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''Lo strano caso'' della metafora concettuale. Per un'analisi cognitiva del romanzo di Mark Haddon

La vita della metafora

Lakoff e Johnson ci parlano di due grandi famiglie di metafore: quelle ‘convenzionali’ e quelle ‘nuove’.
Le metafore ‘convenzionali’ sono quelle profondamente radicate nel sistema concettuale di un'intera comunità, di un'intera cultura.
Possono essere "familiar", "tired" o "dead", secondo le definizioni di Hobbs (si veda più avanti), ma sono comunque consolidate nel pensiero e nell'espressione di una data società.
Le ‘nuove’ metafore, invece, sono quelle che ci permettono di scoprire nuovi lati di un concetto, mappando due nuovi domini o mappandoli in modo nuovo. Anch'esse strutturano un'esperienza illuminando alcuni aspetti e lasciandone altri in ombra (Lakoff e Johnson 2007:173). Il punto cruciale è che mettono in luce un nuovo significato, prima invisibile, o addirittura creano nuove realtà. Dal momento che, come ben si sa, le nostre azioni e il nostro comportamento sono guidati da un pensiero prevalentemente metaforico, l'importanza di una metafora nuova è se non altro interessante. Il significato che il concetto viene ad assumere è sicuramente influenzato soprattutto dalle esperienze personali del parlante, ma anche dall'ambiente culturale in cui il parlante vive. Ecco perché le nuove metafore possono differire enormemente da cultura a cultura.
Non tutte le nuove metafore sono valide o acquistano un peso tale da divenire poi ‘convenzionali’, ma, come scrive Hobbs, «A metaphor is good to the extent that it taps into a domain that allows a rich collection of inferences to be drawn that otherwise could not be, or equivalently, allows us to see something in a new light» (Hobbs 1990:81).
Hobbs ci parla di una vita della metafora in quattro stadi (1990).
Inizialmente, una nuova metafora richiede un certo sforzo per comprendere e compiere i passaggi dall'old al new domain, trattandosi a volte di connessioni difficili o comunque non spontanee.
Il secondo stadio è quello in cui la metafora è divenuta "familiar".
«The same path is followed in interpreting it, but now the salience of the required inferences is such that the computation is direct and fast» (Hobbs 1990:77).
Nel terzo stadio la metafora diventa "tired" al punto che non la si percepisce più come metafora, ma entra a far parte di un'espressione tecnica nel new domain. Tuttavia, Hobbs ci dice che la metafora a questo stadio può essere riattivata, forzando un nuovo "percorso" da un dominio all'altro. Per esempio nel caso dell'espressione “Il loro matrimonio sta migliorando”, è difficile vedere che si tratta di una metafora. Ma la si può "rinnovare" se si aggiunge “Stanno prendendo i farmaci giusti”, cosa che se non altro ci stupisce.
L'ultimo è uno stadio letteralmente finale per la metafora che muore e non lascia traccia del percorso che una volta le aveva dato un senso.
«It exists only as an expression in the new domain» (Hobbs 1990:78). Nonostante ciò, si può andare alla ricerca di questo percorso e riscoprire il motivo che ci ha spinti a creare un ponte tra due domini.
In sintesi, nel primo stadio è necessario elaborare l'interpretazione, a volte con difficoltà; nel secondo stadio l'elaborazione è più semplice e spontanea; nel terzo stadio non c'è più bisogno di elaborare un'interpretazione, a meno che non si verifichi un "rinnovamento" della metafora; nel quarto stadio non avviene nessun processo di elaborazione, di calcolo di interpretazioni, ma rimane comunque una motivazione storica per la metafora (Hobbs 1990:78).
In ogni caso, quando si tratta di nuove metafore non è semplice l'inserimento all'interno del sistema concettuale di un'intera comunità. Questo perché non è facile cambiare una realtà alla quale si è ormai abituati. L'idea che le parole non possano cambiare il mondo nasce dalla convinzione di una realtà totalmente esterna, niente affatto condizionata dallo sguardo soggettivo dell'essere umano. Al contrario, se è vero che le parole non hanno tutto questo potere, i cambiamenti nel nostro sistema concettuale lo hanno. E ci sono metafore nuove in grado di strutturare il nostro sistema concettuale e quindi di cambiare una realtà. Gradualmente, prima si comincia a comprendere un'esperienza in termini della nuova metafora, quando poi si inizia ad agire in base ad essa allora la metafora ha raggiunto il suo scopo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

''Lo strano caso'' della metafora concettuale. Per un'analisi cognitiva del romanzo di Mark Haddon

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Informazioni tesi

  Autore: Alice Alberini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Margherita Castelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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Parole chiave

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linguistica cognitiva
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sindrome di asperger
metafore concettuali
mark haddon

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