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Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea

La tesi tratta delle forme di doppio nelle opere tragiche di Eschilo: sia da un punto di vista antico, cioè le forme dell'eidolon, sia da un punto di vista più moderno, ossia ciò che è doppio per noi.

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Chiara Ghidelli, matr. 554476. Tesi di Laurea in Lingua e Civiltà greca, “Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea”. Introduzione. III INTRODUZIONE Eschilo mette in scena, nel suo teatro, diverse forme di doppio e di duplicità: questo lavoro cerca di mettere in luce quale sia la loro funzione drammatica, all’interno dell’opera stessa, ma anche quale siano il loro senso e il loro significato più generali. Esiste una distinzione fondamentale tra due forme di duplicità, da cui deriva la divisione di questo lavoro in due parti; da un lato, il doppio che riproduce se stesso, visibile ma esterno alla realtà quotidiana, immagine di un individuo assente, che funge da tramite con il soggetto di cui è il doppio: per esaminare questo tipo di fenomeni mi sono avvalsa del concetto vernantiano di ei)/dwlon, una categoria che racchiude ciò che già i greci identificavano come “doppio”, di cui fanno parte sia i fantasmi sia i sogni. D’altra parte, è possibile rintracciare nel teatro eschileo anche alcuni esempi di ciò che nel pensiero moderno occidentale è considerato “doppio”: nella seconda parte del mio lavoro ho preso in esame questo tipo di fenomeni, facendo riferimento in particolar modo alle coppie di personaggi e ai sogni profetici, intesi come visioni che hanno una realzione di duplicità con la realtà che rappresentano.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Ghidelli Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.