Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La metatelevisione - La tv parla della tv

La metatelevisione, ovvero la tendenza autoreferenziale e autoanalitica della tv, è un argomento spesso solo sfiorato all’interno degli studi sulle comunicazioni di massa e, vista la consistente crescita di tale fenomeno, sembrava corretto tentare una riflessione più ampia su di esso.
A tale scopo è stata ricostruita la storia della metatelevisione e sono state individuate, divise per generi e descritte negli aspetti salienti tutte le produzioni televisive ad essa riconducibili realizzate nel periodo 1976-1999, da quelle a sfondo satirico (come Onda Libera di Benigni, le “arboriane” Quelli della notte e Indietro tutta o le creazioni de La tv dellle ragazze) a quelle giornalistiche (Il giro del mondo in 80 TV o Fluff. Processo allaTV) fino a quelle della fase matura (Blob, Target, Telesogni, ecc.) o della banale progenie pettegola e nostalgica (Fuego, Meteore, ecc.). In ogni scheda sono stati inoltre indicati la funzione a cui la trasmissione assolve (tra informazione-alfabetizzazione televisiva, critica televisiva, pettegolezzo, promozione e analisi di costume) e lo stile considerato prevalente (tra quello informativo, quello satirico, quello analitico-valutativo e quello mondano).
In un’altra fase si è tentato invece di chiarire le ragioni dello sviluppo della metatelevisione, ricondotte alla necessità di un’analisi endogena della tv davanti alle trasformazioni del sistema televisivo e alla latitanza della critica a mezzo stampa, esplicitando nel contempo un augurio riguardo alle possibili funzioni di cui questo genere potrebbe farsi carico, tra cui la cosiddetta “alfabetizzazione televisiva” auspicata da M.V. Montalbàn. A supporto di questa tesi, oltre a cercare un collegamento tra mutamenti dell’apparato televisivo ed evoluzione della meta-tv, è stato realizzato un breve monitoraggio della stampa quotidiana nazionale, che ha suffragato l’ipotesi di partenza relativa all’assenza di rubriche finalizzate ad una riflessione globale sul sistema tv e rivolte dunque alla realizzazione di quella che Aldo Grasso ha definito “critica totale”, attribuita in passato ad Achille Campanile o a Beniamino Placido, ma oggi scarsamente rappresentata.
Infine si è cercato di dare spazio ad una analisi approfondita di alcuni dei programmi più rappresentativi dello scenario attuale e all’individuazione delle modalità espressive della metatelevisione, dei suoi rapporti con il linguaggio neotelevisivo, dei contenuti privilegiati, delle strategie di coinvolgimento dell’utente della tv e ancora delle funzioni assolte in base alla citata suddivisione in cinque categorie.

Metodologia utilizzata

- La ricostruzione del panorama metatelevisivo nella tv italiana è stata resa possibile da una accurata ricerca bibliografica, dalla raccolta di materiale video e dalla visione delle Teche Rai e degli archivi informatizzati Mediaset.
- L’analisi delle tendenze della critica televisiva a mezzo stampa è stata realizzata attraverso il monitoraggio di alcune testate giornalistiche durante la settimana tra il 12 e il 18 aprile 1999. Il campione selezionato comprende: quattro testate a diffusione nazionale (Corriere della Sera con l’allegato TV Sette, La Repubblica con l’allegato Il Venerdì, La Stampa e Il Giornale), una testata ugualmente a diffusione nazionale, ma fortemente connotata in senso politico (L’Unità) e due testate a diffusione interregionale (Il Tempo con l’allegato Soprattutto e Il Messaggero).
- L’approfondimento su Oblò, Striscia la notizia, Telesogni, Target e Su e giù è stato realizzato con l’applicazione ad ogni programma di un’analisi del contenuto basata sulla divisione di ogni puntata in unità d’analisi coincidenti con l’interruzione della continuità narrativa. Per ogni unità sono poi stati evidenziati i patti comunicativi predominanti, la presenza di riferimenti alla tv, la funzione di tali riferimenti e l’argomento privilegiato, traendo alcune conclusioni dai risultati ottenuti.
- Infine, tenendo conto dell’esiguità della letteratura specifica, alcune delle tematiche affrontate sono state approfondite attraverso interviste a testimoni privilegiati, Gregorio Paolini, autore di Target e Su e giù e Aldo Dalla Vecchia (autore dell’ultima edizione di Target).

Mostra/Nascondi contenuto.
7 INTRODUZIONE L�idea di analizzare �il parlarsi addosso� della televisione deriva dal fatto che, pur essendo la metatelevisione a tutti nota e da molti citata, non si � mai avuta una riflessione organica su tale fenomeno. Il termine deriva da un neologismo costruito sul modello di �metalinguaggio� e indica l�inclinazione dell�espressione televisiva a indagare ed esprimere valutazioni sullo stesso mezzo di comunicazione. Finora ci si � limitati ad evidenziare la tendenza del piccolo schermo a parlare dei media e della televisione in particolar modo ma non sono stati posti alcuni interrogativi importanti: bisogna chiedersi infatti da dove nasce questa tendenza; se pu� ascriversi a una scelta cosciente o se sia invece aliena da precise progettualit�; bisogna inoltre analizzarne lo sviluppo, definirne le possibili funzioni, inquadrarla come genere tra i generi e indicare i linguaggi con cui si � manifestata,

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Luca Pellegrino Contatta »

Composta da 275 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6441 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.