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Banche popolari e sviluppo del territorio: il caso Veneto Banca

Informazioni tesi

  Autore: Jacopo Collodo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giovanni Favero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

Il tema principale di questa tesi è l’analisi storica dello sviluppo della Banca Popolare di Montebelluna, dalla nascita nella seconda metà dell’Ottocento fino alla sua estinzione nel 2017. Ho ritenuto molto importante che questa analisi venisse svolta confrontando il contesto storico nazionale ed internazionale con l’andamento e la crescita dell’Istituto, oltre che del territorio montebellunese.
Nei primi due capitoli verrà trattata la costituzione della Banca, delineando le caratteristiche della città di Montebelluna e ciò che le diede la spinta per diventare uno dei Distretti industriali più importanti d’Italia.

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  Autore: Jacopo Collodo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
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  Relatore: Giovanni Favero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

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7 I. Capitolo I: Il contesto storico 1.1 Il contesto storico italiano L’Unità d’Italia avvenne nel 1861, un periodo storico caratterizzato da una forte arretratezza in tutta la penisola, che mostrava però già una particolare disparità tra nord e sud. Il 70 per cento degli abitanti viveva di agricoltura. Nella pianura padana era già sorto un capitalismo agrario, dove le aziende erano gestite da grandi affittuari. Nel Centro subappenninico invece, lo sviluppo era ostacolato dalla mezzadria, specialmente in Toscana: prodotti di alta qualità, ottima rotazione delle culture e autosufficienza, ma sviluppo stagnante. Il Sud purtroppo viveva nel sottosviluppo: la cultura, pressoché solo di cereali che impoveriscono la terra, era praticata con mezzi rudimentali, concimi naturali e senza rotazione. 1 Contribuiva ancora solo per circa il 20 per cento del reddito nazionale l’industria, presente omogeneamente in tutta Italia 2 . All’epoca la presenza dei fiumi per permettere il funzionamento dei macchinari era fondamentale, ma non fu certo questo il motivo per cui solo nel Nord il settore si sviluppò nei successivi anni. Ciò avvenne grazie all’iniziativa di uomini che affrontarono rischi e applicarono criteri industriali a partire dall’agricoltura, trasformando le fattorie in caseifici o sfruttando i pascoli per la produzione e l’esportazione di lana in tutto il mondo. Poi fu l’ora della ferrovia, secondo Cavour “l’unica soluzione ai problemi economici italiani”. Quindi appariva infatti la conquista più rivoluzionaria, in un’Italia a corto di strade con un disperato bisogno di rincorrere le potenze europee. 3 L’Unità avvenne durante una globalizzazione già in atto, in un clima europeo fresco di innovazioni tecnologiche nelle comunicazioni e nei trasporti che favorivano la 1 Vera Zamagni, Dalla periferia al centro. La seconda rinascita economica dell’Italia (1861-1990), Il Mulino, Bologna, 2003, pp 99-100 2 Istat, Italia: Divisione industrie e commerci, Censimento generale 31 dicembre 1861: popolazione di diritto, Tipografia letteraria e degli ingegneri nella Pia casa di Lavoro, Firenze, 1865 3 Enzo Collotti, Enrica Collotti Pischel, La storia contemporanea attraverso i documenti, Zanichelli, Bologna, 1974, pp 90-91

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Parole chiave

benetton
distretto di montebelluna
veneto banca
sviluppo del territorio
distretto calzaturiero
sportsystem
banca popolare

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