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Ruolo dell'infermiere nella prevenzione e trattamento dell'incontinenza urinaria da sforzo nel post-partum - Studio prospettico sull'utilizzo degli esercizi di Kegel per il pavimento pelvico

Lo scopo di questo lavoro è stato di stabilire un semplice programma riabilitativo chinesiterapico pelvi-perineale destinato alle partorienti, da svolgere a casa senza l’ausilio del personale sanitario e di valutarne l’efficacia per la prevenzione della incontinenza urinaria da sforzo nel post-partum.
Lo studio è nato dall’esigenza di promuovere la prevenzione dell’incontinenza urinaria da sforzo nelle partorienti.
La prevenzione è rivolta a salvaguardare le pazienti dai possibili disturbi urinari conseguenti al parto, consentendo anche un risparmio delle risorse sanitarie disponibili.
Da studi fatti in passato, si è evidenziato una scarsa attenzione al disturbo soggettivo urinario, perché l’applicazione della riabilitazione veniva lasciata alla libera esecuzione della paziente.
Sulla base di questi risultati si è cercato di elaborare un programma riabilitativo, basato sulle tecniche di Kegel, che consentano un semplice apprendimento ed una facile esecuzione degli esercizi proposti, da eseguire a casa senza modificare le abitudini quotidiane.
Il programma di riabilitazione presentato non ha la pretesa di sostituire programmi già proposti, il cui esito positivo è dimostrato, ma di promuovere la prevenzione, sensibilizzando le puerpere all’importanza della patologia e alla sua reale dimensione, incentivando così un’attiva e motivata adesione nella prosecuzione degli esercizi a casa.

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1 PREMESSA I disturbi vescico-sfinterici rappresentano una importante causa di disabilità e di handicap. Questi disturbi possono condizionare a tal punto la nostra vita quotidiana, da poterla addirittura deteriorare. L’incontinenza urinaria (d’ora in poi IU) ha un impatto psico-sociale significativo sia su chi ne soffre, che sulla sua famiglia, estendendosi anche agli operatori sanitari coinvolti. L’impatto psico-sociale può riflettersi su vari ambiti, creando problemi psicologici, occupazionali, relazionali, fisici e sessuali, portando progressivamente il paziente alla perdita di autostima e all’insorgere di una consapevole incapacità nel mantenere uno stile di vita indipendente, fino a limitare o persino ad evitare le suddette attività. Le conseguenze ultime di questo stato di sofferenza e disagio, possono essere la diminuzione o persino l’eliminazione di varie attività quotidiane, quali le uscite da casa, l’interazione sociale con amici e famigliari, fino a giungere all’attività sessuale. Dal momento in cui l’aspettativa di vita della donna tende ad aumentare ed il concetto di salute inteso in modo globale è sempre più accettato, l’incontinenza urinaria femminile deve occupare un posto sempre più rilevante nella programmazione sanitaria della medicina moderna. Paradossalmente però, questa patologia è sottovalutata sia in termini di importanza che ha sull’impatto sociale nella donna, che sulla spesa sanitaria. Questo appare ancor più contraddittorio, se si considera la notevole diffusione che questa patologia ha sulla popolazione femminile.

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Malgorzata Odbierzychleb Contatta »

Composta da 254 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 16809 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 35 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.