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L'ABITARE MINIMO. Il concorso ''Future House: Micro House'' ed il progetto nell'area di Ponte Mosca a Torino

Nelle metropoli e nelle grandi aree urbane odierne vive un numero sempre maggiore di persone, la crescita demografica costante e la densità di popolazione hanno portato a un'urbanizzazione senza precedenti negli ultimi decenni, che sta prendendo piede in tutto il mondo. Si aggiunga poi, la vita frenetica di tutti i giorni: vivere in mezzo alla folla, con i treni per i pendolari sempre pieni, le strade intasate dal traffico e gli uffici brulicanti; non stupisce che lo spazio stia diventando un bene sempre più prezioso, e particolarmente costoso.
L'abitazione di piccole dimensioni è la “tipologia edilizia classificata più di recente e, paradossalmente, è al contempo sia la prima costruzione della storia dell'uomo, sia quella meno studiata in architettura”.
Il lavoro svolto in questa tesi, racconta e indaga la nascita delle micro-case, partendo inizialmente dalle evoluzioni più significative dell'abitare che hanno portato alla creazione dei microambienti, dai primi esperimenti degli inizi del XX secolo fino a dopo la Seconda guerra mondiale, quando le barriere sociali cominciarono ad essere abbattute e iniziarono a svilupparsi studi riguardanti la riduzione dimensionale degli ambienti abitativi. Gli ultimi cinquant'anni hanno così visto una tendenza costante verso la riduzione dimensionale, non solo nell'ambito dell'abitare, ma anche nella moda e nella progettazione automobilistica, come nelle celeberrime minigonne e nell' automobile Mini.
Questo cambiamento dei modi di abitare è dettato anche e soprattutto dalle condizioni sociali: la tradizionale famiglia patriarcale sta man mano scomparendo, e vi sono sempre più persone che
abitano da sole: single, individui che hanno affrontato una separazione, studenti fuori sede, ecc.
Vivere in spazi piccolissimi, e specialmente in microcase (di dimensioni inferiori ai 40 mq), è quindi ormai sempre una necessità, ma al contempo anche una risposta a chi decide di sposare uno stie di vita dedito all'essenzialità e al rispetto dell'ambiente.

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9 Nelle metropoli e nelle grandi aree urbane odierne vive un numero sempre maggiore di persone, la crescita demografica costante e la densità di popolazione (cioè il rapporto tra popolazione e superficie) hanno portato a un’urbanizzazione senza precedenti negli ultimi decenni, che sta prendendo piede in tutto il mondo. Secondo il Population Reference Bureau 1 , poco più della metà della popolazione urbana mondiale (che, ricordiamo, conta 3,4 miliardi di persone) vive in città tra 100.000 e 500.000 abitanti, ed entro il 2050, ben il 70% vivrà nelle aree urbane 2 . Si aggiunga poi, a quanto descritto sopra, la vita frenetica di tutti i giorni: vivere in mezzo alla folla, con i treni per i pendolari sempre pieni, le strade intasate dal traffico e gli uffici brulicanti; non stupisce che lo spazio sta diventando un bene sempre più prezioso, e che diventa particolarmente costoso, dove è maggiormente necessario. Considerando quindi tutti questi fattori, pare ovvio che la maggior parte della gente sogna di poter rilassarsi in una casa comoda e spaziosa; molti quindi pensano all’ abitazione solo in termini quantitativi e non tanto qualitativi. L’abitazione di piccole dimensioni è la “tipologia edilizia classificata più di recente e, paradossalmente, è al contempo sia la prima costruzione della storia dell’uomo, sia quella meno studiata in architettura” 3 . Il lavoro svolto in questa tesi, quindi, racconta e indaga la nascita delle micro-case, partendo inizialmente dalle evoluzioni più significative dell’abitare che hanno portato alla creazione dei microambienti, dai primi esperimenti degli inizi del 1 L’ Ufficio di riferimento per la popolazione (PRB) è un’organizzazione privata e senza scopo di lucro fondata nel 1929. L’organizzazione si specializza nella raccolta e nella fornitura di statistiche necessarie per scopi di ricerca e/o accademici. 2 Dati presi da “Geografie dell’urbano. Spazi, politiche, pratiche della città”, F. Governa, M. Memoli; Carocci editore, Roma 2011, pag. 30. 3 N. Pople, Piccole grandi case, Logos, Modena, 2003, p.9. Introduzione

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Informazioni tesi

  Autore: Oriana Capitani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura per il Progetto Sostenibile
  Relatore: Gustavo Ambrosini
Coautore: Sarah Summa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 242

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Parole chiave

architettura
mini case
micro house
future house
abitare minimo
soluzioni per interni
ponte mosca
micro ambiente
trasformazione dell'abitazione
evoluzione dell'abitare

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