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Influenza delle zone non coltivate sul ciclo degli insetti predatori

Per due anni consecutivi (1997, 1998) sono stati analizzati gli andamenti delle popolazioni degli insetti predatori in relazione alla presenza di zone non coltivate
(siepi o piccoli boschetti)nella pianura bolognese. I campionamenti sono stati effettuati con retino da sfalcio e rilievi visivi in particolare sullo strato erbaceo.La presenza di predatori,
insetti fitofagi e specie erbacee sono state messe in relazione mediante indici di biodiversità con l'analisi statistica. Diverse specie erbacee si sono rivelate utili,
tra cui particolarmente la carota selvatica e l'ortica. Fondamentale è stata la presenza di Adonia variegata.

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3 INTRODUZIONE Tare, aree marginali, zone non produttive, focolai di infestanti, di insetti dannosi: sono tutti termini usati per descrivere le siepi, le fasce erbose o i boschetti presenti generalmente ai bordi dei campi e in particolare per sottolineare i loro aspetti negativi. Il presente lavoro invece cercherà di analizzare gli elementi positivi di queste superfici non coltivate, per avere una visione più globale e comprendere se possono essere considerate, dal punto di vista tecnico, come un fattore produttivo dell’azienda agraria. Il campo coltivato non è la somma di singole piante su un substrato generico, ma è un ecosistema complesso in cui il terreno, con la sua pedofauna, interagisce con i vegetali e questi a loro volta instaurano relazioni con l’aria e gli organismi circostanti. Nel mantenere questi rapporti la fitta rete di spazi non occupati da colture svolge un ruolo fondamentale. Questa struttura di collegamento può avere effetti benefici paragonabili a quelli prodotti dai vasi sanguigni sui tessuti dell’organismo umano (Burgio et al., 1999). In questo articolato sistema l’uomo può intervenire per sfruttare le risorse della natura a fini produttivi. È da evidenziare che più si valorizzeranno le componenti autoctone di quell’ambiente più gli effetti positivi saranno durevoli. Creare un ambiente che favorisca la presenza di insetti predatori e parassitoidi per servirsi pienamente delle potenzialità dell’agroecosistema risulta perciò fondamentale. Alla luce delle considerazioni sopra riportate diventa necessaria una visione più ampia della gestione del campo coltivato.

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Enrico Dolla Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1086 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.