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Il settore cinematografico large format. Il caso Imax.

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Gullo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Cinzia Parolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

Obiettivo del lavoro è stato l’approfondimento dei seguenti aspetti:

1. la struttura del settore cinematografico large format, dalla descrizione dei principali prodotti all’identificazione dei mercati di riferimento, fino all’analisi dei maggiori competitor;

2. la descrizione di IMAX, leader di settore, dal punto di vista aziendale e strategico, con riguardo particolare al ruolo svolto dalla tecnologia, fattore critico del successo dell’azienda;

3. l’andamento dell’offerta, caratterizzata da uno spostamento progressivo dai mercati non-profit (musei americani, parchi di attrazione, ecc.) verso strutture più commerciali (multiplex, centri commerciali, complessi multi-funzionali ed altri luoghi Entertainment-oriented); l’osservazione dei due circuiti (non-profit e commerciali), evidenziando le differenze esistenti nella composizione del pubblico finale, nel processo di creazione del valore intorno al prodotto e nella ricerca di partners e alleanze strategiche.

4. le principali motivazioni alla base del successo di IMAX ma anche le principali difficoltà economiche e finanziarie legate al business, analizzate grazie al confronto con il più consolidato settore cinematografico tradizionale.

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1INTRODUZIONE “To doubt that stereoscopic cinema has its tomorrow is also naive, how to doubt whether there will be tomorrow at all” 1 . M.Eisenstein 2 Così, nel lontano 1947, il regista russo esprimeva il proprio giudizio sul cinema del futuro: Eisenstein credeva nel cinema inteso come perfetto connubio tra arte e scienza e, non a caso, è stato uno dei fautori della diffusione del sonoro 3 nelle pellicole. Se facciamo un ulteriore passo indietro nel tempo, scopriamo che Georges Méliès 4 , ad inizio secolo, riuscì a stupire il pubblico con quelle sue invenzioni che ai tempi sembrarono vere e proprie diavolerie. Il regista francese, con un meticoloso lavoro in fase di montaggio, fu in grado di creare i primi effetti speciali su grande schermo: dagli spiritelli malefici che importunavano l’ospite di un ostello facendogli sparire i mobili da sotto al naso, alla celeberrima immagine della Luna “orbata” dal razzo de “Le voyage dans la lune” fino ai numeri di magia dello stesso Mèliés che con grande naturalezza si staccava la testa dal corpo, la clonava e ci giocava come un vero giocoliere. Grazie alle geniali intuizioni di personaggi come Méliès e i Lumière 5 , effetti speciali e cinema nacquero praticamente insieme e, da allora, è come se il cinema abbia sempre cercato di 1 “Dubitare che il cinema stereoscopico abbia un futuro concreto è altrettanto ingenuo quanto dubitare che vi sarà un domani”, frase tratta da un’intervista riportata in “The Penguin Film Revue”, Penguin Books, London, 1949 2 23 gennaio, 1898 – 11 febbraio 1948 3 Il 6 ottobre 1927 si tiene la prima proiezione de Il cantante jazz, il primo film sonoro nella storia del cinema. 4 8 dicembre, 1961 (Paris, France) – 21 gennaio, 1938 (Paris, France): produttore, direttore, scrittore ed attore, Méliès fu un genio del cinema primordiale; nell’arco della sua carriera ha prodotto e diretto 498 cortometraggi tra il 1896 e il 1912, deliziando spettatori e colleghi registi con il suo stile originale. Oggi esistono ancora 137 film legati all’opera di Méliès, molti dei quali restaurati a mano, fotogramma per fotogramma.

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