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La crescita cranio-facciale nei pazienti affetti da labiopalatoschisi monolaterale completa: studio multicentric

Le schisi labio-maxillo-palatine sono malformazioni congenite legate alla mancata saldatura dei bottoni e dei processi embrionari che con la loro unione determinano la formazione del labbro, della narice, del mascellare superiore e del palato.
Il più antico caso di labiopalatoschisi conosciuto è stato osservato in una mummia egizia risalente al 2000 a. C..
La labiopalatoschisi è una malformazione di notevole impatto sociale, sia per la frequenza che per la compromissione morfo-funzionale che la schisi spesso comporta, anche se riparata nel migliore dei modi.
Oltre alla regione naso-labiale che viene compromessa nell'aspetto, può risultare alterata la morfologia dell'arcata dentaria superiore e la sua occlusione con l'inferiore e la funzionalità del palato molle che è determinante per una buona fonazione.
Infine possono essere compromessi lo sviluppo dello scheletro mascellare, la respirazione nasale nonché la funzionalità tubarica e quindi il drenaggio timpanico.

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INTRODUZIONE La letteratura è estremamente ricca di studi comparativi che cercano di dimostrare i benefici di una tecnica o di un protocollo rispetto ad altri. La maggioranza di questi è composta da studi retrospettivi. Dal punto di vista della ricerca scientifica gli studi retrospettivi hanno lo svantaggio di contenere per loro natura dei “bias” cioè delle distorsioni statistiche che non permettono di giungere a conclusioni esatte. Il metodo per analizzare più correttamente gli effetti di un trattamento eseguito su di un determinato campione, sono i protocolli clinici randomizzati. In alternativa sono accettabili studi prospettici multicentrici che permettono di confrontare campioni trattati in modo consecutivo con diversi protocolli. Il presente studio rientra in un progetto europeo, l’Euro Cleft, il cui obiettivo è quello di definire un protocollo di trattamento per le Labio- Palato-Schisi dal quale derivino i risultati migliori in termini di crescita, di occlusione e di estetica. Dalla revisione della letteratura (Shaw, 1992), si evince che i migliori risultati sono ottenuti dai centri in cui la casistica è numerosa e, in particolare, laddove vengano trattati almeno 30 nuovi casi l’anno. Di importanza fondamentale è anche una standardizzazione della raccolta della documentazione relativa ai casi clinici, che permetterà un “follow-up” dei pazienti e una possibilità di confronto dei risultati. L ‘obiettivo di questo studio è quello di valutare la presenza di eventuali differenze statisticamente significative tra la crescita cranio-facciale dei pazienti trattati secondo il protocollo di Milano e quella dei pazienti trattati ad Oslo. Il protocollo chirurgico di Milano prevede infatti, a differenza della maggior parte dei protocolli europei, l‘esecuzione della gengivo-alveolo-plastica (GAP) a 18-36 mesi di età. Un numero consistente di autori ritiene che la GAP possa avere un effetto negativo sulla successiva crescita mascellare. Il presente studio ha comparato radiografie del cranio in proiezione latero- laterale appartenenti al Centro per la cura delle Labio-palato-schisi di

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Filomena Del Guercio Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7120 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.