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Guerra psicologica e strategia: da mezzo estemporaneo a dottrina sistemica

L’uomo è un essere soggetto totalmente alle sollecitazioni esterne, poiché costretto a vivere ed a muoversi in un sistema dal quale ne dipende in maniera completa e assoluta.
Ai bisogni codificati dalla scienza economica si sono, via via, aggiunti in modo particolare quelli di carattere “sociale e conoscitivo”, frutto più di spinte esterne che di vera e propria forza intrinseca. Vi è tuttavia una serie di bisogni del tutto particolari, delicatissimi, di recente scoperta: quelli psicologici. Uno dei sogni dell’uomo, consiste nel cosiddetto “controllo delle menti”.
Il cosiddetto lavaggio del cervello, l’ipnosi, l’impiego di sostanze stupefacenti per neutralizzare la volontà o carpire informazioni e segreti, imporre comportamenti mediante l’asservimento invisibile della mente. Tali rappresentano però esclusivamente soluzioni tipicamente individuali. Quando l’obiettivo ha le dimensioni di un gruppo abbastanza numeroso, quale per esempio una nazione o un gruppo di popolazioni, le procedure menzionate divengono impraticabili.
Da qui il bisogno di ricorrere a metodologie sistemiche di tipo diverso, in grado di agire sull’intero tessuto connettivo che s’intende aggredire.
L’insieme delle operazioni, delle azioni, delle iniziative tendenti a conseguire l’obiettivo di assumere il controllo di grandi strati di masse e di pilotarne le opinioni, i giudizi e le conseguenti manifestazioni, agendo sulla ricettività istintiva, sull’emotività nonché sul processo formativo delle valutazioni, si definisce Guerra Psicologica.
Per non allontanarsi dall’obiettivo di focalizzare una definizione di guerra psicologica, si deve subito precisare che per guerra non s’intende solo il conflitto armato, ma tutto l'ampio ventaglio di guerra, nel quale il confronto militare è soltanto l'ultimo aspetto. Possiamo ancora definirla, in via generale, come l’impiego da parte di una nazione di tutte le sue risorse, nonché azioni, allo scopo di creare una situazione di pace, o di guerra (non guerreggiata) rispondente alle esigenze politiche della nazione.

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5 CAPITOLO I INTRODUZIONE ED ANALISI “La rivoluzione tecnologica ha mutato radicalmente il concetto della guerra e la maniera di combattere. Colpire le comunicazioni del nemico e difendere le proprie è sempre stata una tattica vincente, fin dai tempi dello stratega cinese Sun Tzu e, più tardi, di von Clausewitz. Oggi questo duello è essenzialmente cambiato spingendosi anche al di là della logica umana…” 1.1 Definizione della “guerra psicologica” L’uomo è un essere soggetto totalmente alle sollecitazioni esterne, poiché costretto viver ed a muoversi in un sistema dal quale ne dipende in maniera completa e assoluta. Ai bisogni codificati dalla scienza economica si sono, via via, aggiunti in modo particolare quelli di carattere “sociale e conoscitivo”, frutto più di spinte esterne che di vera e propria forza intrinseca. Vi è tuttavia una serie di bisogni del tutto particolari, delicatissimi, di recente scoperta 1 : quelli psicologici: 2 1 La nascita della psicologia sociale coincide con le prime ipotesi e concetti circa le influenze che alcuni input esterni hanno nella crescita e formazione dell’essere umano. In particolare la psicologia sociale studia i rapporti tra gli individui e le società in cui vivono, particolarmente quei rapporti che sono mediati dall’interazione faccia a faccia. L’essere umano terminata la sua fase di crescita e d’apprendimento, interagisce con le istituzioni economiche, legali, religiose, politiche ed altre. Vista sotto quest’aspetto è in un certo modo una scienza interstiziale: mira a collegare lo studio dell'individuo mediante la psicologia generale e le scienze biologiche a quello della società mediante la sociologia e altre scienze sociali. Il termine psicologia sociale non apparve fino al 1908, quando fu usato due volte da W. McDougall, Bach psicologo britannico e da E. A. Ross sociologo americano. Però le immediate origini di quella che è divenuta la psicologia sociale furono evidenti per circa mezzo secolo prima di allora. Molti dei fondatori erano europei. Le Bon, Tarde e Durkheim in Francia; Simmel, Weber e Wundt in Germania; Freud in Austria e Darwin, Spencer in gran Bretagna possono essere tutti visti o almeno in parte, come collaboratori alla nascita della disciplina emergente. Le principali influenze sociologiche furono quella della scuola di Chicago d’interazionismo simbolico, derivato a sua volta dalla filosofia pragmatica americana. Mead colla sua analisi del 1934 della costruzione sociale. Ma bisogna citare anche Cooley, W. I. Thomas e più recentemente Goffman. GREGORY, RICHARD L., “Enciclopedia Oxford della Mente”, Milano, Biblioteca Universale Sansoni, 1991, Pag.755. 2 Quando i bisogni fisiologici, bisogni primari, sono stati gratificati.Emerge una nuova serie di bisogni che possiamo categorizzare come di livello psicologico. L’organismo può essere interamente dominato, come molti psicologi provano, anche da questi. Questi, possono funzionare da organizzatori quasi esclusivi del comportamento umano. MASLOW, A.H., “Motivation and Personality”, N w York, Harper & Row, 1954.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Liotti Contatta »

Composta da 205 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6483 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.