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Figure femminili dell'immaginario leopardiano

Il percorso attraverso cui Giacomo Leopardi ha progressivamente emancipato le sue immagini femminili dall’influenza di Petrarca e altri più o meno autorevoli numi tutelari è stato parallelo alla sua crescita umana e poetica, ed è coinciso con la graduale liberazione personale da quella censura intima che gravava sull’oggetto poetico ‘donna’. Verranno in tal senso indicati i tratti stilistici e contenutistici peculiari della sempre maggiore attenzione leopardiana verso figure di donne via via meno inconsistenti ed ideali, caratterizzate da sempre più evidenti peculiarità fisiche e caratteriali che, anziché togliere, hanno reso nuove ricchezza espressiva e forza poetica ai canti.

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Capitolo I Una questione di sensibilità “Quasi colle stesse arti si acquistano le donne e il genere umano: con ardire misto di dolcezza, con tollerare le ripulse, con perseverare fermamente e senza vergogna, si viene a capo, come delle donne, così dei potenti, dei ricchi, dei più degli uomini in particolare, delle nazioni e dei secoli. Come colle donne abbattere i rivali, e far solitudine dintorno a se, così nel mondo è necessario atterrare gli emuli ed i compagni, e farsi via su pei loro corpi: e si abbattono questi e i rivali con le stesse armi; delle quali due sono principalissime, la calunnia e il riso. Colle donne e cogli uomini riesce sempre a nulla, o certo è malissimo fortunato, chi gli ama d'amore non finto e non tepido, e chi antepone gl'interessi loro ai propri. E il mondo è, come le donne, di chi lo seduce, gode di lui, e lo calpesta”. Giacomo Leopardi, Pensiero LXXV 1 Giacomo Leopardi lavorò ai CXI Pensieri fra il 1830 e il 1835; in essi sistemò alcune conclusioni dall’immensa materia riversa nello Zibaldone in quindici anni (dall’estate del ’17 all’inverno del ’32) di riflessioni, esperienze intime e spunti letterari più o meno definitivi. La riorganizzazione filosofica attuata in un così limitato numero di dissertazioni non può però indurci a considerare i Pensieri come il testamento spirituale del poeta, e neppure come la più coerente revisione dei nodi cruciali della sua speculazione. D’altro canto non può non sorprenderci come il Leopardi della maturità poetica e speculativa, ormai smussati da tempo gli avamposti più aspri del suo rapporto con gli uomini e con la società, rivolga proprio contro le donne, muse ispiratrici 1 G. Leopardi, Pensieri, in Tutte le poesie e tutte le prose, Roma, Newton Compton, 1997, p. 641. 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Di Giovanni Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.