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Identità giovanile e aggregazione antagonista: il caso della scena rave a Milano

Informazioni tesi

  Autore: Enrico Piazza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Sonia Stefanizzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 219

Chi sono i giovani? In che modo si distinguono dagli adulti?
Domande di questo tipo sorgono spontanee, di fronte ad un concetto mutevole come quello di giovinezza. In effetti, dare una definizione di giovinezza, è un’impresa ardua, essendo la fascia giovanile in continuo mutamento a causa di fattori di tipo sociale e biologico. Oggi, un ragazzo di diciassette anni, viene considerato come un adolescente, e per questo dispone di particolari privilegi propri della fascia di età giovanile, ma nel passato (ai tempi dell’impero romano), un individuo della stessa età, veniva considerato un adulto a tutti gli effetti (D’Eramo, 2001). Da questo esempio emerge chiaramente come il concetto di giovinezza vari nel tempo, e non solo; esso, anche nella stessa epoca, assume diversi significati a seconda del contesto culturale di riferimento. Ad esempio, un individuo di 28 anni può essere considerato giovane in riferimento alla sua posizione nel mercato del lavoro, ma nel mondo sportivo un ventottenne viene sicuramente percepito come “maturo” o, addirittura, “vecchio” (D’Eramo 2001).
Il concetto di giovinezza, si presenta come assai complesso, e deve necessariamente essere studiato rispetto a un contesto storico e sociale ben determinato.
In particolare, è interessante osservare come i giovani costruiscono la propria identità in modo da differenziarsi dai genitori e dalle figure adulte in generale. La costruzione dell’identità giovanile, spesso in conflitto con quella adulta, è un fenomeno di fondamentale importanza. Studiando le varie tipologie tramite cui l’identità giovanile viene costruita e affermata, è possibile comprendere meglio le caratteristiche dei giovani e i loro bisogni. Come verrà sviluppato nei prossimi capitoli, le subculture rappresentano forme di identità giovanili che nascono all’interno della cultura “dominante”, ma se ne distinguono per valori, linguaggio, stili di vita e norme di riferimento.
La mia tesi, si articola in due parti principali. Nella prima, mi sono concentrato sul concetto di condizione giovanile; in particolare, ho svolto un’analisi storica del concetto di giovinezza, con l’intento di proporre un quadro chiaro della condizione giovanile, in modo da poter successivamente elaborare una definizione che tenesse conto della complessità e della variabilità del mio oggetto di studio. Successivamente, ho svolto uno studio riguardante la condizione giovanile in Italia; per portare a termine un’analisi di questo tipo, ho preso come riferimento gli anni compresi fra il 1983 e il 2000. Ho utilizzato, come materiale bibliografico, le cinque indagini compiute dall’istituto IARD.
Questa prima parte riguardante la condizione giovanile, ha costituito la premessa per lo studio delle sottoculture giovanili. La seconda parte della tesi, quindi, dà un’analisi dei concetti di “cultura”, “subcultura” e “controcultura”. Visti i legami e le differenze esistenti tra i concetti, sono poi passato a definire nello specifico cosa si intende per sottocultura giovanile e, in ultimo, ho effettuato un’analisi del concetto di controcultura giovanile.
A questo proposito, ho svolto un’analisi delle principali sottoculture dagli anni cinquanta fino ad oggi. In particolare, ho effettuato un confronto fra le subculture così come si presentano nel luogo di origine, e come invece si trasformano nel momento in cui si diffondono in altri contesti come l’Italia. Nel tentativo di effettuare un tale confronto, ho potuto constatare una sostanziale carenza di ricerche empiriche svolte nel nostro paese. L’unica ricerca approfondita in campo sottoculturale, è rappresentata dallo studio dell’86 sulle bande giovanili nel contesto milanese (Caioli et. Al., 1986). Per questo motivo, ho scelto di svolgere un’analisi empirica di un particolare fenomeno subculturale presente attualmente a Milano: la cultura rave. L’indagine si è basata su alcune ipotesi teoriche, tra cui quella di comprendere il fenomeno dei rave nell’ambito delle teorie classiche delle subculture giovanili (Jefferson e Hall, 1976; Hebdige, 1979).
Il fenomeno dei rave, a mio parere, non può essere compreso senza un’approfondita conoscenza delle sottoculture del passato. I rave, infatti, vanno studiati nell’ambito dell’aggregazione antagonista. La costituzione di luoghi di aggregazione liberati dalle influenze della cultura dominante sono, da sempre, degli obiettivi che le sottoculture cercano di raggiungere. Ed è da quest’ottica che è possibile analizzare i rave illegali; essi non rappresentano un fenomeno nuovo, ma sono parte di un panorama sottoculturale in continua evoluzione. L’obiettivo della mia tesi, diventa quindi quello di creare un senso di contiguità con gli studi sulle sottoculture del passato, in modo tale da ottenere un quadro completo dell’evoluzione delle sottoculture dagli anni cinquanta ad oggi, analizzando in particolare il rapporto esistente fra cultura e subcultura e il modo in cui queste si influenzano a vicenda.

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3 INTRODUZIONE Chi sono i giovani? In che modo si distinguono dagli adulti? Domande di questo tipo sorgono spontanee, di fronte ad un concetto mutevole come quello di giovinezza. In effetti, dare una definizione di giovinezza, è un’impresa ardua, essendo la fascia giovanile in continuo mutamento a causa di fattori di tipo sociale e biologico. Oggi, un ragazzo di diciassette anni, viene considerato come un adolescente, e per questo dispone di particolari privilegi propri della fascia di età giovanile, ma nel passato (ai tempi dell’impero romano), un individuo della stessa età, veniva considerato un adulto a tutti gli effetti (D’Eramo, 2001). Da questo esempio emerge chiaramente come il concetto di giovinezza vari nel tempo, e non solo; esso, anche nella stessa epoca, assume diversi significati a seconda del contesto culturale di riferimento. Ad esempio, un individuo di 28 anni può essere considerato giovane in riferimento alla sua posizione nel mercato del lavoro, ma nel mondo sportivo un ventottenne viene sicuramente percepito come “maturo” o, addirittura, “vecchio” (D’Eramo 2001). Il concetto di giovinezza, si presenta come assai complesso, e deve necessariamente essere studiato rispetto a un contesto storico e sociale ben determinato. In particolare, è interessante osservare come i giovani costruiscono la propria identità in modo da differenziarsi dai genitori e dalle figure adulte in generale. La costruzione dell’identità giovanile, spesso in conflitto con quella adulta, è un fenomeno di fondamentale importanza. Studiando le varie tipologie tramite cui l’identità giovanile viene costruita e affermata, è possibile comprendere meglio le caratteristiche dei giovani e i loro bisogni. Come verrà sviluppato nei prossimi capitoli, le subculture rappresentano forme di identità giovanili che nascono all’interno della cultura “dominante”, ma se ne distinguono per valori, linguaggio, stili di vita e norme di riferimento.

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Parole chiave

adulti
controcultura
distrazione
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giovani
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identità giovanile
inibizione
musica
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sociale
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