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Il diritto a essere bambini. Austria e Italia: due ordinamenti giuridici a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Monica Pizzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Giovanni Guiglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 833

La tesi rappresenta un tentativo di analizzare due diversi, ma per molti aspetti assimilabili, contesti giuridici e socio-antropologici, nonché storico-politici, appartenenti all’Unione Europea. L’angolo visuale, dal quale ho effettuato il confronto era l’ottica della tutela e promozione dei diritti dei minori. Il lavoro è suddiviso in più capitoli. L’analisi è in primo luogo sinottica dal punto di vista socio-antropologico: qual è la considerazione del minore oggi nella società dei due Paesi considerati, quali le coordinate principali che caratterizzano l’infanzia, specie in relazione al microcosmo naturale in cui si trovano, cioè la famiglia.
Quindi analizzo i due tipi di forme di Stato: tradizionalmente federale l’Austria, centralizzato a base regionale, oggi formalmente, compiutamente regionale l’Italia, per evidenziare le differenze e analogie nelle fonti del diritto e stabilire quali attori e con quali modalità e competenze intervengono nel settore di tutela del minore.
La storia del diritto minorile, il suo affermarsi e svincolarsi dal diritto penale, le sue mutazioni essenzialmente negli ultimi trent’anni, nella disciplina civilistica, penalistica e costituzionale vengono invece trattate in modo separato per i due Stati.
Un particolare riguardo viene dato alla dimensione internazionale del diritto minorile, in particolare sottolineando non solo come entrambi gli Stati abbiano ratificato la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo, 1989, ma considerando quali siano le differenze della concreta applicazione della Convenzione, quali i diversi impegni presi e mantenuti da entrambi i Paesi e testimoniati dal Rapporto che ogni Stato parte deve redigere in base all’art.44 della Convenzione stessa.
Infine, ho preso in considerazione quale sia l’effettività delle norme legislative e delle misure assunte dagli Stati in questione, per assicurare al minore un’adeguata e onnicomprensiva protezione, prendendo in esame le interazioni fra il mondo istituzionale e quello del non-profit, con un esempio concreto per entrambi i Paesi: l’Sos-Kinderdorf in Austria, NGO che si occupa di minori che non possono restare o non hanno una propria famiglia e il Telefono Azzurro per l’Italia, Onlus e ente morale, leader in Europa come helpline per i minori maltrattati e abusati.

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1 Introduzione Lo scopo che mi propongo di raggiungere in questo lavoro è fornire un quadro globale della situazione socio-antropologica e legislativa in tema di tutela dei diritti dei minori in due Paesi dell'Unione Europea: l'Austria e l'Italia. Senza alcuna pretesa di esaustività, tenterò di delineare gli ambiti e i principali interventi legislativi ai vari livelli, in modo da chiarire come lo Stato e i diversi Enti Locali agiscano nel delicato settore della tutela del minore, quali finalità si propongono di perseguire, quali strategie per renderle operative e quali le priorità già a livello costituzionale. Analizzerò come questi obiettivi trovino concreta attuazione nelle due diverse realtà a raffronto, quali siano le decisioni prese per conformarsi alle convenzioni e ai trattati internazionali, stipulati per effetto di quell'internazionalizzazione del diritto, così ricca in questo campo e foriera di potenziali, decisivi miglioramenti dello status giuridico del minore e del contesto affettivo e socio-culturale in cui si auspica egli possa vivere. Gli strumenti legislativi certo non sono i soli che possano svolgere il delicatissimo compito di vegliare sulla condizione dell'infanzia, su cui gravano sempre indifferenza, minacce, abusi. Se, come vedremo, le stime e i dati raccolti in Italia dal Telefono Azzurro sono preoccupanti e inquietanti (molto di più sono i dati rilevati o supposti in Austria), l'Osservatorio nazionale italiano per l'infanzia tende a smorzare i toni e a guardarsi bene dal cadere in erronee "visioni apocalittiche", che contribuiscono a promuovere l'idea di una società quasi ostile verso i bambini e i giovani. In ogni caso, l'Osservatorio italiano, così come il BMSG in Austria condividono la convinzione, secondo la quale "…una globale e soddisfacente politica per l'infanzia non può essere limitata a determinare diritti o a organizzare strutture e risorse per meglio sostenere il soggetto in formazione, ma deve rappresentare un'organica strategia per consentire che il soggetto in formazione trovi tutto ciò che gli è indispensabile per costruirsi compiutamente come soggetto di storia individuale e collettiva. E' certamente importante che il diritto individui quei fondamentali bisogni dei minori che esigono anche una tutela giuridica e che ci sia un impegno istituzionale per far sì che i diritti riconosciuti non siano soltanto declamati, ma principalmente goduti e promossi. La cultura odierna riconosce però che il diritto e l'organizzazione amministrativa non sono da soli in grado di assicurare un compiuto processo di sviluppo del soggetto in età evolutiva. La psicologia ci insegna che questi bisogni possono essere appagati solo da un reale

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Parole chiave

famiglia
diritto pubblico comparato
diritto minorile
tutela dei minori
convenzione sui diritti del fanciullo

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