni che hanno determinato la sua “ascesa”, sia cercando di rivelare chi sono i cittadini del non voto e a quali profili sociali questi appartengano. Già a ridosso degli anni Settanta, le prime questioni morali sottoposte al popolo italiano da parte della classe politica del tempo hanno causato un improvviso e progressivo distacco dell’elettorato della politica, seppur, ripeto, ancora in percentuali non considerevoli soprattutto se paragonate al resto d’Europa dove molti paesi già convivevano con il fenomeno dell’astensionismo a livelli ben più elevati, come vedremo in grafici che riporterò nel Primo Capitolo. 1 Dati: Fornaro,2016

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Parole chiave

analisi
astensionismo
regressione logistica
seconda repubblica
astensionisti
politica italiana
luiss guido carli
itanes
d'alimonte
non voto

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