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Progetto di un centro parrocchiale a Pollena Trocchia (Napoli)

Pollena Trocchia tra storia e religione

A seguito della nascita del Comune di Pollena-Trocchia, nel 1811 per decreto di Gioacchino Murat, compare nelle carte dell'Istituto Geografico Militare un unico nome che individua i due paesi unificati. In realtà, in alcune, viene conservata almeno per i primi anni dopo l'unificazione una doppia nomenclatura: la prima per indicare il nome del comune, l'altra per indicare i due singoli paesi perché topograficamente distanti.
Nel corso della storia, questi due centri storici rimangono lontani, perché l'area non è interessata da un notevole fenomeno di urbanizzazione salvo gli interventi previsti dal P.E.E.P. I fotogrammi, infatti, riportati nella tavola in allegato, mostrano chiaramente come l'area destinata ad edilizia economica popolare sia stata oggetto di una lenta trasformazione dagli anni 70 fino ad oggi. Un'area in cui l'amministrazione comunale è attualmente impegnata a rispondere a un disegno urbanistico poco chiaro che ha comportato l'insorgere di un luogo incompleto e privo di attrezzature.
Nonostante i due paesi si trovano distanti topograficamente, l'unione in un unico comune non bisogna considerarla un brutale raggruppamento passato. I pollenesi e i trocchiesi hanno un legame molto forte che li unisce ancor prima dell'unificazione sotto un unico comune. Essi si riconoscono in quel bagaglio di tradizioni e culture popolari che fin dall'origini li hanno uniti e tutt'oggi conservano gelosamente. Un misto di antichi consigli per coltivare la terra, credenze e religione, che hanno trasformato quest'area in qualcosa di eccezionale dove il visitatore si trova piacevolmente catapultato in un contesto di estrema semplicità e serenità. Uno spirito religioso che si è fortificato negli anni, grazie a eventi mistici passati come il ritrovamento del S. Sacramento intatto sotto la colata di fango e detriti del 1631. Analizzando le tradizioni e culture locali si può facilmente notare come le figure religiose più strette ai cittadini compaiano non solo nelle preghiere ma anche nelle filastrocche, nei detti e proverbi, nelle canzoni.

Il Comune di Pollena Trocchia è costituito dai borghi di Pollena e Trocchia, nati come entità indipendenti, ed unificati solo nel 1811 quando era re di Napoli Giacchino Murat. La storia di questi due borghi ha origini nel IV-V secolo a.C. con i villaggi: Apolline e Trocla. Entrambi sono legati alle vicende del Monte Somma-Vesuvio e si sono ampliati insieme ad altri insediamenti come colonie degli osci, opici, etruschi, sanniti. In quest'area nel 340 a.C. fu combattuta la battaglia di Veseri tra Romani ed Opici contro Sanniti e Latini per il controllo della Campania. Le testimonianze del periodo antico, quali utensili domestici, iscrizioni e manufatti edili, affiorano ancora oggi dagli scavi per le fondazioni di nuovi edifici sulla direttrice delle cosidette "Grotte di S.Martino" a monte di Pollena e, di recente, ci sono stati analoghi ritrovamenti nel Parco Europa giù a valle. La località (locus) Pollena prende il nome dal tempio di Apollo, poi trasformato in età paleocristiana nella chiesa di S.Apollonario, in seguito S. Apollonio, che sorgeva dove c'é l'attuale chiesa di S.Giacomo Apostolo in piazza Amodio. Il nome della località (locus) Trocchia, che una volta era Trocla, può avere tre origini: o dalla parola latina trochlea, che significa carrucola- torchio, o dalle parole greche trokaloz (trokalos),che significa corrente rapida e tri oikia (tri oikia), che significa "tre case".Le tre ipotesi sono tutte valide perché all'origine doveva essere un piccolo borgo, che sorgeva su un fiume, dove l'economia trainante era l'agricoltura, in particolare quella legata all'uva ed alla vinificazione. Data la fertilità dei suoli e la presenza di corsi d'acqua, in epoca romana dovevano essere presenti importanti ville rustiche dedite alla viticoltura, alle quali doveva essere legato il piccolo centro agricolo. Data la bellezza del luogo e la sua tranquillità rispetto alla vita cittadina fino all'800 sorsero palazzi per villeggiatura, tanto é vero che nel territorio di Pollena Trocchia riscontriamo importanti casati nobiliari, tra cui quelli dei feudatari dei due casali. (villa Trinchera, villa Fusco, villa Cappelli, villa Caracciolo, palazzo Quaranta, palazzo dei Duchi della Regina, palazzo Capece Minutolo poi palazzo Pistoiese). L'esistenza dei due villaggi é attestata in modo certo solo in un atto del VI secolo d.C., quando Napoli, spopolata in conseguenza della guerra gotica, combattuta tra bizantini ed ostrogoti, fu rimpinguata facendovi affluire gente proveniente dai casali del circondario tra cui Apolline e Locotrocla. Con la fine dell'impero bizantino, le sorti dei due casali furono legate a quelle della capitale Napoli, a partire dal ducato, passando poi per le dinastie normannosveva, angioina, aragonese, le dominazioni spagnole, austriache, francesi, sotto la quale divennero un unico comune, il regno delle Due Sicilie fino all'Italia unita.
Durante il 700 e l'800 si stabilirono nei due paesi altre importanti famiglie: i Fusco, i Cappelli, i Trinchera.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Progetto di un centro parrocchiale a Pollena Trocchia (Napoli)

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Informazioni tesi

  Autore: Carmine Lamberti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile-Architettura
  Relatore: Francesco Viola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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architettura
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