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Il marketing delle società di calcio del 2000: analisi, strategie e scenari futuri

Sempre più spesso nei giornali e nelle televisioni si parla, con ampi dibattiti, dei problemi legati ai bilanci societari o alla gravosità di incidenti anche drammatici, sorprendendoci di questa situazione che è sostanzialmente dovuta al fatto che vi è ormai una sproporzione tra la rilevanza complessiva del fenomeno e l’evoluzione della managerialità impiegata.
In particolare, per quanto riguarda il fronte del marketing, si ritiene che si possa oggi dare un grande contributo al miglioramento delle attività svolte dalle società calcistiche, siano esse di grandi dimensioni e prestigio o anche più piccole e circoscritte nei loro impegni. Infatti, al contrario di quanto molto spesso si afferma, l’applicazione di una logica di marketing deve portare ad un vantaggio per tutti i protagonisti coinvolti a partire, naturalmente, dai fruitori dei servizi sportivi e passando per tutti gli altri operatori anche dell’indotto.
La rilevanza del fenomeno calcistico è sintetizzabile, se ce ne fosse bisogno, in pochi dati statistici che evidenziano come, ormai, l’industria calcistica possa considerarsi una delle prime del Paese per giro d’affari, muove, infatti, oltre 6000 milioni di euro l’anno di cui quasi 5000 solo d’indotto (spese di praticanti e tifosi per l’acquisto d’indumenti ed attrezzature di gioco, trasferte e spostamenti, acquisto di giornali e riviste specializzate, investimenti aziendali in pubblicità sulla stampa e nelle trasmissioni televisive dedicate al calcio).
I principali attori del calcio, ovvero i calciatori, arrivano a guadagnare in casi eccezionali, tra ingaggio e sponsor personali, anche più di 10 milioni di euro l’anno. Una delle società più gloriose e vincenti del mondo come il Milan ha un fatturato annuo che si aggira intorno ai 200 milioni di euro. La società americana Nike, leader nel mondo di abbigliamento sportivo, ha siglato anni fa un contratto con la federazione brasiliana impegnandosi a versare 200 milioni di dollari per sponsorizzare per dieci anni la squadra nazionale di calcio brasiliana campione del mondo e più recentemente ha stipulato un contratto con la Juventus della durata di 12 anni e porterà nelle casse bianconere almeno 157,3 milioni di euro come minimo garantito, oltre a 29,4 milioni connessi alla fornitura prodotti e a parte dei profitti connessi a fatturato e utile connesso alla vendita dei prodotti targati Juventus nel mondo.
Questi sono solo pochissimi esempi che aiutano a farci comprendere come il calcio sia oltre che lo sport più popolare e seguito del vecchio continente anche come rappresenti un grande “mezzo di comunicazione” e, di conseguenza, molte aziende operanti nel mondo sportivo o in quello dei media o in altri settori della produzione e vendita di beni e servizi hanno compreso le potenzialità di questo sport che sta, quindi, entrando a far parte, sempre di più, delle strategie di marketing.
Come detto, quindi, il fenomeno calcistico, rappresenta una delle maggiori realtà in Italia ed in tanti paesi del mondo, stimolando attenzioni, passioni, affari, viaggi e tante altre attività. A fronte di tutto ciò l’evoluzione organizzativa non sempre appare al passo con lo sviluppo agonistico. In particolare gli aspetti gestionali sembrano richiedere, a tutti gli operatori coinvolti, una crescita di professionalità, nel cui ambito la sfera del marketing è sempre più di primaria importanza. Scopo della mia tesi è quello di mostrare come il successo di una attività di marketing debba passare necessariamente da una crescita della professionalità degli attori coinvolti ma anche dal potenziamento attraverso le nuove tecnologie. In questo mio lavoro cercherò di mostrare l’importanza, per una società di calcio moderna, di diversificare il più possibile le fonti di introito.
caratterizzeranno lo sviluppo del settore calcistico. Tra questi la proprietà o la gestione diretta dello stadio da parte delle società calcistiche, la trasformazione degli stessi in strutture polifunzionali e non più impianti utilizzati solo per poche ore la settimana, lo sviluppo di strategie volte all’internazionalizzazione del marchio della società cui sono collegate fonti di ricavo derivanti da contratti di sponsorizzazioni e merchandising. Infine si analizzerà lo sviluppo dell’utilizzo delle tecnologie sia mediante il sito Internet che la telefonia, Wap ed Umts e dei canali tematici delle società di calcio.

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1 Introduzione La rilevanza dello sport, ed in particolare del calcio, dal punto di vista sia sociologico che economico e politico è sotto gli occhi di tutti. Altrettanto evidente è, però, il fatto che molto spesso la gestione delle società calcistiche coinvolte è tuttora sviluppata in modo non adeguato rispetto alle esperienze vissute da tante aziende in altri settori. Sempre più spesso nei giornali e nelle televisioni si parla, con ampi dibattiti, dei problemi legati ai bilanci societari o alla gravosità di incidenti anche drammatici, sorprendendoci di questa situazione che è sostanzialmente dovuta al fatto che vi è ormai una sproporzione tra la rilevanza complessiva del fenomeno e l’evoluzione della managerialità impiegata. Non si vuole certamente in questo mio lavoro presentare atti di accusa verso chi, con spirito senza dubbio encomiabile, si è preso cura della gestione di una molteplicità di società grandi e piccole coinvolte nel mondo del calcio. Si vuole, invece, dare un contributo per fare in modo che queste stesse persone possano ulteriormente elevare la loro professionalità, utilizzando in modo positivo le tecnologie messe a disposizione e sperimentate con successo in altri settori.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Panarelli Contatta »

Composta da 205 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7226 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 27 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.