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Le donne e la mafia

La tesi si articola in tre parti distinte; la prima “La mafia: un fenomeno complesso”, composta di quattro capitoli, delinea un ritratto generale dell’organizzazione mafiosa. In particolare, il primo capitolo si sofferma sul nome ed il concetto di “mafia”, sulla sua etimologia, sul suo potere evocativo e, infine, sui particolari e diversi nomi che sono stati associati al fenomeno mafioso nel corso della sua evoluzione. Nel capitolo successivo si indaga sull’origine del fenomeno mafioso; vengono poi ripercorsi i momenti più significativi della sua espansione, mettendo in rilievo i particolari eventi storici che hanno contribuito al suo sviluppo. Il terzo capitolo descrive i motivi per cui la mafia può essere ritenuta ben più di una semplice organizzazione criminale, vale a dire un vero e proprio microcosmo totalitario che si adegua ai caratteri di efficacia ed efficienza richiesti a qualsiasi impresa capitalistica. Nel quarto capitolo, infine, dedico spazio ad una prospettiva storica sulla nascita e sullo sviluppo del movimento antimafia, rilevando come la sua origine corrisponda a quella della mafia e come la sua storia sia parallela a quello della mafia stessa. La prima parte si conclude con una panoramica generale sull’attuale movimento contro la mafia.
Nella seconda parte del lavoro si affronta il tema della mafia attraverso una lettura di genere: il primo capitolo, in cui viene analizzato il codice della mafia, è dedicato alla dimensione più simbolica del fenomeno. Si descrivono i vari rituali della società segreta, il significato della famiglia nel pensare mafioso e il parallelismo che associa l’organizzazione alla famiglia. Ciò che si vuole dimostrare è che i significati dei vari rituali, il potere ed il controllo all’interno del gruppo sembrano avere una connotazione prettamente maschile; nonostante ciò il femminile rientra, sotto molti aspetti, nel codice culturale della mafia.
Al tema delle donne nella società meridionale, ed in particolare in quella siciliana, è dedicato il secondo capitolo; dopo un’analisi degli eventi strutturali che, negli ultimi anni, hanno generato dei profondi cambiamenti nella condizione delle donne meridionali, mi soffermo sui caratteri specifici della situazione delle donne del Sud, in particolare sulla valorizzazione che esse costruiscono del femminile e della funzione materna. Viene poi descritto il ruolo del mondo femminile, sia nell’ambito familiare sia nella dimensione pubblica, il potere prettamente simbolico che è attribuito alle donne in entrambi i campi e le poche opportunità tradizionalmente loro concesse di esprimere la propria individualità. In conclusione, si sottolinea il grande potenziale sociale di cui queste donne sono portatrici, la loro predisposizione alla sperimentazione e all’innovazione di gran lunga superiore a quella degli uomini - tutti aspetti oggi sottolineati dai nuovi ruoli sociali che esse vanno assumendo, legati alla crescita dei loro livelli educativi. Il confronto fra tre generazioni di donne del Sud, infine, aiuta da un lato a comprendere i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nella società femminile meridionale, dall’altro mette in luce il forte legame che le giovani donne mantengono ancora con la propria famiglia e con i valori tradizionali.
La terza parte è dedicata interamente al ruolo delle donne nell’universo mafioso. Dopo una breve analisi psicanalitica, nel primo capitolo, di come i rapporti di potere e le gerarchie interne alla mafia rispecchino le relazioni di dominio tra i due generi nella vita di tutti i giorni, si entra nel tema delle “Mafia Donna”.

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6 Introduzione Per dare un’idea dell’argomento trattato in questa tesi, mi sembra utile iniziare con una definizione: “La mafia è un insieme di organizzazioni criminali che agiscono all’interno di un vasto e ramificato contesto relazionale, configurando un sistema di violenza e di illegalità finalizzato all’accumulazione del capitale e all’acquisizione e gestione di posizioni di potere, che si avvale di un codice culturale e gode di un certo consenso sociale” (Centro Siciliano di Documentazione “Peppino Impastato”, 1996, 1). La mafia è quindi un’organizzazione criminale vera e propria, che non esita ad usare la violenza e l’attività illecita al fine di procurarsi ricchezza e prestigio sociale. E’ impossibile negare le caratteristiche che la rendono un’organizzazione criminale vera e propria, ma d’altra parte, la mafia è anche un’organizzazione criminale particolare. Per certi versi, infatti, la definizione riportata precedentemente è forse un po’ troppo limitata, non riuscendo a cogliere quanto complesso e polimorfo sia questo fenomeno: più che di un’organizzazione criminale, si potrebbe parlare della mafia come di un vero e proprio microcosmo, che persegue l’integrazione sociale. Questo gruppo ha delle regole proprie - formali ed informali - che vengono tramandate oralmente dai suoi affiliati; non va, poi, dimenticata la sua storia: la nascita e lo sviluppo dell’organizzazione mafiosa sono legati inscindibilmente a condizioni ed eventi storici di un territorio particolare, cioè la Sicilia. Nonostante non ci sia ancora un totale accordo sul periodo

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Manuela Selva Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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Consultata integralmente 72 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.