Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Apprendimento e motivazione allo studio negli studenti universitari

Quale è il ruolo della motivazione all’interno del modello dell’apprendimento autoregolato? La motivazione produce autoregolazione o è essa stessa un fattore che il soggetto deve autoregolare e adattare in risposta ai diversi compiti di apprendimento? Attraverso la somministrazione di un questionario a studenti universitari ci siamo posti due obiettivi: 1) indagare se la motivazione viene modulata dagli studenti al variare delle difficoltà e dei compiti da affrontare; 2) indagare se esistono differenze tra studenti matricole e studenti del quinto anno nell’utilizzo di strategie motivazionali, in modo da avere informazioni sull’eventuale ruolo dell’esperienza universitaria nel determinare le risposte degli studenti alle difficoltà. L’indagine ha evidenziato che solo a di fronte a compiti ritenuti difficili gli studenti adottano strategie motivazionali differenti in modo statisticamente significativo, e che la strategia più utilizzata dagli studenti è quella di Information processing. Per quanto riguarda il secondo punto è emerso che le matricole vedono l’incremento delle difficoltà del compito non nei termini di un problema di quantità di impegno, quanto piuttosto nei termini del loro livello di elaborazione cognitiva del materiale; gli studenti del quinto anno sembrano invece non affrontare più i compiti ritenuti difficili contando esclusivamente sull’elaborazione cognitiva del materiale, ma ad affidarsi contemporaneamente anche ad altre strategie di motivazione che si sono rivelate efficaci, quali gli obiettivi di padronanza e l’aumento dell’autoefficacia percepita.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione 3 INTRODUZIONE Da alcuni decenni la psicologia ha individuato l’attività di studio come un proprio campo di indagine in cui giocare le proprie competenze. L’attività di studio va intesa come un tipo particolare di apprendimento che consiste nella lettura attenta e selettiva, mirata a comprendere e a memorizzare informazioni utili per eseguire una prova (Anderson 1979). Il percorso di istruzione di uno studente si snoda attraverso gradi successivi, ognuno dei quali richiede e a sua volta trasmette conoscenze e competenze sempre maggiori: per questo anche l’attività di studio si modifica nel corso degli anni, parallelamente alla continua crescita di complessità dei compiti da affrontare. Quando lo studente arriva all’ultima tappa della sua carriera scolastica, l’università, con almeno tredici anni di scolarizzazione alle spalle, dovrebbe avere ormai acquisito un metodo di studio autonomo ed efficace. In questo contesto lo studio dovrebbe essere diventato un’attività intenzionale, organizzata, e guidata dagli obiettivi dell’individuo. Purtroppo, però, qualcosa sembra non funzionare in questo meccanismo, se è vero che su dieci studenti che si iscrivono all’Università italiana soltanto quattro arrivano alla laurea (dati ISTAT 2003). Ho citato questo dato non perché ritengo gli studenti come unici responsabili di questa alta mortalità, poiché è noto che essa ha cause multifattoriali, spesso imputabili più al sistema universitario che agli studenti stessi, quanto piuttosto per mettere in evidenza che non necessariamente un lungo percorso scolastico porta automaticamente ad una abilità di studio e ad una gestione di sé efficaci. Proprio su questo scarto si innesta il contributo della psicologia, che è chiamata ad individuare le modalità di apprendimento più efficaci e le metodologie per insegnarle a chi ne ha bisogno.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Michele Poletti Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10180 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.