Skip to content

Previdenza complementare e trattamento di fine rapporto

Informazioni tesi

  Autore: Samuele Fumagalli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luciano Spagnuolo Vigorita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

Scopo del presente lavoro è stato quello di mettere in luce i legami tra il T.F.R. e la previdenza complementare, il cosiddetto “secondo pilastro”. Alla vigilia delle modifiche che il Parlamento ha apportando alla materia (Decreto Legislativo 5 dicembre 2005, n. 252), si è voluto approfondire le ipotesi di conferimento “obbligatorio” del trattamento di fine rapporto maturando alle forme di previdenza complementari. Si è posto in evidenza che si debbono porre in essere strumenti tali da fornire maggiori garanzie sulla solvibilità dei fondi pensione. Si dovrà quindi vigilare in particolar modo sulle garanzie a tutela del risparmio a fini previdenziali. Le proposte che puntano a creare un fondo di garanzia simile a quello previsto dalla L. 297/82 per il T.F.R. dovranno essere prese in considerazione pur rimanendo consci dei costi che tali garanzie potrebbero avere sulle future rendite previdenziali. La realtà italiana è caratterizzata da un costo del lavoro notevolmente influenzato dai contributi per la previdenza obbligatoria elevati. L’entità dei contributi senz’altro deriva da scelte del passato poco lungimiranti nella politica previdenziale. Si è visto che con il D.Lgs. n. 124/93 non si è voluto intervenire da subito con misure che comportassero l’adesione obbligatoria alla previdenza del secondo pilastro. L’art. 3, del decreto citato, sembra far discendere la previdenza complementare dall’art. 38, comma quinto, della Costituzione. La Corte Costituzionale ha successivamente ridimensionato tale legame ritenendo individuabili i presupposti costituzionali del secondo pilastro del sistema previdenziale nel secondo comma dell’art. 38 della Costituzione. E’ inoltre da chiedersi se vi siano altre strade percorribili per sostenere il sistema previdenziale italiano. Secondo l’opinione di molti, il sistema previdenziale attuale si sostiene e si sosterrebbe nel futuro se avvenisse, come avviene in altri Paesi, una netta separazione tra la gestione previdenziale e la gestione assistenziale. Mentre l’erogazione delle prestazioni pensionistiche deve essere correttamente finanziata con i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro, l’erogazione di prestazioni assistenziali dovrebbe essere alimentata dalla fiscalità generale e quindi essere ripartita su tutti i contribuenti. Ritengo che un conferimento obbligatorio del T.F.R. o comunque un sistema di adesione ai fondi basato sul silenzio-assenso possano trovare la loro legittimazione nel principio di “funzionalizzazione” della previdenza complementare al sistema pensionistico obbligatorio. Ancora nell’art. 38 della Costituzione, secondo comma, si può ricavare l’ulteriore principio dell’”adeguatezza” delle prestazioni. Concludo con una considerazione personale. In questi mesi di preparazione del presente lavoro mi sono trovato spesso a spiegare a conoscenti e amici l’oggetto della mia tesi. E’ stato desolante notare che l’informazione circa la previdenza complementare è di fatto nulla. Si guarda al secondo pilastro del sistema pensionistico con enorme diffidenza. Un problema da non sottovalutare è che la mancanza di informazione ai lavoratori rischi di non far comprendere appieno le potenzialità della previdenza complementare. Spesso ho notato che si individuavano erroneamente le forme di previdenza complementare negli istituti tipici del terzo pilastro. Tale disinformazione era ancor, se possibile, più accentuata tra i lavoratori di piccole e medie imprese. Queste osservazioni trovano riscontro anche in un sondaggio effettuato dall’Istituto degli Studi sulla Pubblica Opinione (I.S.P.O.) per conto della M.E.F.O.P. – Sviluppo del mercato dei fondi pensione . Una prima considerazione che è emersa dal sondaggio è la richiesta di informazione che viene reclamata da parte degli intervistati. Gli intervistati tra i 18 e i 29 anni rappresentano la fascia con la peggiore informazione in materia. Fintanto che ai lavoratori non verranno fornite informazioni adeguate e non verrà affrontato il problema di accettabilità sociale della previdenza complementare si rischierà quindi di rendere vani tutti i vari provvedimenti di incentivazione.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
1 Capitolo I LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE 1.1 Il sistema previdenziale L’espressione tipica ed il nucleo originario dello Stato sociale è la previdenza sociale. Essa risponde all’esigenza di realizzare una tutela per i lavoratori subordinati (e, via via, per tutti i fruitori di reddito di lavoro) che si vengano a trovare in condizioni di bisogno per eventi che ne menomino la capacità lavorativa e/o di produzione di reddito. 1 Le prime manifestazioni di assistenza e previdenza sociale si ebbero in Francia e in Inghilterra. Nella società francese, con la Costituzione del 1793, si affrontò il problema assistenziale dei lavoratori, mentre nel Regno Unito della prima metà del XIX secolo con la Rivoluzione Industriale, si venne creando quel rapporto sociale che diede origine al problema assistenziale - previdenziale. Alla fine del ‘700 in Gran Bretagna si sviluppò una politica che prevedeva l’erogazione di sussidi alle famiglie nonché interventi di assistenza pubblica: i sussidi integravano il salario in misura proporzionale al numero di bocche da sfamare. 2 Il forte processo di industrializzazione, che caratterizzò l’Inghilterra di quegli anni, stimolò la nascita di associazioni sia tra lavoratori che tra datori di lavoro: le Trade Unions (la 1 Pessi R., Lezioni di diritto della previdenza sociale, Padova, 2000, pag. 4

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi