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Italiana, Svizzera, Italo-svizzera Un'analisi della cittadinanza della comunità di emigranti italiani attraverso i registri di cittadinanza del Consolato Generale d'Italia di Zurigo (1975 - 2015)

Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Cimino
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2017-18
  Università: Università per stranieri di Siena
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Corso di Laurea in Lingua e Cultura Italiana per Stranieri
  Relatore: Piergiovanni  Genovesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

Il presente lavoro si propone di analizzare le vicende collegate alla cittadinanza che hanno per protagonisti cittadini italiani che vivono in Svizzera nella circoscrizione consolare di Zurigo, una città di oltre 200.000 abitanti che si estende per oltre un terzo del territorio elvetico. Per far questo prima di tutto mi sono posto la seguente domanda: “Cos'è che contribuisce a formare la cittadinanza?“. Ho, dunque, cercato di comprendere quali sono i fattori che la formano e concretizzano: le origini, la cultura, l'ambiente, la storia, la lingua, il luogo di nascita? Quali sono le argomentazioni dei sostenitori del “jus soli” e quelle di coloro che sostengono la cittadinanza “jure sanguinis”? Tutto questo nella consapevolezza che i concetti di Patria, confini nazionali e appartenenza ad uno Stato stanno evolvendosi – o cercano di evolversi – per aprirsi a nuovi modelli di appartenenza che sappiano superare posizioni che hanno alimentato presunzioni di supremazia aiutandoci a superare visioni pregiudizialmente ostili della diversità.

Dopo una prima introduzione, nel primo capitolo, ho messo a confronto la normativa in materia di cittadinanza dei vari Stati dell'Unione Europea ed ho approfondito in particolare la normativa italiana e quella svizzera, con particolare attenzione alla vigente normativa.
Nel secondo capitolo ho analizzato i Registri di Cittadinanza del Consolato Generale d'Italia di Zurigo, suddividendoli per argomenti ed evidenziando alcuni casi specifici paradigmatici. Lo studio è stato compiuto su un arco temporale di 40 anni. Questa ricerca ha permesso di comprendere – al di là della semplice statistica numerica – quali sono state le vicende di cittadinanza collegate alla comunità italiana che rientra nella relativa circoscrizione consolare sopra citata. Dalla analisi è emersa in modo sostanzialmente inedito una pagina di storia dell'emigrazione italiana in Svizzera giocata attorno ai modi del proprio rapportarsi con se stessi e con gli altri in un ambiente che si trova in un altro Stato, circondati da un'altra
lingua e da fattori difficilmente gestibili in cui volenti o nolenti ci si viene a trovare.
È con stupore che sono venuto a conoscenza di casi in cui migliaia di donne di origine italiana hanno perso la cittadinanza senza volerlo, solo per aver sposato un cittadino svizzero.
Ho scoperto casi di migliaia di connazionali che sono stati costretti a rinunciare alla cittadinanza italiana per una amara scelta, quella della loro naturalizzazione elvetica che avrebbe agevolato l'inserimento nella vita scolastica e lavorativa dei loro figli nati in Svizzera.
Quando la normativa è cambiata (dal 1975 senza limiti per le donne che persero involontariamente la cittadinanza italiana sposando un cittadino elvetico e dal 1992 per quattro anni per tutti coloro che si naturalizzarono volontariamente cittadini elvetici) queste persone hanno manifestato la loro volontà di riacquistare la cittadinanza italiana.
Da quel momento hanno ufficialmente posseduto due cittadinanze, due identità, continuando a vivere all'estero. La doppia cittadinanza italiana ha per loro costituito un'esperienza unica e indescrivibile, che a mio avviso permette di avere una visione migliore del mondo, che invece di vedere nello straniero il nemico da abbattere riconosce in esso l'opportunità per poter proseguire insieme un percorso in comune, ricco di confronti e opportunità.

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1 INTRODUZIONE Su cosa si costruisce la cittadinanza? Sulle origini, sulla cultura, sull'ambiente, sulla lingua, sul luogo di nascita ecc.? Al di là delle definizioni tecniche rintracciabili in ogni buon vocabolario, bisogna ammettere che non è semplice trovare tra i sopra citati termini quale è quello che più di tutti possa definire il riconoscersi cittadino di uno Stato. Senza dubbio il possedere un documento di identità in cui si viene riconosciuti ufficialmente cittadini dello Stato X è fonte di inconscia soddisfazione e di autostima, nonché di riconoscimento ufficiale da parte delle autorità che hanno emesso il documento con il quale veniamo identificati. Ma cosa c’è prima del documento? Cosa, poi, dobbiamo intendere parlando di appartenenza ad uno Stato nell'era attuale, in cui la globalizzazione e la tecnica hanno abolito i confini reali ed hanno alimentato una realtà virtuale che sembra senza confini? In un'epoca in cui i problemi delle differenze costruite attorno alla diversità delle lingue sembrerebbero essere stati quasi superati dai traduttori automatici a portata di un click, che senso ha dichiararsi cittadino italiano, svizzero o di un altro Paese? Sempre nel rispetto dei diritti e doveri di ciascuna persona, può capitare che ci sentiamo giuridicamente parte di una Nazione sulla carta e contemporaneamente il nostro cuore batta per un’altra e non per forza in occasione di eventi sportivi? Col presente lavoro cercherò di focalizzare i temi che ruotano attorno a queste domande di carattere generale, concentrando l’attenzione su una specifica situazione: le vicende legate alla cittadinanza italiana e svizzera dal dopoguerra ad oggi, usufruendo dei preziosi dati in possesso del Consolato Generale d’Italia in Zurigo, in particolare dall’esame dei Registri degli Atti di Cittadinanza, da cui emergono le vicende di cittadinanza riferite principalmente a connazionali che vivono in una vasta zona della Svizzera di lingua tedesca. Il lavoro ha permesso di sviluppare una panoramica più generale su una vicenda da me vissuta in prima persona vivendo in Svizzera sin dalla mia tenera infanzia. Ho potuto così inserire in un contesto più ampio le vicende che hanno sperimentato e continuano a vivere i miei connazionali nella Svizzera di lingua tedesca, in

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cittadinanza italiana
doppia cittadinanza italo svizzera

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