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Storia e testimonianza: i Mémoires di Philippe de Commynes (1447-1511)

Il presente lavoro è dedicato al pensiero di Philippe de Commynes, autore dei Mémoires, opera di cui la letteratura giuridica del '500 si servì ampiamente per dare rilievo alle relazioni tra storia e diritto, tra regola e realtà concreta, tra exempla e "casi particolari".
Nella notte tra il 7 e l'8 agosto 1472 Philippe de Commynes abbandona il campo di Carlo il Temerario per raggiungere il re Luigi XI a Ponts-de-Cé, legando indissolubilmente a questi il proprio destino politico. Commynes diventa in tal modo il transfuga più celebre nella storiografia politica del Cinquecento e, secondo un giudizio diffuso, una sorta di "Machiavel en douceur". Tale gesto, che nei Mémoires occupa non più di una mezza riga, non manca di indignare i suoi contemporanei, in quanto infrange un vincolo feudale. Tuttavia, benché nel XV secolo la morale feudale avesse già subito e ancora subisse continue lacerazioni, la ribellione del proprio signore contro il re implicava ancora che il vassallo si sentisse autorizzato a seguire il signore supremo, in questo caso il re di Francia. E' dunque all'interno di questa gerarchia di fedeltà che trova una sua legittimità il gesto di Commynes.
Sarà soprattutto il ritratto di Luigi XI e la raccolta di testimonianze intorno alla regalità francese, a divenire, subito dopo le prime stampe dei Mémoires, un vero e proprio modello per la storiografia politica. Si tratta di un ritratto, lontano dall'agiografia, che pone in risalto i vizi e finisce per esaltare i pregi del biografato, ma che soprattutto parte dalle osservazioni di quanto l'autore poteva conoscere per sua informazione diretta.
Il Commynes è l'uomo politico che trae le osservazioni dalla realtà cercando di indicare ai futuri principi e soprattutto ai futuri uomini di governo quelle regole di condotta che egli aveva individuato sulla base della propria esperienza. Nei Mémoires, alla narrazione dei fatti si alternano, infatti, frequenti digressioni dove Commynes dà degli avvertimenti politici, facendo dell'opera una sorta di "breviario politico" ad uso dei diplomatici e dei principi. Il carattere probatorio della testimonianza diretta e dell'esperienza delinea il "metodo" storico del Commynes. Benché di recente la storiografia abbia tentato d'indagare sulla culture d'un "non lettré", sgomberando in parte il campo dall'immagine di un Commynes sans culture, nell'ambito della fortuna del'opera fu proprio l'assenza di una cultura umanistica dell'autore a destare la fervida ammirazione nel pubblico dei suoi lettori tra i quali figurano giuristi e storici come Francesco Guicciardini, Jean Bodin, Michel De Montaigne, Giusto Lipsio.

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INTRODUZIONE [...] e le passioni e i sogni del passato si possono solo rievocare e sognare ancora. Eugenio Garin, Introduzione a L’autunno del Medioevo di J. Huizinga, p. XII. In assenza di un lavoro complessivo sulla sua vita e sul suo pensiero 1 , la figura di Philippe de Commynes (Hazebrouck 1447 – Châteauroux 1511) resta ancora legata a quanto accadde la notte tra il 7 e l’8 agosto 1472, mentre il re di Francia stava in armi contro i duchi di Borgogna e di Bretagna. Fu allora che il giovane gentiluomo abbandonò il campo di Carlo il Temerario per raggiungere il re Luigi XI a Ponts-de-Cé, legando indissolubilmente a questi il proprio destino politico. Commynes divenne in tal modo il transfuga più celebre nella storiografia politica del Cinquecento e, secondo il giudizio di Sainte-Beuve, una sorta di «Machiavel en douceur». Il racconto dell’avvenimento nei Mémoires occupa non di più di una mezza riga nel capitolo 11 del terzo libro. Come ricorda Joël Blanchard, autore di una recente e bella edizione critica dei Mémoires, «on pourrait en rester à l’histoire d’une trahison, mais les choses sont moins romatiques et 1 L’ultimo lavoro pubblicato sulla personalità del Commynes, fonte imprescindibile per lo studio dei rapporti franco-italiani alla fine del ‘400 è l’articolo di recensione di P. CARTA, COMMYNES PHILIPPE DE, Mémoires, introduction, édition, notes et index de J. Blanchard, avec la collaboration de M. Quereuil pour le glossaire, Paris, Le Livre de Poche, 2001, p. 896, «Il pensiero politico», XXXV (2002), pp. 108-110, del quale mi servo per la presente introduzione. 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Lago Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

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