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I modelli comunicativi degli spot spagnoli

Dopo un'attenta ed accurata analisi di 97 spot spagnoli ho individuato alcuni modelli comunicativi ricorrenti che sottendono la produzione di tali messaggi. Sono state individuate peculiarità di ogni settore merceologico, in cui gli spot sono stati divisi, ed interessanti chiavi di lettura conclusive tra cui un massiccio utilizzo dello humour, degli stereotipi e del sentimento.

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Introduzione Obiettivo di questa ricerca è far emergere i tratti distintivi della comunicazione pubblicitaria spagnola. La nostra intenzione è quella di fornire un quadro della pubblicità televisiva di questo paese; per questo motivo non si è scelto di esaminare una categoria specifica di prodotti, ma di registrare un campione di spot e analizzarli a prescindere dal settore merceologico di cui gli oggetti reclamizzati fanno parte. Per poter raggiungere pienamente la finalità che ci siamo proposti abbiamo ritenuto interessante e importante dividere i beni pubblicizzati in settori e individuare le peculiarità di ognuno di essi. Si è scelto di compiere questo studio sulla nazione spagnola, non solo per un interesse personale nei confronti di questo paese, ma anche perché ci è sembrato che la bibliografia italiana relativa a questo argomento sia carente soprattutto per quel che riguarda lo studio sistematico sulla comunicazione pubblicitaria spagnola. Considerata la vastità e la complessità del tema scelto, questo lavoro non ha la presunzione di essere totalmente esauriente e completo. Per compiere questa ricerca abbiamo prediletto la pubblicità televisiva rispetto, per esempio, a quella a stampa; per spiegare le ragioni di tale scelta è opportuno fare alcune considerazioni generali. “Lo spot è fatto di tante cose – immagini, parole, rumori, musica- “ 1 , “ha un inizio, uno sviluppo e una fine, assumendo una dimensione ‘temporale’. Lo spot inoltre si può vedere solo in un modo obbligato” 2 , non si può andare né avanti né indietro e tantomeno soffermarsi su di esso. Lo spettatore quindi “non può liberarsi dalla costrizione di vivere un’esperienza fruitiva dalle durate e dalle articolazioni temporali già definite, non può uscire dal flusso temporale costruito dalla successione delle immagini.” 3 Proprio perché il consumatore ha un intervallo di tempo molto breve, generalmente 30 secondi, per capire e interpretare un messaggio pubblicitario televisivo, diventa 1 G. Mariani M. Vinassa de Regny, Come fare uno spot, Art-lab, Milano, 1993, p. 43 2 Ibidem 3 G. Bettetini, Tempo del senso, Bompiani, Milano, 1979, p. 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Federica Pagella Contatta »

Composta da 275 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.