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Un intenso biennio. Confronto tra quattro diverse elezioni nel Comune di Lecce (1999-2000)

Oggetto di questo lavoro è il comportamento elettorale nel Comune di Lecce, studiato in quattro elezioni per diversi livelli di governo (Parlamento europeo, Provincia, Camera dei deputati, Regione), svoltesi tra giugno 1999 e aprile 2000. In particolare, ho analizzato il processo di formazione delle scelte odierne dell’elettorato, che sono alla base dell’intensa volatilità del suo comportamento di voto in questa fase di transizione della politica italiana. Per ogni elezione considerata ho studiato i cambiamenti dell’offerta politica e della risposta degli elettori, avvenuti di pari passo con un costante mutamento delle regole elettorali. Sotto questo ultimo aspetto, dopo una dettagliata descrizione dei sistemi elettorali adottati nelle varie elezioni considerate, ho verificato le loro conseguenze sulla struttura della competizione politica, sulle scelte degli elettori e dei partiti, in merito alla selezione dei candidati, specialmente quelli a cariche monocratiche (Presidente della Regione, della Provincia, ecc.).
La metodologia seguita è quella della ricerca ecologica, cioè basata su dati di fonte ufficiale relativi ad un aggregato territoriale omogeneo. Variabili centrali sono i voti ai partiti/coalizioni ed il loro swing tra le diverse elezioni, ottenuti in ciascuna delle novanta sezioni del Comune. Questi dati sono stati poi analizzati attraverso le tecniche statistiche che fanno riferimento al coefficiente di correlazione tra due variabili cardinali.
I risultati ottenuti confermano un’elevata mobilità elettorale nel periodo considerato che sembra essere causata da tre fattori principali: il continuo mutamento delle regole elettorali e l’eterogeneità delle loro caratteristiche; la forte personalizzazione della competizione politica, che ne è scaturita; l’aumento dell’astensionismo. Nel biennio preso in esame, è emerso un elettorato molto razionale in grado, cioè, di orientare le proprie scelte a seconda del livello di governo per cui è chiamato a votare e, quello che più conta, in base alla personalità dei candidati. In questo contesto, è stato il polo di centrodestra, ed al suo interno Forza Italia, a cogliere per primo ed a saper sfruttare a proprio vantaggio i tre aspetti sopra citati. Hanno saputo, cioè, scegliere buoni candidati, che il più delle volte hanno raccolto consensi aggiuntivi rispetto alla coalizione ed hanno saputo far leva sugli elettori indecisi o orientati all’astensione.

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INTRODUZIONE Il voto è l’atto più diffuso attraverso il quale la maggioranza dei cittadini partecipa alla vita politica del proprio paese, scegliendo i propri rappresentanti nelle assemblee elettive di ogni livello di governo. Le elezioni libere, competitive e periodiche sono il prerequisito di ogni paese democratico e ne costituiscono il momento più alto. Alla base delle scelte di voto dell’elettore vi è un processo di formazione e di espressione delle preferenze individuali in ordine alle alternative politiche sottoposte al vaglio del voto. Tale processo viene definito comportamento elettorale. Il comportamento elettorale, ed in particolare la sua variabilità, in Italia diventa un privilegiato oggetto di studio nell’ambito degli studi elettorali a partire dalla metà degli anni settanta, in corrispondenza dei primi “terremoti” elettorali. Fino ad allora, la maggior parte delle ricerche [Galli 1966 e 1968; Parisi e Pasquino 1977; Barbagli et alii 1979], aveva sottolineato la staticità e la continuità delle scelte elettorali degli italiani. In seguito, l’esito delle elezioni regionali del 1975 e delle politiche del 1976 ha spostato l’attenzione sull’analisi del mutamento elettorale nelle scelte di voto dei cittadini. Nulla, però, faceva presagire fino a che punto sarebbe giunta quella disponibilità al cambiamento degli elettori italiani. Nel giro di pochi anni, infatti, l’azione congiunta di fattori internazionali e di fattori di crisi del nostro sistema politico, induceva l’elettore a rivedere profondamente le proprie scelte di voto. La conseguenza (inattesa) fu che dall’onnipotenza dei partiti (anni ottanta) si passò al loro declino sia d’immagine, sia di consensi (anni novanta), tale da identificare, come titola una famosa ricerca [Cotta e Isernia 1996],

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Giaffreda Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 901 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.