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Le lettere di patronage nella pratica bancaria

Le lettere di patronage sono un fenomeno molto attuale nel nostro Paese, dove si sono diffuse a partire dall'inizio degli Anni '70.
Come è noto, tale istituto non è contemplato dal nostro ordinamento giuridico e questo crea nei suoi riguardi una frammentazione di posizioni e pensieri.
Questo lavoro vuole essere una sintesi il più possibile armonica dei diversi punti di vista che la dottrina e la giurisprudenza hanno dimostrato nel corso degli anni nei confronti del patronage. Tali posizioni vengono confrontate con l'atteggiamento effettivo degli operatori che utilizzano nel mondo attuale, per svariati motivi, le lettere di patronage per regolare i loro rapporti d'affari.
La finalità è quella di cercare di capire il reale valore giuridico dell'istituto e, in particolare, se esso possa effettivamente essere considerato una garanzia personale, sebbene naturalmente atipica, o se debba invece essere relegato nell'ambito dei meri gentlemen's agreements come qualcuno asserisce.
Il patronage viene confrontato in particolare con alcuni istituti giuridici tipici del nostro ordinamento, perché alcuni prospettano che possa essere ad essi ricondotto e vengono prese in considerazione le opinioni dottrinali e le sentenze che hanno confermato tale punto di vista o che al contrario l'hanno sconfessato.
Ogni pensiero dottrinale e giurisprudenziale riportato nel lavoro viene espresso in modo conciso e il più possibile chiaro e poi esaminato attentamente per riuscire a coglierne i pregi, i difetti e la reale possibilità di applicazione ai casi concreti..
In tutta la tesi si fanno inoltre riferimenti espliciti alla prassi bancaria attuale, grazie anche all'ausilio di circolari, dischetti, manuali, comunicazioni interne, materiale di vario genere che i funzionari e gli impiegati di alcune banche operanti nella realtà locale e nazionale italiana mi hanno gentilmente permesso di consultare durante la mia ricerca.
Lo scritto è corredato ulteriormente di una parte composta da interviste rivolte ad esponenti del mondo bancario e societario, affinchè sia possibile capire l'effettivo atteggiamento verso l'istituto del patronage e i motivi della sua diffusione sempre più massiccia.
Lo scopo è quello di dare un contributo alla comprensione di una materia che è di non secondaria importanza nel mondo bancario e finanziario attuale e che, purtroppo, non ha ancora a tutt'oggi una disciplina univoca e oggettivamente certa come è invece quella delle garanzie personali conosciute nel nostro ordinamento giuridico.
La letteratura giuridica è infatti riuscita solo a delineare alcuni profili tipici del patronage, senza però arrivare ad enucleare la specie ''Lettera di patronage'' in modo sufficientemente organico.
Tale mancanza di univocità e di tipizzazione per tutto ciò che attiene il patronage traspare in ogni parte del lavoro.

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1 INTRODUZIONE Lettere di patronage. Figure abbastanza nuove per il nostro ordinamento, oggetto di molta attenzione da parte della dottrina e della giurisprudenza. Ha scritto bene Chinè, definendole <<un istituto ancora in cerca di autore>> 1 , perché le lettere di patronage, dal punto di vista giuridico, possono essere viste come un “diamante dalle mille sfaccettature”. Mandato di credito? Espromissione? Promessa del fatto del terzo? Promessa del fatto proprio? Semplice dichiarazione? Gentlemen's agreement? Fideiussione? Contratto? Negozio unilaterale? Semplice impegno d'onore? Ancora la dottrina e la giurisprudenza non sono riuscite a definire univocamente le lettere di patronage. Questa tesi si propone di esaminare le diverse e varie posizioni che dal 1979, anno della prima decisione emessa in Italia sulle lettere di patronage, la dottrina e la giurisprudenza hanno adottato nei confronti di questo istituto. Il mio punto di partenza è quello di ritenere le lettere a tutti gli effetti impegni scritti, garanzie, naturalmente atipiche e quindi non nominate nel codice civile del 1942, anche se prenderò comunque in considerazione opinioni diverse senza alcun pregiudizio. Bisogna dire che in generale le lettere di patronage risultano essere cariche di un valore giuridico che è poi quello che permette la loro diffusione sempre più vasta nella prassi bancaria. Se così non fosse, se le lettere di patronage fossero semplici dichiarazioni prive di una forza giuridica, allora non vi sarebbe ragione alcuna perché le banche, operatori razionali tradizionalmente avversi al rischio, continuino ad accettarle. Potrebbero semplicemente rivolgersi ad altre forme di tutela del credito, disciplinate in maniera univoca dalla legge e quindi più sicure. 1 Chinè, “I confini del patronage: un istituto ancora in cerca d’autore”, nota alla sentenza Trib. Milano, 22/06/1995, in “Giurisprudenza italiana”, 1996, I, 2, c. 258

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Laura Aletti Contatta »

Composta da 296 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.