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Organizzazioni internazionali e liberalizzazione del mercato energetico. Il caso dell’Unione Europea

La diversificazione della geopolitica dei gasdotti

Perseguendo gli obiettivi di diversificazione degli approvginamenti, l’UE ha partecipato a progetti internazionali per la realizzazione di gasdotti. Il Nabucco è uno degli esempi più rilevanti.
Il progetto è nato nel febbraio del 2002 da un accordo tra le principali compagnie appartenenti al settore energetico di Turchia, Austria, Bulgaria, Romania ed Ungheria con lo scopo di diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dell’Europa, e diminuire la dipendenza dalle forniture della Russia, da cui oggi l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale. Il progetto, nel suo piano iniziale, prevedeva la realizzazione di un gasdotto della lunghezza di 3.900 km nel quale, dal 2015, sarebbero confluiti il gas georgiano e iraniano destinati allo sbocco finale austriaco. L’itinerario originale del Nabucco partiva dall’Azerbaijan e attraversava l’Europa centrorientale con 2581 chilometri su suolo turco, 412 su quello bulgaro, 469 chilometri attraverso la Romania, 382 in Ungheria fino a giungere in Austria dopo 47 chilometri sul territorio nazionale.
Il progetto di partenza del Nabucco è stato oggetto, negli anni a seguire, di una serie di ritocchi. La più importante tappa è stata segnata il 27 gennaio del 2009 quando l’Unione Europea, nel corso del summit di Budapest, ha assicurato il suo pieno sostegno alla realizzazione dell’opera. Un gasdotto alternativo e indipendente a quelli russi, infatti, assume un ruolo strategico di notevole rilevanza riuscendo a sottrarre l’Europa dall’assoggettamento dalle forniture russe. L’ultimo di una lunga serie di provvedimenti è quello della firma di un Memorandum d’Intesa e Cooperazione che rinsalda la partnership tra il Nabucco e la TANAP (Trans Anatolian gas Pipeline). Le due parti si scambieranno informazioni tecniche e strategiche per sostenere lo sviluppo di entrambi i progetti che potrebbero collegarsi sul confine turco-bulgaro, se il progetto Nabucco dovesse essere scelto. Il memorandum mira a garantire il trasporto del gas azero in Europa, rifornire l’Europa con approvvigionamenti alternativi a quelli russi lungo il Corridoio Meridionale. Il solo gas azero, però, non basta a garantire la redditività dell’impianto. Tale risultato si raggiungerebbe soltatnto attingendo anche al gas iracheno o iraniano.
Il gasdotto Nabucco è però ancora in fase di attuazione degli accordi generali. L’originario progetto è stato ridimensionato a una lunghezza finale di 1.300 chilometri, essendo stata esclusa in questa revisione la tratta turca, dando origine al progetto Nabucco West. Questa scelta deriva dal fatto che il nuovo progetto prevede di diramarsi a partire dal TANAP nel quale è già incluso l’attraversamento della Turchia. Con l’avanzare della progettazione è emerso che l’elemento di forza del gasdotto, ovvero la sua portata di 31 miliardi di metri cubi (Bmc), è, allo stesso tempo, un limite dell’attendibilità del progetto. Si è constatato, infatti, che le risorse effettivamente disponibili sono più ridotte e che il gas azero commercializzabile sarà solo quello dell’impianto Shah Deniz II che garantisce 10 Bmc, non si raggiunge, quindi, una soglia di trasporto sufficiente a garantire la redditività.
Il frazionamento del progetto Nabucco nei due tronconi Nabucco West e TANAP assicurerebbe una maggiore fattibilità e più rapidi tempi di realizzazione, con minore impegno finanziario. Uno degli aspetti che rende maggiormente realizzabile questo progetto è il ridotto numero di paesi che saranno attraversati dalle condutture. Ciò non esclude che si possa, in futuro, tornare all’originario e più esteso Nabucco Project, ridimensionato più di un anno fa a causa delle difficoltà politiche, dei costi crescenti e della riduzione delle stime del totale potenziale di gas rifornibile. Il Nabucco West, dunque, ne rappresenterebbe solo il primo passo. Il Nabucco, si sostiene, attraversa Stati che non assicurano una buona stabilità politica, come è il caso della Georgia, dell’Iran e del Turkmenistan. Nel contempo, la domanda di gas in Europa è destinata ad aumentare e la ricerca di una fornitura alternativa a quella russa appare fondamentale. [...]

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Organizzazioni internazionali e liberalizzazione del mercato energetico. Il caso dell’Unione Europea

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Toscano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Economia
  Corso: Management delle Imprese Internazionali
  Relatore: Susanna Quadri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

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