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Modelli di stima dell'eccesso di reazione nel mercato azionario italiano

Una recente controversia nel campo della finanza coinvolge l'evoluzione di quella che è conosciuta come la finanza comportamentale. Un numero crescente di articoli accademici e professionali si sono dedicati alla ricerca ed alle potenziali applicazioni di questo nuovo campo della finanza. La domanda che la finanza comportamentale si pone è la seguente: conoscendo come si comportano i singoli individui, è possibile capire il comportamento del mercato?
Secondo gli economisti finanziari la risposta è no, perché la teoria classica ha largamente ignorato gli individui preferendo i prezzi. I mercati sono ritenuti efficienti e di conseguenza, la ricerca è stata a lungo focalizzata sul comportamento d'equilibrio del mercato in generale piuttosto che il singolo comportamento degli individui nel mercato. Questo perché, teoricamente, solamente un trader razionale con abbastanza denaro è sufficiente a mantenere i mercati efficienti. Le aspettative razionali richiedono che i prezzi di mercato, in media, siano in linea con i valori fondamentali; inoltre ogni deviazione del prezzo di mercato dal valore fondamentale non dovrebbe essere prevedibile dalle informazioni disponibili. Se i trader irrazionali sistematicamente deviano dai valori fondamentali, quelli razionali dovrebbero approfittare di questa deviazione guidando così gli irrazionali fuori dal mercato. Perciò anche i mercati con trader irrazionali al loro interno produrrebbero prezzi efficienti e le decisioni individuali potrebbero così essere ignorate. Empiricamente, lo studio dei prezzi ha fallito il rifiuto dell'ipotesi di mercato efficiente, indicando che "…per più investitori, i modelli di mercato efficiente sembrano una buona prima approssimazione della realtà".
Comunque alcuni studiosi hanno sfidato questo ragionamento ritenendo che l'esame del comportamento degli investitori, possa migliorare la comprensione dei mercati finanziari.
Il lavoro riepiloga gli studi più importanti effettuati in questo campo e verifica la presenza del fenomeno sul mercato azionario italiano dal 1995 al 2000.

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1 1. INTRODUZIONE Una recente controversia nel campo della finanza coinvolge l'evoluzione di quella che � conosciuta come la finanza comportamentale. Un numero crescente di articoli accademici e professionali si sono dedicati alla ricerca ed alle potenziali applicazioni di questo nuovo campo della finanza. La domanda che la finanza comportamentale si pone � la seguente: conoscendo come si comportano i singoli individui, � possibile capire il comportamento del mercato? Secondo gli economisti finanziari la risposta � no, perch� la teoria classica ha largamente ignorato gli individui preferendo i prezzi. I mercati sono ritenuti efficienti e di conseguenza, la ricerca � stata a lungo focalizzata sul comportamento d'equilibrio del mercato in generale piuttosto che il singolo comportamento degli individui nel mercato. Questo perch�, teoricamente, solamente un trader razionale con abbastanza denaro � sufficiente a mantenere i mercati efficienti. Le aspettative razionali richiedono che i prezzi di mercato, in media, siano in linea con i valori fondamentali; inoltre ogni deviazione del prezzo di mercato dal valore fondamentale non dovrebbe essere prevedibile dalle informazioni disponibili. Se i trader irrazionali sistematicamente deviano dai valori fondamentali, quelli razionali dovrebbero approfittare di questa deviazione guidando cos� gli irrazionali fuori dal mercato. Perci� anche i mercati con trader irrazionali al loro interno produrrebbero prezzi efficienti e le decisioni individuali potrebbero cos� essere ignorate. Empiricamente, lo studio dei prezzi ha fallito il rifiuto dell'ipotesi di mercato efficiente, indicando che "�per pi� investitori, i modelli di mercato efficiente sembrano una buona prima approssimazione della realt�". 1 Comunque alcuni studiosi hanno sfidato questo ragionamento ritenendo che l'esame del comportamento degli investitori, possa migliorare la comprensione dei mercati finanziari. Una delle prime applicazioni, per una scientifica fusione fra la psicologia e la ricerca finanziaria, � stata fatta presso l'Universit� dell'Oregon da Burrell nel 1951 con un articolo intitolato "Possibilit� di un approccio sperimentale agli studi sull'investimento". L'articolo, illustrava il bisogno di costruire esperimenti di laboratorio per testare le teorie, e questo fu fatto nel 1967 dal professore di 1 Fama (1970).

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Mirko Porciatti Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1475 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.