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L'intermediazione della banca nelle operazioni di countertrade

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Samuele Brigidi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giorgia Tassoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

La moneta, come unità di misura di valore, ha superato molti dei problemi connessi al baratto, la più antica forma di commercio; questo tipo di scambio però non è totalmente scomparso. A parte il suo prolungato utilizzo nell’ambito di società poco sviluppate, è stato riscoperto come uno strumento capace di permettere specifiche transazioni commerciali tra Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo o di recente industrializzazione. Le sue origini più recenti si ritrovano nel sistema di compensazione costituito nella Germania nazista tra le due Guerre mondiali dal Presidente della Bundesbank Schacht; con tale strumento, una volta all’anno, i partner commerciali regolavano le proprie posizioni nette bilanciando gli eventuali squilibri con valuta pregiata oppure oro. Tale accordo prevedeva che fossero effettuate, per un certo periodo di tempo, reciproche esportazioni e importazioni di beni. Il pagamento di questi avveniva tra gli operatori nazionali in valuta locale: l'esportatore riceveva il pagamento, attraverso un conto bancario, dall'importatore nazionale, il quale a sua volta versava sullo stesso conto l'importo dei beni ritirati dall'estero. Tra gli Stati interveniva soltanto un regolamento contabile a mezzo dei resoconti bancari.
Nel 1948, all’interno del piano Marshall gli scambi tra i paesi europei erano regolati da accordi commerciali bilaterali mentre i paesi del blocco comunista cominciarono ad adottare il sistema di compensazione prebellica e lo utilizzarono al loro interno come pure negli scambi con gli altri paesi del Patto di Varsavia.
Nel decennio successivo, con le prime tenui aperture al dialogo internazionale, si assistette ad una prima rinascita degli scambi in compensazione specialmente negli stati dell’Est Europa, ansiosi di ammodernare le industrie nazionali. Le vicende post-belliche avevano minato la credibilità finanziaria di tali stati decretandone l’impossibilità di ottenere credito sui mercati internazionali; nel contempo alcune imprese occidentali, impegnate nella ricerca di nuove possibilità di esportazione, colsero l’opportunità, attraverso accordi intergovernativi, di rifornire di macchinari di urgente necessità Stati come l’Ungheria, la Cecoslovacchia e la Romania, contro il pagamento di materie prime, commodities da rivendere in un secondo tempo sui mercati occidentali.

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2 Capitolo 1 INTRODUZIONE AL COUNTERTRADE 1.1 Cenni storici La moneta, come unit� di misura di valore, ha superato molti dei problemi connessi al baratto, la pi� antica forma di commercio; questo tipo di scambio per� non � totalmente scomparso. A parte il suo prolungato utilizzo nell� ambito di societ� poco sviluppate, � stato riscoperto come uno strumento capace di permettere specifiche transazioni commerciali tra Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo o di recente industrializzazione. Le sue origini pi� recenti si ritrovano nel sistema di compensazione costituito nella Germania nazista tra le due Guerre mondiali dal Presidente della Bundesbank Schacht ; con tale strumento, una volta all� anno, i partner commerciali regolavano le proprie posizioni nette bilanciando gli eventuali squilibri con valuta pregiata oppure oro 1 . Tale accordo prevedeva che fossero effettuate, per un certo periodo di tempo, reciproche esportazioni e importazioni di beni. Il pagamento di questi avveniva tra gli operatori nazionali in valuta locale: l'esportatore riceveva il pagamento, attraverso un conto bancario, dall'importatore nazionale, il quale a sua volta versava sullo 1 Cfr. Francis Dick,�� The Countertrade Handbook ��, Cambridge, 1987, p. 4.; ne parla anche. A. Foglio, �� Countertrade e commercio estero ��, Milano, 1996, p. 20-21.

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