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Infrastruttura e Territorio: analisi storica del rapporto tra ferrovia e spazio abitato

La rete ferroviaria italiana è nel mezzo di un (tardivo) processo di ammodernamento e razionalizzazione che sceglie spesso vie "drastiche": soppressione di stazioni, eliminazione di binari di scalo e di raccordo dalla maggioranza delle stazioni di medie e piccole dimensioni, graduale automatizzazione con conseguente impresenziazione della maggior parte delle stazioni, drastico aumento della segregazione della ferrovia come conseguenza di interventi di soppressione di passaggi a livello nonché di mitigazione e contenimento del rumore, ecc.: tutti questi interventi, dovuti alla razionalizzazione improntata alla massimizzazione dell’efficienza, contribuiscono a creare una ferrovia-corridoio sempre più estranea al territorio che attraversa, e un servizio che tende a servire – più velocemente – solo i grandi Nodi, ignorando i piccoli.
La tesi tenta di ricostruire la dinamica del mutamento dei criteri utilizzati nella ormai bicentenaria storia della pianificazione della rete ferroviaria italiana, indagando sulle ragioni del mutamento dei criteri di tracciamento delle linee e di gestione della rete.
Il volume, dopo una introduzione generale di inquadramento del tema, affronta nello specifico lo studio di tre casi (il sistema ferroviario di Milano; la linea ferroviaria del Ponente Ligure; la linea ferroviaria di valico del Brennero) ritenuti rilevanti nell’economia del lavoro. Da questi casi studio emergono anche esempi di interventi di “razionalizzazione” che si sono rivelati devastanti per il territorio attraversato, e che probabilmente se hanno eliminato un problema (rumore, pericolo) ne hanno creati svariati altri (effetto barriera, segregazione, disastro paesaggistico, peggioramento dell’accessibilità locale, aumento dell’impermeabilizzazione del suolo ecc.).
La conclusione vuole proporre una strategia di interventi multiscalare che presti maggiore attenzione agli aspetti contingenti, perché al progetto ingegneristico e al progresso tecnico si affianchi sempre una valutazione complessiva degli effetti sul territorio, e l’auspicio che emerga la volontà (politica) di iniziare il tortuoso cammino del riequilibrio della bilancia modale a favore della rete del ferro alla scala dei grandi Nodi così come dei Nodi piccoli e in tutto il territorio.
NOTA: la tesi, come da richiesta del regolamento di Facoltà, si compone di tre sezioni: una parte introduttiva; una sezione centrale di esame di casi studio, di cui si è già dato conto; una sezione conclusiva di riferimento - rispetto all'argomento della tesi - a tematiche trattate in alcuni insegnamenti del corso di laurea.

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1 INTRODUZIONE Cosa è cambiato con la ferrovia Centocinquant’ anni fa George Stephenson inventava la locomotiva e con essa la ferrovia, la principale innovazione del XIX secolo. Tale invenzione non ha soltanto dato un decisivo impulso alla rivoluzione industriale, accelerandola, ma ha altresì trasformato tutta una serie di concezioni nei campi della cultura, della tecnologia e della società; prima fra tutti la diversa percezione dello spazio e del tempo: la vecchia carrozza a cavalli, in cui una loquace compagnia era in rapporto diretto con la natura circostante e con il mezzo di locomozione, è stata rimpiazzata dal “proiettile sbuffante” che sfreccia entro una natura a malapena percepita. L’Europa del 1800 si è trovata di fronte ad un annullamento di spazio e tempo: una determinata distanza spaziale per superare la quale, tradizionalmente, si doveva impiegare una certa quantità di tempo di viaggio o di trasporto, è tutt’a un tratto percorribile in una frazione di questo tempo, o, per dirla con altre parole, nel medesimo tempo si può percorrere una distanza multipla di quella precedente. I primi viaggi in treno erano concepiti quasi come degli eventi

Laurea liv.I

Facoltà: Architettura

Autore: Roberto Olivari Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2924 click dal 28/10/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile solo in CD-ROM.