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Le Mutilazioni Genitali Femminili. Il ruolo degli organismi regionali e nazionali in Africa Occidentale: il caso studio del Mali

Informazioni tesi

  Autore: Sara Jouhari
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Scienze Sociali
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Federica  Guazzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

In tutte le culture e in tutte le epoche l'uomo ha sviluppato pratiche ed usanze che integrano e organizzano la comunità ed i suoi codici di comportamento; le pratiche tradizionali sono uno degli elementi che riflettono i valori e le credenze di una comunità, condivise dai suoi membri e tramandate per generazioni.
Sebbene le pratiche tradizionali riflettano i valori e l'espressione culturale ed identitaria di un gruppo, a volte, possono collidere con il sistema più globalizzato, internazionale.
Tra le pratiche tradizionali che ancora oggi sono oggetto di dibattito e di mobilitazioni internazionali emergono le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF); queste controverse e complesse pratiche rappresentano nel discorso internazionale una grave violazione dei diritti umani delle donne e delle bambine. I danni fisici e i rischi per la salute, nonché i danni psicologici causati dalle MGF, hanno spinto la comunità internazionale ad agire per eradicarle.
Praticate principalmente nell'Africa subsahariana, le MGF assumono significati e valori che variano non solo da una regione o gruppo etno- culturale ad un altro, ma anche all'interno della stessa comunità, gruppo o addirittura famiglia. Sebbene si sappia ancora poco sulle loro origini storiche, nella maggior parte dei casi queste pratiche costituiscono un rito che segna il passaggio sociale delle donne dall'infanzia all'età adulta e quindi promuove il loro riconoscimento sociale all'interno delle loro comunità.
Oggi, con più di 200 milioni di ragazze e donne già sottoposte a queste pratiche dannose e con più di 3 milioni di ragazze rischio ogni anno1, le MGF continuano a rappresentare una minaccia per la salute delle donne e delle ragazze e per i diritti umani a livello globale.
1 WHO (3 february 2020) Female genital Mutilation, key facts

Per indagare questo tema ho scelto di contestualizzare la lotta delle MGF in Africa Occidentale. In particolare, mi sono voluta focalizzare sul Mali, un paese che ancora non ha implementato in maniera esaustiva a livello nazionale le misure derivanti dalle varie Convenzioni e Dichiarazioni mondiali e ad oggi, nonostante l'elevata percentuale delle pratiche MGF, con ben l'89% delle donne e bambine sottoposte a tali pratiche, non ha una legge specifica per le MGF.
Con questa tesi voglio provare a rispondere a delle domande ben precise; presentando le organizzazioni che si sono mobilitate ed hanno adottato programmi per la lotta alle MGF in Africa Occidentale e contestualizzando la lotta alle MGF in un Paese fragile e che presenta diversi elementi di instabilità come quello del Mali, vorrei capire:
• Quale ruolo possono avere le organizzazioni regionali e transnazionali nell'eradicazione delle MGF rispetto a quelli internazionali e quali possibili sinergie ne possono derivare a livello territoriale?
• Quali sono i possibili fattori che ostacolano l'eradicazione delle pratiche tradizionali dannose in Mali?
• Quale impatto può avere un'organizzazione nazionale nella battaglia contro le pratiche tradizionali dannose, non potendo avvalersi di un corpus legislativo chiaro e specifico in materia?
Per rispondere a queste domande procederò presentando le pratiche MGF, il dibattito sulla scelta della terminologia, le loro origini e le loro implicazioni per la salute fisica, psicologia e sociale per le donne. La perpetuazione delle pratiche MGF non può essere pienamente compresa senza esplorare le questioni di genere e i diritti umani delle donne, perciò procederò presentando gli sforzi legislativi internazionali e regionali e il ruolo di due organizzazioni in Africa Occidentale per l'eradicazione delle pratiche e la protezione dei diritti delle donne. Focalizzando la mia analisi sullo scenario del Mali, cercherò di delineare gli elementi che possono ostacolare la creazione di un dibattito legislativo in materia di MGF e di capire il ruolo svolto dalle ONG locali.

Informazioni tesi

  Autore: Sara Jouhari
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Scienze Sociali
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Federica  Guazzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

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Introduzione In tutte le culture e in tutte le epoche l’uomo ha sviluppato pratiche ed usanze che integrano e organizzano la comunità ed i suoi codici di comportamento; le pratiche tradizionali sono uno degli elementi che riflettono i valori e le credenze di una comunità, condivise dai suoi membri e tramandate per generazioni. Sebbene le pratiche tradizionali riflettano i valori e l’espressione culturale ed identitaria di un gruppo, a volte, possono collidere con il sistema più globalizzato, internazionale. Tra le pratiche tradizionali che ancora oggi sono oggetto di dibattito e di mobilitazioni internazionali emergono le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF); queste controverse e complesse pratiche rappresentano nel discorso internazionale una grave violazione dei diritti umani delle donne e delle bambine. I danni fisici e i rischi per la salute, nonché i danni psicologici causati dalle MGF, hanno spinto la comunità internazionale ad agire per eradicarle. Praticate principalmente nell'Africa subsahariana, le MGF assumono significati e valori che variano non solo da una regione o gruppo etno- culturale ad un altro, ma anche all'interno della stessa comunità, gruppo o addirittura famiglia. Sebbene si sappia ancora poco sulle loro origini storiche, nella maggior parte dei casi queste pratiche costituiscono un rito che segna il passaggio sociale delle donne dall'infanzia all'età adulta e quindi promuove il loro riconoscimento sociale all’interno delle loro comunità. Oggi, con più di 200 milioni di ragazze e donne già sottoposte a queste pratiche dannose e con più di 3 milioni di ragazze rischio ogni anno 1 , le MGF continuano a rappresentare una minaccia per la salute delle donne e delle ragazze e per i diritti umani a livello globale. 1 WHO (3 february 2020) Female genital Mutilation, key facts

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Parole chiave

donne
diritto internazionale
africa
mali
conflitto
cedaw
mutilazioni genitali femminili
violenze di genere
gender based violence
pratiche tradizionali dannose

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