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Un caso di giornalismo politico nel Triennio giacobino: ''Il Monitore Napoletano'' (1799)

Il giornalismo del Triennio

Il fenomeno che si è verificato in Francia con lo scoppio della Rivoluzione, si riproduce in Italia nel triennio 1796-1799. Le principali città delle zone occupate dall'Armata d'Italia assistono a una dilatazione degli spazi del dibattito politico. Alla vecchia, negativa nozione di politica si contrappone, o si comincia a contrapporre, una nozione nuova e positiva.
La politica ha nuovi soggetti e nuovi oggetti, la nozione di potere politico è più articolata grazie alla moltiplicazione dei centri del potere. Nel sistema amministrativo delle repubbliche sorte durante il Triennio giacobino, nonostante la rilevante influenza del Direttorio e di Bonaparte, si sperimentano forme di partecipazione pubblica d'indubbia originalità, come le elezioni dei rappresentanti destinati a reggere le sorti della collettività e la promulgazione dei testi costituzionali. Il coinvolgimento diretto dei cittadini è incoraggiato anche con l'organizzazione di feste civiche e la composizione di inni ispirati alle nuove vicende, ma soprattutto grazie alla diffusione di opuscoli, trattati, pamphlets e riviste.
Al momento dell'invasione francese, nella penisola si assiste a un'intensa fioritura di giornali, soprattutto grazie al consenso e all'incoraggiamento di Bonaparte, che attribuisce un valore fondamentale alla stampa periodica come strumento di propaganda. In seguito al crollo dei vecchi regimi e all'abolizione dei loro apparati censori e persecutori, i nuovi organismi statali vedono sorgere un'autentica libertà di stampa, che subisce alti e bassi a seconda del prevalere delle vedute del generale o di quelle del Direttorio. I giornali sono oggetto di un incremento straordinario, con la fondazione di nuove testate periodiche e con la comparsa dei primi fogli quotidiani in molte città italiane. Il primato giornalistico spetta a Milano, dove vedono la luce circa quaranta testate, tra cui il «Termometro politico della Lombardia» di Carlo Salvador, il più importante e significativo giornale democratico del Triennio. Seconda, per la vivacità della produzione giornalistica, è la città di Genova con una ventina di periodici e seguono poi Venezia, Roma e Napoli, dove ne escono circa una decina. Anche molti centri minori, soprattutto nell'Italia settentrionale, che non avevano mai pubblicato una rivista, cominciano ora a entrare nella storia del giornalismo.
I nuovi giornali imitano quelli francesi nel formato, nei caratteri, nella struttura, nel modo di presentare le notizie, nei titoli stessi. Sulla scia dell'esempio francese, la stampa italiana subisce anche una profonda trasformazione nel senso di una più esplicita caratterizzazione politica.
Rispetto alle vecchie gazzette, i nuovi fogli dedicano uno spazio maggiore alla narrazione degli avvenimenti contemporanei italiani e, soprattutto, li commentano, assumendo un preciso atteggiamento di fronte alle principali vicende di attualità. Negli articoli di fondo ricorrono le esaltazioni della libertà di pensiero e di espressione, i dibattiti riguardanti la direzione da dare al movimento patriottico, i giudizi espressi dai vari schieramenti dell'opinione pubblica riguardo all'occupazione francese. La stampa italiana inizia a svolgere una vera e propria funzione politica, di patriottismo, di propaganda e di lotta. Rispetto ai nuovi giornali repubblicani, i vecchi fogli d'informazione hanno uno scarso rilievo dal punto di vista politico poiché sono incapaci di rinnovarsi e rimangono limitati esclusivamente alle notizie di cronaca interna ed estera. Oltre alla diffusione dei giornali politici, nel Triennio prosegue la circolazione delle riviste letterarie, teatrali, femminili, economiche e satiriche. Non mancano poi i periodici che continuano a giungere regolarmente dalla Francia e quelli, in francese e bilingui, scritti e sovvenzionati dagli occupanti. In questa moltitudine di testi a stampa, sono molto pochi quelli di impronta reazionaria. La maggioranza dei giornali, sia di quelli appena usciti, sia di quelli preesistenti, aderiscono al nuovo ordine politico. [...]

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Un caso di giornalismo politico nel Triennio giacobino: ''Il Monitore Napoletano'' (1799)

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Calcagni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Piero Nicola Di Girolamo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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Parole chiave

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