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Piattaforma per l'accesso a documenti tecnico-scientifici per videolesi

Il progetto BlindMath nasce sulla base di un quadro normativo che, a partire dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, “legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, si è man mano sviluppato. In particolare, il riferimento è alla legge 28 gennaio 1999, n. 17, “integrazioni e modifiche della legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” in cui si mette in evidenza che “agli studenti handicappati iscritti all’università sono garantiti sussidi tecnici e didattici specifici”.

Il progetto, nell'ottica di creare uno strumento di ausilio allo studio, ha degli obiettivi ben definiti:
permettere agli studenti videolesi di accedere a documenti tecnico scientifici mediante l'uso di un PC;
consentire la produzione di documenti tecnico scientifici nel modo più semplice possibile;
normovedenti e videolesi devono attingere alle stesse risorse.

Ci sono, poi, dei sottoobiettivi non meno importanti dei precedenti:
il videoleso non deve cambiare il suo metodo di lavoro;
il materiale didattico deve essere prodotto seguendo standard che ne garantiscano l'accessibilità.

Quello che presento come progetto BlindMath è il mio lavoro di Tesi di Laurea, svolto presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli nell'insegnamento di "Tecnologie Biomediche", indirizzo di Elettronica Biomedica nel piano di studi di Ingegneria Elettronica, il cui titolo è "Piattaforma per l’accesso a documenti tecnico – scientifici per videolesi".

Le difficoltà incontrate dai videolesi nello studio di documenti tecnico scientifici sono legate agli strumenti che utilizzano ed all'ambiente elettronico in cui lavorano: gli screen reader e l'interfaccia grafica di Windows. Gl iscreen reader sono programmi che, in sostanza, convertono il contenuto di ogni schermata in codici ASCII disposti su righe che vengono poi riprodotti su di un display Braille e/o attraverso i diffusori acustici. Da questa descrizione funzionale, si capisce che gli screen reader funzionano bene solo se interagiscono con un testo lineare. Data la natura bidimensionale delle formule matematiche, queste non risultano facilmente accessibili.

In particolare, sono inacessibili le immagini racchiuse nei testi che hanno proliferato con l'avvento degli ambienti grafici comei Windows.

La soluzione a queste problematiche è stato individuato nell'utilizzo del linguaggio LaTeX per la produzione dei documenti e dello screen reader Jaws, il più diffuso tra i videolesi: In LaTeX, una formula matematica, complicata quanto si vuole, viene scritta su una riga (versione lineare), utilizzando una struttura che ne definisce le parti componenti in termini di posizione. Dopo un semplice aggiornamento del vocabolario di lettura dello screen reader Jaws, poi, si riesce a leggere correttamente un testo contenente formule matematiche.

La produzione del materiale didattico con le caratteristiche elencate si ottiene nel modo più semplice possibile se si utilizza il programma di editing chiamato ScientificWork Place (SWP) che consente ad un vedente la scrittura del documento nella forma bidimensionale ad egli familiare e produce automaticamente un file codificato in LaTeX, accessibile anche ai vidolesi.

In base a quanto sopra detto, frutti di questo lavoro sono:
una linea guida per la produzione di documenti accessibili;
un modello di documento (SWP) accessibile;
un aggiornamento per il vocabolario di lettura di Jaws.

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9 3.1 scenario di riferimento Una piattaforma per l’accesso alla matematica da parte dei videolesi ha le potenzialità per riuscire a cambiare le aspettative professionali dei videolesi. Le situazioni che ci si presentano sono spesso di solitudine; persone, anche inclini alle materie scientifiche, non hanno mai approfondito il corso degli studi sia perché non hanno avuto strumenti ed ausili a disposizione, sia perché, come spesso succede, la famiglia e le amicizie non hanno incoraggiato questo tipo di studi. Le barriere da abbattere sono sia fisiche che sociali: molti servizi non sono accessibili e la società non sa come insegnare o impiegare nel mondo del lavoro disabili visivi; un insegnante è in difficoltà quando si tratta di adeguare la presentazione di concetti e contenuti ad un alunno cieco; un datore di lavoro non arriva a comprendere come far lavorare una persona che non può leggere grafici e tabelle su carta. L’accesso dei videolesi al mondo del lavoro è facilitato per coloro che hanno imparato a muoversi nel nuovo ambiente elettronico creato dalle tecnologie multimediali, screen reader e barra Braille. Questo giustifica in parte il comportamento di coloro che, avendo imparato ad utilizzare certi strumenti ed avendo acquisito certe abitudini di lavoro, sono un po’ reticenti nell’accettare cambiamenti e novità. Quindi, dal punto di vista del sociale alcune barriere possono essere abbattute. Se, invece, si tratta della possibilità di lavorare in ambienti scientifici, sorge un nuovo tipo di barriera, quella matematica, che si vuol tentare di abbattere col presente lavoro. La barriera consiste nella difficoltà di accesso per un videoleso alla notazione matematica standard. Tale accesso, infatti, è praticamente impossibile se si deve leggere su di un foglio stampato; è molto difficoltoso se si deve leggere in Braille. In particolare, in questo caso le difficoltà aumentano se si pensa che non tutti i videolesi conoscono il Braille e che, per altro, non esiste uno standard Braille per i simboli matematici, né a livello internazionale, né a livello nazionale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Raffaele Di Vaio Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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