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Dal trasporto marittimo al trasporto multimodale: la necessità di una nuova disciplina della responsabilità del vettore di cose

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Vadala
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Marittima e dei Trasporti
  Relatore: Giorgia Boi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 288

Questa tesi di ricerca riguarda l'evoluzione della disciplina della responsabilità del vettore marittimo di cose nella normativa uniforme.

In primo luogo, viene proposto un confronto tra le norme presenti nella Convenzione di Bruxelles sulla polizza di carico del 1924 (modificata del 1968 e nel 1979) e quelle stabilite dalle Regole di Amburgo del 1978 sul trasporto di merci per mare.

In seguito vengono presentati i tentativi condotti dalla Comunità Giuridica Internazionale per giungere ad una disciplina uniforme della responsabilità del vettore multimodale: vengono esaminati i documenti di trasporto multimodale, il trasporto con pluralità di vettori e la disciplina della responsabilità del vettore multimodale secondo la Convenzione di Ginevra del 1980 (non in vigore e probabilmente fallita).

Infine viene presentata una analisi critica del nuovo progetto di Convenzione sul trasporto multimodale, il Draft Instrument on the carriage of goods (wholly or partly) (by sea).

Questo Progetto è attualmente in corso di elaborazione ed approvazione da parte dell'UNCITRAL e del CMI (Comitè Maritime International), per integrare le due convenzioni sul trasporto marittimo attualmente vigenti.

L'argomento è di grande attualità e rilevanza pratica: infatti se la Convenzione fosse approvata ed entrasse in vigore, la normativa in materia sarebbe notevolmente modificata.

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149 4.7 La disciplina della responsabilità del vettore. a) L’art. 14 del Draft Instrument on the carriage of goods: il fondamento della responsabilità, i pericoli eccettuati e l’onere della prova. Le norme sulla disciplina della responsabilità del vettore di trasporto multimodale contenute nel Draft Instrument on the carriage of goods sono state oggetto di intense discussioni durante le sessioni del Working Group del CMI. Da ciò sono emersi punti di vista differenti, i quali hanno condotto alla formulazione del regime di responsabilità del vettore secondo tre diverse versioni. A) La variante A dell’art. 14 (che ha ricevuto la maggior parte dei consensi all’interno del Working Group) stabilisce il regime di responsabilità del vettore per colpa presunta in caso di perdita, danno o ritardo nella consegna delle cose trasportate, accaduti durante il periodo in cui esse si trovano sotto la sua custodia, a meno che egli non dimostri che né la sua colpa né quella dei suoi ausiliari e preposti abbiano causato il fatto (art. 14.1). Di seguito, la stessa norma richiama l’elenco dei pericoli eccettuati già previsti dall’art. 4.2 della Convenzione di Bruxelles del 1924 ed introduce due principi alternativi in merito al regime di “responsabilità presunta”. L’art. 14.2 dispone che se il vettore dimostra di avere adempiuto agli obblighi stabiliti nel capitolo 4, e che se la perdita, il danno o il ritardo nella riconsegna dei beni sono stati

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Parole chiave

diritto della navigazione
draft instrument on the carriage of goods
limitazione del debito
polizza di carico
responsabilità del vettore
trasporto di cose
trasporto multimodale
convenzione di bruxelles del 1924
comité maritime international
convenzione di amburgo del 1978

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