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Atti non ripetibili di rilevanza medico-legale

Finalità del lavoro è stata quella di individuare, alla luce dei principi del diritto processuale penale e sulla base di osservazioni di natura medico-scientifica, gli atti di rilevanza medico-legale interessati dagli artt. 360-392-431 c.p.p. e dagli artt. 116-117 disp. att. c.p.p., complesso di norme dedicato agli atti irripetibili.
La necessità dello studio è nata dal fatto che il Legislatore, da un lato non ha indicato quali siano gli atti medico-legali non ripetibili, ad eccezione dell'autopsia giudiziaria, e dall'altro ha previsto per gli stessi una particolare ed eccezionale disciplina dettata dal principio di non dispersione della prova.
Si è proceduto, di conseguenza, anche all'analisi della disciplina codicistca e/o legislativa di ciascun atto medico-legale così individuato e e delle problematiche connesse, nel tentativo di ricostruire un quadro normativo e giurisprudenziale ordinato e coordinato.

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5 1. Le indagini preliminari e la sfera medico-legale 1.1. Quadro normativo - 1.2. Gli atti non ripetibili nella giurisprudenza e nella dottrina - 1.3. Delimitazione della sfera medico-legale 1.1. Quadro normativo Nel codice di procedura penale del 1988, la decisione del p.m. di esercitare o meno l’azione penale è frutto dei risultati delle indagini preliminari avviate in seguito all’acquisizione della notizia di reato. E’ questo il significato dell’art. 326 c.p.p., il quale così recita: <<Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria svolgono, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, le indagini necessarie per le determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale>>. La fase delle indagini ha inizio con l’iscrizione della notitia criminis nell’apposito registro e consiste in tutte quelle investigazioni necessarie alla ricostruzione di fatti, alla ricerca degli autori, alla loro identificazione e all’acquisizione delle fonti di prova. In sostanza, si va a verificare se la notizia di reato abbia un suo fondamento e se vi siano elementi sufficienti per procedere, formulando l’imputazione, contro la persona sottoposta alle indagini. Titolare delle indagini preliminari è il p.m., il quale ne assume la direzione compiendo personalmente gli atti che ritenga necessari o delegando la polizia giudiziaria.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giada Pastore Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.