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Un modello per l'analisi delle crisi in un currency peg: il caso brasiliano

L’obiettivo di questo lavoro va ricercato nel tentativo di ripercorrere il cammino dell’economia brasiliana tra stabilizzazione, svalutazione ed inflazione, cercando di derivare delle osservazioni che abbiano valore in un contesto il più generale possibile.
Il punto di partenza del il nostro lavoro è rappresentato dal Plano Real (1994). Il Piano si è basato, per buona misura, sull’ancoraggio del tasso di cambio della neonata valuta brasiliana (il real) col dollaro, attraverso l’adozione di un regime di cambio convenzionalmente conosciuto come crawling peg.
Obiettivo del secondo capitolo è quello di testare la sostenibilità a medio-lungo termine del crawling peg, fornendo una stima delle one-month ahead probabilities, ovvero, della probabilità, stimata per ogni t, che il regime di cambio collassi entro l’inizio del tempo (t+1). Al riguardo, assumerà una importanza decisiva la stima della probabilità di collasso del regime alla vigilia della svalutazione del real del gennaio 1999. In base al risultato ottenuto, sarà possibile argomentare sul grado di discrezionalità adoperato dalle Autorità brasiliane nella decisione di lasciar fluttuare il tasso di cambio. In altre parole: tale decisione è stata una scelta obbligata oppure, al contrario, sarebbe stato possibile continuare col vecchio regime? Per rispondere a questo interrogativo applicheremo il modello monetarista di Cumby e Van Wijnberger al Brasile.
Il passaggio successivo del nostro lavoro andrà nella direzione di domandarsi il perché a forti svalutazioni discrete del tasso di cambio nominale non abbiano seguito altrettanto drammatiche impennate del tasso d’inflazione.
Nel capitolo tre, basato essenzialmente sul lavoro di Goldfajn e da Costa Werlang, si affronterà con un approccio empirico la tematica dei pass-through coefficients tra deprezzamento ed inflazione, ovvero, la misura percentuale con cui il deprezzamento del tasso di cambio nominale si riflette sulla crescita dei prezzi. Il capitolo, essendo costruito sui dati empirici di un campione di paesi riferiti all’ultimo ventennio, prescinde dal singolo caso del Brasile. Saranno poi operate analisi diversificate in base a criteri geografici ed economici, affinchè si possano individuare le differenze tra diversi gruppi di paesi maggiormente omogenei tra loro.
L’obiettivo è quello di individuare le determinanti del pass-through coefficients, nonché la loro importanza relativa. In quest’ottica, il lavoro assume un’importante valenza nell’ambito della previsione ex-ante dell’inflazione futura. Saranno testate l’importanza dell’inflazione pre-esistente, della sopravvalutazione del tasso di cambio reale, della GDP deviation e del grado di apertura dell’economia al fine di determinare il pass-through coefficient tra deprezzamento e crescita dei prezzi.
Nel capitolo quattro proseguiremo ad addentrarci nella tematica del rapporto tra deprezzamento ed inflazione, cercando di rispondere alla seguente domanda: “perché l’inflazione non è esplosa in seguito ai recenti episodi di svalutazione del tasso di cambio nominale”? La nostra analisi, basata essenzialmente sul lavoro di Burstein, Eichenbaum e Rebelo, provvederà ad analizzare le caratteristiche principali del comportamento dei prezzi in seguito a recenti episodi di svalutazione e ad effettuare un esercizio di price accounting attraverso il quale sarà possibile comprendere la dinamica dell’evoluzione dei prezzi includendo nuove ipotesi sempre più aderenti alla realtà. Si costruirà inoltre un modello neoclassico tradables/non-tradables. In particolare, saranno presi in considerazione l’effetto del riaggiustamento del prezzo relativo tra beni tradables e beni non-tradables, l’inclusione dei servizi di distribuzione, del “flight from quality” e delle frizioni sul mercato del credito, i quali concorreranno ad illustrare il perchè della scarsa crescita dei prezzi in rapporto al deprezzamento del tasso di cambio nominale. Il modello sarà poi applicato ai casi del Messico e della Corea del Sud, producendo un utile parametro di confronto per episodi analoghi, non ultimo quello brasiliano.
Il capitolo cinque, infine, rappresenterà un ideale completamento del lavoro precedentemente svolto, presentando un’analisi dell’evoluzione dei prezzi in Brasile in seguito alla svalutazione del real di gennaio 1999. In particolare, è stato dato risalto all’introduzione di un sistema formale di inflation targeting ed al rapporto tra politica monetaria e crescita dei prezzi.

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RIASSUNTO 1 - IL CRAWLING PEG BRASILIANO: UN MODELLO DI CRISI DI CAMBIO Il Plano Real e le alterne vicende riguardanti l’evoluzione del tasso di cambio in Brasile nella seconda metà degli anni ’90 ci offrono un ottimo spunto per indagare sulla sostenibilità a medio-lungo termine dei regimi di cambi convenzionalmente chiamati crawling peg regimes, vale a dire regimi nei quali il tasso di cambio é svalutato ad un tasso costantemente preannunciato dalle Autorità Monetarie al mercato. Questa politica è stata utilizzata in Brasile dal marzo 1995 fino alla fine del 1998. Il paese è stato per anni afflitto dall’iperinflazione; i numerosi piani introdotti durante gli anni ’80 per stabilizzare la economia si rivelarono fallimentari, non riuscendo ad arrestare la pericolosa spirale inflazionistica. Nel 1993 il ministro dell’economia F. H. Cardoso e la sua equipe economica introdussero il Plano Real, ambizioso ed inedito programma che si prefissava di sconfiggere l’iperinflazione mediante un complesso mix di riforme fiscali e monetarie, tra le quali il cambio di valuta e l’introduzione del Real, nel luglio 1994, dopo un periodo transitorio in cui un meccanismo di progressiva disindicizzazione dell’economia avrebbe permesso la stabilizzazione dei prezzi e dei salari. Il Piano ebbe effettivamente successo nello sconfiggere l’iperinflazione. Ciò nonostante, l’economia brasiliana mostrò di non aver affatto abbandonato quella fragilità che si pensava di aver seppellito con l’introduzione del Piano, come dimostrarono l’impatto della crisi dei pagamenti messicana del 1994 e, in maniera ancor più veemente, le ripercussioni della crisi asiatica del 1997 e quelle della moratoria dei pagamenti russa del 1998. Il pensiero dominante della letteratura sembra indicare proprio nell’exchange rate management la causa sia della avvenuta stabilizzazione dell’economia e sia della fragilità della stessa in fronte a shocks esterni. Appare quindi doverosa una seria riflessione su come sia stata condotta la politica di cambio nella seconda metà degli anni ’90, anche e soprattutto alla luce della svalutazione del real occorsa nel gennaio ’99, peraltro largamente attesa dai mercati internazionali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Somalvico Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2553 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.