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Il Beethoven di Adorno. Un confronto con il romanticismo, con Fichte ed Hegel

Perché Beethoven in Adorno prima e dopo il Beethoven:
Analisi del sistema tonale dialettico compositivo beethoveniano.

Il Beethoven di Adorno si articola plasmandosi sulla stessa dichiarazione adorniana che ''Il modo di procedere compositivo di Beethoven assomiglierebbe in molte parti e soprattutto nella sua essenza alla struttura riflessiva della dialettica hegeliana''.
Il filosofo tedesco aveva per anni raccolto appunti per l'elaborazione di un testo sul compositore, non giungendo mai però al suo completamento.
A partire dal 1937, l'allora giovane Adorno prende annotazioni per riempire diversi quaderni in vista di questo grande saggio, ma alla data del 1966, il progetto risulta essere ancora incompiuto e pressoché abbandonato.
Si terrà conto, quindi, dei frammenti inerenti al metodo compositivo beethoveniano accumulati da Adorno raccolti da R. Tiedemann, curatore delle Gesammelte Schriften.
E' inevitabile che il risultato consisterà in una marea di annotazioni che non consentono una lettura regolare e sistematica dell'opera, ma soltanto contatti e sondaggi comunque problematici.
L'analisi dialettica-compositiva elaborata in questa tesi di laurea, analizzando i frammenti del testo Beethoven, non soltanto si preoccupa di interpretare le teorie filosofiche musicali proposte da Adorno, schematizzandole anche in un'osservazione tecnica musicale del metodo compositivo beethoveniano, ma si prefigge di integrare entrambe le argomentazioni per evidenziarne le reali contaminazioni ed influenze esistenti tra la filosofia e la musica, suggerendo come nuovo modello interpretativo dello stile compositivo e contenutistico beethoveniano, il pensiero filosofico fichtiano, così presente nella Nona sinfonia e nell'ipotetica analisi dell'Incompiuta, proposta in questa ricerca universitaria.

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3 Introduzione “Capire Beethoven significa capire la tonalità.” 1 Il presente lavoro, incentrato sul Beethoven adorniano prende avvio dalla dichiarazione di Adorno che “Il modo di procedere compositivo di Beethoven assomiglierebbe in molte parti e soprattutto nella sua essenza alla struttura riflessiva della dialettica hegeliana” 2 . Il filosofo aveva per anni raccolto appunti per l’elaborazione di un testo sul compositore, non giungendo mai però al suo completamento. A partire dal 1937, l’allora giovane Adorno prende annotazioni e riempie diversi quaderni in vista di questo grande saggio, ma alla data del 1966, il progetto è ancora incompiuto e pressoché abbandonato. 1 T.W. Adorno, Beethoven. Filosofia della musica, trad. it. di L. Lamberti, a cura di R. Tiedemann, Torino, Einaudi, 2001, p.75. 2 M. Ophalders, Der Weltgeist am Klavier, Adorno interpreta Beethoven. Note per una critica, in “De musica”, anno V, 2001.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federica Gradoli Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6843 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.