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Dromocrazia e semiocrazia - Una lettura della società postmoderna in Virilio e Baudrillard

Dromocrazia e semiocrazia sono termini-chiave introdotti in epoca recente da due pensatori francesi, per indicare la supremazia nella società postmoderna di due categorie: quella della velocità e quella dell’iperrealtà. Nella trattazione della tesi si è cercato di esporre in maniera sistematica il pensiero di Paul Virilio e Jean Baudrillard, in relazione a queste categorie, verificando i punti di contatto e le divergenze, nonché il contributo da loro apportato a temi dell’odierno dibattito filosofico-politico. Secondo Virilio il destino dell’umanità è segnato dalla logica bellicosa del progresso tecnologico - «tecnoscienza», oblio della memoria attraverso i media- che comporta il verificarsi di fenomeni transpolitici nuovi e inquietanti quali il terrorismo suicida. Il rischio ulteriore è di ridurre ai giorni nostri l’esercizio della democrazia ad un mero riflesso allo scambio e all’acquisto indotto dalla cultura della promotion commerciale dei media. Virilio definisce questo modello sociale e politico Dromocrazia, in opposizione alla Democrazia della Modernità.
Il secondo capitolo tratta del nichilismo del simbolo che per Baudrillard ha scalzato la realtà. I simulacri, retti da un sistema autoreferenziale, hanno sostituito la sostanza degli oggetti e il significato della dialettica valore/simbolo, così come veniva schematizzato nell’analisi marxista. Quello che chiamiamo realtà, è una somma di avvenimenti e fatti che si ripetono e si riproducono in maniera parossistica a simulazione del reale. In riferimento all’attualità, non si può parlare di guerre e terrorismo «reali», se non nella misura del loro rapporto con la morte e il sacrificio, quali estremi residui della realtà scagliati contro l’oblio provocato dalle tecnologie digitali dei media. Da quest’analisi, anche la politica ne esce come un prodotto degradato a vuoto simulacro dell’epoca postindustriale o postmoderna. Nel terzo capitolo è presente il confronto fra le posizioni di Virilio e Baudrillard, in relazione agli avvenimenti del decennio compreso fra la Prima Guerra del Golfo e l’attacco terroristico al World Trade Center di New York, basato su pubblicazioni di saggi, interviste e articoli di giornale. La divergenza fra il catastrofismo mascherato di realismo di Virilio e il nichilismo dell’universo postmoderno di Baudrillard appare in tutta la sua evidenza con il crollo, sotto i colpi degli attentatori, delle torri gemelle. Nelle conclusioni si è cercato di rispondere al quesito di quali spazi si aprano e si chiudano per la politica, alla luce di una lettura dromocratica e semiocratica della società postmoderna. Nell’epoca che si è inaugurata con lo scoppio d’emergenze globali – energetiche, ecologiche, sanitarie e, da ultimo, terroristiche – il nichilismo patafisico baudrilliano e la dromo-tecnofobia viriliana, possono suonare ancora più sterili dei proclami degli internettiani e tecnocrati entusiasti. Ogni discorso sul destino della nostra umanità, sembra strettamente legato all’interpretazione dell’essenza della tecnica che vorremo darci, come specchio della nostra essenza.

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VI INTRODUZIONE romocrazia» e «semiocrazia» sono termini-chiave introdotti in epoca recente da due pensatori francesi, per indicare la supremazia nella società postmoderna di due categorie: quella della velocità e quella dell’iperrealtà. Nella presente trattazione si cercherà di esporre in maniera sistematica il pensiero di Paul Virilio e Jean Baudrillard, in relazione a queste categorie, verificando i punti di contatto e le divergenze, nonché il contributo da loro apportato a temi dell’odierno dibattito filosofico- politico sulla globalizzazione e il terrorismo. Il primo capitolo è dedicato alla lettura dromocratica della società umana elaborata da Virilio. Secondo questo autore il destino dell’umanità è segnato dalla logica bellicosa del progresso tecnologico, ovvero di quella «tecno- scienza» che produce l’oblio della memoria attraverso i media e comporta il verificarsi di fenomeni transpolitici nuovi e inquietanti, quali il terrorismo suicida. Dai mezzi di trasporto alla trasmissione per internet, dalle tecnologie belliche a quelle biomediche, la corsa del Progresso assume l’aspetto della corsa alla massima Crescita in funzione dell’economia capitalista e del bellicismo, per i quali il nostro corpo appare come un oggetto goffo e impacciato che può essere sostituito dal più efficiente cyborg e dall’automa. In questa analisi, la politica risulta vittima di un meccanismo perverso d’assuefazione ai tempi e ai modi della tecnologia digitale impiegata nella promotion commerciale o nei pronostici degli scommettitori, con il risultato di ridurre l’esercizio democratico ad un mero riflesso allo scambio e all’acquisto, senza più alcun carattere di responsabilità politica. «D

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Bartolini Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.