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Il gioco nella didattica delle lingue: prospettive psicolinguistiche e tipologia

Informazioni tesi

  Autore: Caterina Policaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Patricia Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

In questo lavoro ci proponiamo di sottolineare tenendo conto delle indagini della glottodidattica e della psicopedagogia più recente, l’importanza a livello linguistico e cognitivo di un approccio ludico per l’apprendimento di una lingua straniera.
Con il termine attività ludica intendiamo riferirci al gioco nella accezione più ampia della parola, quindi a tutte le attività che coinvolgono l’apprendente in maniera divertente e stimolante, attivando ed esercitando contemporaneamente non solo le capacità linguistiche ma anche quelle cognitive. Ci riferiamo quindi all’insieme delle attività non propriamente ludiche ma che assumono carattere di gioco se inserite adeguatamente nel processo di insegnamento/apprendimento, in quanto attività di tipo alternativo e altamente motivanti, rispetto a quelle della didattica tradizionale. Le attività ludiche considerate, di cui presentiamo una tipologia completa, sono tutte attività che gli apprendenti possono esercitare personalmente e autonomamente e sono sostenute nel loro svolgersi da un profondo interesse e coinvolgimento. Ci occuperemo dei giochi linguistici e di tipo enigmistico, da tempo utilizzati in glottodidattica, insieme alle tecniche umoristiche e alle attività di drammatizzazione, simulazione e “role-play”. Aggiungiamo alla tipologia proposta, le attività che implicano componenti del linguaggio musicale, le attività che ricorrono a componenti di tipo visivo, ed infine le attività didattiche che richiedono l’impiego delle moderne tecnologie come video e computer.
La funzione del gioco nell’apprendimento linguistico è stata ampiamente esaminata, per qualsiasi livello di età e di studio degli apprendenti una lingua straniera. E’ cosa quindi ormai nota che apprendere una lingua straniera in maniera efficace e divertente implica una piena ed attiva partecipazione del soggetto al processo di insegnamento/apprendimento.
Dedichiamo il primo capitolo del nostro lavoro ad alcune considerazioni preliminari sul processo di insegnamento/apprendimento, fornendo innanzitutto un rapido excursus sui differenti e più importanti approcci di insegnamento nella ricerca glottodidattica. Si sono considerati, in questo capitolo, i fattori che influiscono sull’apprendimento di una lingua straniera e la possibilità di agire sulla motivazione degli apprendenti.
Nel secondo capitolo si è data una sintesi degli studi, sia da un punto di vista pedagogico che da quello più prettamente psicolinguistico, sull’attività ludica, e si è dato conto delle descrizioni della sperimentazione didattica del ludico nella scuola, sulla base dei Nuovi Programmi della scuola elementare italiana, in cui il gioco è largamente consigliato.
Il terzo capitolo è interamente dedicato alle modalità di impiego del gioco nello specifico dell’insegnamento linguistico e come risorsa importante per la didattica delle lingue straniere.
Si è sottolineato, in questo terzo capitolo, soprattutto fornendo adeguati esempi didattici, come sia possibile, mediante un approccio di tipo ludico che può essere esteso anche ad apprendenti adulti, sviluppare ed esercitare le competenze necessarie per un corretto impiego della lingua straniera che sono la competenza linguistica e la competenza comunicativa.
Nel quarto capitolo si propone una tipologia di giochi e attività di tipo ludico che possono essere utilizzati in contesti diversi di apprendimento di una lingua straniera, insieme ad esempi della loro rilevanza nel processo di insegnamento/apprendimento.
Sono dati esempi, oltre che di giochi linguistici ed enigmistici, anche di tecniche di tipo umoristico, di drammatizzazioni, di simulazioni e di “role-play” e inoltre di giochi tratti dalla “Total Physical Response” impiegati spesso con apprendenti bambini.
In una prospettiva semiotica si considera poi il linguaggio musicale e quello iconico, con attenzione in fine all’impiego del video, del computer e della multimedialità, con una panoramica sugli ormai numerosissimi programmi didattici per la L2.

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INTRODUZIONE In questo lavoro ci proponiamo di sottolineare tenendo conto delle indagini della glottodidattica e della psicopedagogia più recente, l’importanza a livello linguistico e cognitivo di un approccio ludico per l’apprendimento di una lingua straniera. Con il termine attività ludica intendiamo riferirci al gioco nella accezione più ampia della parola, quindi a tutte le attività che coinvolgono l’apprendente in maniera divertente e stimolante, attivando ed esercitando contemporaneamente non solo le capacità linguistiche ma anche quelle cognitive. Ci riferiamo quindi all’insieme delle attività non propriamente ludiche ma che assumono carattere di gioco se inserite adeguatamente nel processo di insegnamento/apprendimento, in quanto attività di tipo alternativo e altamente motivanti, rispetto a quelle della didattica tradizionale. Le attività ludiche considerate, di cui presentiamo una tipologia completa, sono tutte attività che gli apprendenti possono esercitare

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