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Proposta di restauro del giardino di Rosano di Villa Spinola

L'antica Chiesa di Rosano

Il documento più antico che attesta l'esistenza di Rosano è la vendita di alcuni beni, con atto stipulato il 3 febbraio 1025. La località faceva parte dei Corpi Santi di Tortona, rientrava quindi sotto la giurisdizione vescovile, e la chiesa si S. Maria costituiva una diretta dipendenza del capitolo della Cattedrale. Una tradizione attestata alla fine del XVI secolo narra che, durante il viaggio per la traslazione delle reliquie di S. Agostino da Genova a Pavia all'epoca del re longobardo Liutprando (VIII secolo), avvenne un fatto miracoloso proprio nella chiesa di S. Maria di Rosano. Le bolle di papa Alessandro III del 28 marzo e 18 dicembre 1180 confermavano i possessi e i privilegi del Monastero di S. Marziano in Rosano attestando l'esistenza, non solo della chiesa di S. Maria, ma anche di un "castrum" e della chiesa di S. Michele. Il borgo di Rosano, confermato sotto la giurisdizione di Tortona dall'imperatore Ottone IV nel 1220, era stato infeudato a Bernardo Guidobono verso il 1183, la località nel XIII secolo perse importanza a favore del vicino borgo di Casalnoceto, infeudato nel 1470 per due – terzi a Giovanni Spinola e per un – terzo a Giacomo Visconti; solo in seguito, nel 1519, le due parti del feudo furono unite nella mani di Stefano Spinola. Nel catalogo delle chiese e dei benefici fatto compilare dal vescovo Zasi nel 1523, la chiesa di S. Maria è citata come dipendente dalla pieve di Volpedo, e titolare del beneficio risultava essere Giovanni Agostino Robio. Durante il XVI secolo scompare la chiesa di S. Michele, ancora citata nel catalogo del 1544, mentre quella di S. Maria diviene campestre a causa della scomparsa dell'antico abitato di Rosano. Il 26 gennaio 1560 la chiesa venne unita dal vescovo Cesare Gambara al Capitolo della Cattedrale essendo il beneficio vacante per la morte del reverendo Giovanni Agostino Robio. Dalle annotazioni stese in occasione della visita apostolica Ragazzoni del 1576, la conservazione dell'edifico risulta essere precaria; il verbale riporta infatti: "si conservi questa chiesa in concio e in colmo et bene accomodata et serrata et si faccia celebrare almeno una volta al mese oltre la sua festa"; si consigliava poi di unire il beneficio della chiesa "alla sagrestia della chiesa cattedrale che è poverissimo". La situazione non era cambiata alla fine del XVI secolo come testimonia la visita del vescovo Maffeo Gambara, del 26 luglio 1595, in cui si ordinava di ottemperare alle indicazioni della visita apostolica precedente, sollecitando di far celebrar una messa la settimana, pena il sequestro dei benefici legati alla chiesa e in appannaggio al capitolo di Tortona e ai padri Somaschi di S. Maria Piccola, che "godono fra tutti 800 pertiche di terra", la metà delle quali furono unite al Seminario. Nonostante gli ordini del vescovo Maffeo Gambara, nella visita di Cosmo Dossena alla chiesa campestre di S. Maria di Rosano, del 22 novembre 1619, si ordinava al rettore di Casalnoceto di provvedere "con le oblazioni" di una serratura e di tenere la chiave "senza pregiudizio dei pretesi padroni, facendo anco accomodar le finestre in modo che per esse non vi si entri".

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Proposta di restauro del giardino di Rosano di Villa Spinola

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Giglio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura del paesaggio
  Relatore: Francesca Mazzino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

rosano
giardino di rosano
villa spinola
casalnoceto
paesaggio
giardini storici
ambrogio spinola

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