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Orfismo e poesia in Dino Campana

“E’ perché i poeti nel tempo della povertà?” Così recita un celebre verso di Pane e Vino di Friedrich Holderlin. Il tempo della povertà è il tempo della Weltnacht: della notte del mondo e del senso. Diverse sono le vite che hanno attraversato la condizione della povertà estrema, dell’esilio e dello sradicamento, situazioni paradigmatiche della modernità. Modernità che si configura come un abisso (ab-grund) mancante del suo fondamento ultimo, e in questo abisso occorre che il poeta, come scrive Rilke: ”discenda egli e ululi in quel baratro (è più necessario questo che valicarlo)” [Jesi, 1979: 2].

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2 Introduzione “E’ perché i poeti nel tempo della povertà?” Così recita un celebre verso di Pane e Vino di Friedrich Holderlin. Il tempo della povertà è il tempo della Weltnacht: della notte del mondo e del senso. Diverse sono le vite che hanno attraversato la condizione della povertà estrema, dell’esilio e dello sradicamento, situazioni paradigmatiche della modernità. Modernità che si configura come un abisso (ab-grund) mancante del suo fondamento ultimo, e in questo abisso occorre che il poeta, come scrive Rilke: ”discenda egli e ululi in quel baratro (è più necessario questo che valicarlo)” [Jesi, 1979: 2]. Scendere nell’abisso, farsi carico della mancanza estrema, attraversare vivi la regione della morte: siamo già dentro la figura, il mitologema di Orfeo; infatti, siamo convinti che la presenza di Orfeo nelle grandi esperienze poetiche di questo secolo non sia casuale né frutto di confuse suggestioni letterarie. A quali bisogni, a quali domande, e a quale sentimento del tempo si contrappone il desiderio di “prendere e bere la pura acqua della sorgente“? [Kerenyi, 1994 2 : 13] In altre parole, perché la parola della poesia appare a Campana come l’unico luogo di una possibile, salvifica, remitizzazione del reale? Campana scrive e vive dentro l’orizzonte temporale che Heidegger ha chiamato ‘l’epoca della metafisica’, descritta in un suo memorabile saggio, Perché i poeti, come il tempo della povertà estrema, in cui dell’essere “ne è nulla“ [Heidegger, 1984 2 : 238]. E di fronte a questa minaccia e nel tempo di

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Reitano Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6336 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.