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Il metalinguaggio di Zellig S. Harris nel periodo 1940-1951

Il presente lavoro ha tra le sue finalità una riflessione sul metalinguaggio e rappresenta un contributo al progetto di elaborazione di un Dizionario Generale Plurilingue del Lessico Metalinguistico (DLM). Questo raccoglie due insiemi di lemmi: quello dei lemmi che hanno ormai ricevuto riconoscimento e sistematizzazione, entrando a far parte dei dizionari di linguistica e quello dei cosiddetti lemmi “d’autore”, ossia lemmi selezionati a partire da un vasto corpus di testi di vari autori, così da mostrare quali sono i lemmi che vivamente e realmente vengono usati dagli specialisti di linguistica.
Non si tratta di avere a che fare con un “dizionario di dizionari”, bensì con un “thesaurus” terminologico del metalinguaggio.
La grande efficacia del DLM la scopriamo nel fatto di essere un’opera capace di offrire allo studioso diverse occorrenze di uno stesso lemma, a seconda dell’autore, dell’epoca, della tematica ecc., e quindi di offrire la possibilità di operare una sintesi delle innumerevoli definizioni di uno stesso termine, indici di diversi percorsi teorici, al fine di giungere a definizioni univoche ed essenziali.
Dal punto di vista della caratteristica di plurilinguismo poi, il DLM conduce ad oculati confronti fra traduzioni contestualizzate di termini, revisionando in questo modo corrispondenze traduttive spesso errate o non del tutto precise.
La sua particolare struttura è adeguata a dare voce soprattutto alla terminologia spesso tralasciata, come ad esempio quella metaforica, che gli autori usano con accezioni tecniche e che con il tempo e l’uso perde il carattere originariamente metaforico, garante di chiarezza e sinteticità espressiva.
Infine, ma non per questo meno interessante, le citazioni del DLM rispettano le caratteristiche peculiari della lingua scritta nei testi tecnici, mostrando così le scelte grafiche operate dagli autori che attraverso il mezzo visivo cercano di raggiungere un’alta funzionalità comunicativa.
Questo lavoro intende proporre un’analisi del metalinguaggio utilizzato da Zellig Harris, linguista americano di impostazione strutturalista. L’analisi si concentrerà sulla produzione scientifica del periodo 1940/1951, utilizzando una serie di articoli pubblicati da Harris sulla rivista Language ma soprattutto la sua opera principale Methods in Structural Linguistics.
Il primo momento, piuttosto incisivo, sarà dedicato alla presentazione dell’autore, inquadrato negli anni in cui ha lavorato sentitamente nel suo campo, servendosi del contributo di studiosi contemporanei, maestri ma anche discepoli di Harris, da lui stesso ringraziati nella premessa all’opera.
Sarà interessante vedere anche come i luoghi frequentati dall’autore abbiano influito sugli sviluppi del suo pensiero e le tracce che egli ha lasciato nei vari nuclei sorti intorno alla sua figura, suscitando ammirazioni e critiche, anche non sempre del tutto positive, circa il suo orientamento di studio, ma comunque sempre utili per fare luce e chiarezza su un pilastro della linguistica moderna. Sarà inoltre presentata una bibliografia completa di tutte le opere che testimoniano l’impegnata e lunga carriera del teorico.
Prima di dare spazio alla parte più tecnica della schedatura dell’opera e degli articoli pubblicati sulla rivista Language dal 1940 al 1951, si affronterà un capitolo interamente dedicato alla spiegazione del valore e dei contenuti degli articoli che precedono la scrittura dell’opera ed alla descrizione dettagliata della struttura del testo, partendo dall’osservazione dell’indice preparato dall’autore, vera mappa di lettura dei percorsi contenutistici.
Di certo non mancheremo di soffermarci sulle scelte stilistiche che Zellig Harris utilizza nel corso della scrittura del testo, nonché sui caratteri ed i simboli che di volta in volta usa nella elaborazione dei numerosi esempi dimostrativi dei metodi di analisi strutturale proposti. Ci si accorgerà facilmente della maggiore tendenza logico-matematica che caratterizza un maestro dello strutturalismo rispetto ad un sostenitore della corrente di impostazione funzionalista.
Infine, si commenteranno da vicino le recensioni che vari autori hanno pubblicato su Language ed altre riviste all’indomani dell’uscita dell’opera, esprimendo al riguardo non solo opinioni favorevoli ma anche decisamente contrarie in alcuni casi.
La parte più delicata e portante del presente lavoro verterà sulla costruzione di una mappa di lettura interna alla schedatura, che farà luce sui percorsi concettuali tutt’intorno ai lemmi-chiave individuati.

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1 P R E M E S S A Il presente lavoro ha tra le sue finalità una riflessione sul metalinguaggio e rappresenta un contributo al progetto di elaborazione di un Dizionario Generale Plurilingue del Lessico Metalinguistico (DLM) 1 . Questo raccoglie due insiemi di lemmi: quello dei lemmi che hanno ormai ricevuto riconoscimento e sistematizzazione, entrando a far parte dei dizionari di linguistica e quello dei cosiddetti lemmi “d’autore”, ossia lemmi selezionati a partire da un vasto corpus di testi di vari autori, così da mostrare quali sono i lemmi che vivamente e realmente vengono usati dagli specialisti di linguistica. Una delle prime differenze che si stabiliscono tra i dizionari a cui siamo comunemente abituati e questo tipo di dizionario, consiste nel fatto che alla base della sua elaborazione vi è un corpus testuale che rimanda agli sviluppi della disciplina a partire dalla fase più antica, mentre i dizionari generalmente non vanno più indietro di 1 Cfr. De Meo (2002).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Elvira Passannanti Contatta »

Composta da 365 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2223 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.