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Il ruolo delle infrastrutture nello sviluppo regionale: la complessità normativa come fattore di rallentamento dei processi decisionali

Il settore delle costruzioni infrastrutturali rappresenta, non solo nella teoria, ma anche nelle concrete politiche territoriali uno dei più importanti fattori determinanti la crescita di una regione. Dopo aver effettuato una descrizione del ruolo e degli effetti, positivi e negativi, provocati da particolari tipologie di infrastrutture quali quelle di trasporto, ci si è concentrati sullo studio delle strategie di infrastrutturazione del territorio implementate dall’Unione Europea, con particolare riferimento ai progetti che interessano il territorio italiano. La programmazione infrastrutturale italiana prevede tra gli obiettivi primari la realizzazione, nell’area trans-padana, di direttrici ferroviarie ad Alta Velocità e ad Alta Capacità. La rapida realizzazione di detti progetti risulta indispensabile per il nostro Paese al fine di evitare il suo isolamento geografico ed economico e al fine di accrescerne, nell’ottica della globalizzazione, le opportunità di accesso e di contatto con gli altri Paesi ed i loro mercati. Purtroppo, invece, in Italia negli ultimi decenni si è assistito ad una perenne paralisi dei pubblici lavori, provocata dalla molteplice presenza di una pluralità di amministrazioni interessate ai progetti, ma con esigenze spesso contrastanti tra loro e di una gigantesca stratificazione normativa, che comporta confusioni tra le norme da applicare e difficoltà interpretative. Alla fine del 2001 c’è stata una svolta in materia legislativa con l’approvazione della cosiddetta Legge Obiettivo, la quale ha la finalità di modificare le procedure imponendo una loro accelerazione. Si è potuto, infine, operare un confronto tra le procedure del processo decisionale in materia infrastrutturale, che hanno avuto luogo fino al 2001 e sottoposte alla “vecchia” disciplina, e l’iter autorizzativo intervenuto sotto la vigenza della nuova legge speciale.

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1 PREMESSA ALLA TESI. Lo scopo che questa tesi si prefigge di raggiungere è quello di evidenziare quale sia l’utilità e il ruolo della dotazione infrastrutturale di un Paese e quali siano i procedimenti necessari alla realizzazione delle infrastrutture. Ponendo teorie ed interpretazioni a confronto, emergerà la necessità di creare un sistema di infrastrutture, di pubblica utilità, per poter affrontare al meglio i problemi legati allo sviluppo economico di aree territoriali locali. Il bisogno di infrastrutture verrà evidenziato soprattutto nel settore dei trasporti, per superare gli attuali fenomeni di congestione e per affrontare l’aumento del tasso di crescita di ciascuna modalità di trasporto previsto nei prossimi dieci anni, attraverso il potenziamento delle differenti tipologie di reti infrastrutturali di collegamento e attraverso il riequilibrio intermodale. In tutti i suoi aspetti l’infrastruttura risulterà un mezzo essenziale per determinare la crescita dei mercati di una regione e per renderli facilmente accessibili anche agli operatori esterni ed ai loro investimenti. All’interno della strategia europea di infrastrutturazione, l’attenzione verrà focalizzata sul Libro Bianco della Commissione Europea del settembre 2001, il quale detta le Linee Guida della politica dei trasporti per i prossimi dieci anni con cui potenziare le ferrovie, incrementare la quota di mercato del trasporto marittimo e fluviale, migliorare l’eco- compatibilità del trasporto aereo, affermare l’intermodalità, completare le reti transeuropee, elevare il livello di sicurezza stradale, incrementare l’utilizzo del trasporto pubblico, perseguendo obiettivi di politica ambientale di lungo periodo per un sistema di trasporto durevole.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Antonella Rosalba Scarano Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2234 click dal 01/06/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.