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Gli archivi e i canali online di spot politici nel mondo, tra memoria e propaganda

Internet e gli spot politici in Italia

Imbrigliato da leggi e regolamenti disciplinanti la comunicazione politica in ambito televisivo, lo spot politico-elettorale, nel nuovo millennio, trova in Internet un canale ideale sul quale continuare a sperimentare quella libertà linguistico-espressiva che ne aveva contraddistinto la fase iniziale.
Lo sviluppo della rete web oltre a permettere ai cittadini di accedere più agevolmente all'informazione politica non più solo appannaggio dei media tradizionali, ha moltiplicato enormemente la capacità di comunicazione dei protagonisti della politica stessa che ora possono disporre di un nuovo strumento flessibile, rapido e interattivo attraverso il quale promuovere nuove forme di aggregazione del consenso e di mobilitazione con i propri pubblici di riferimento e non solo, in quanto i messaggi veicolati su Internet possono estendersi a segmenti di elettorato mai raggiunti in precedenza.

Grazie al web si apre una nuova stagione per gli spot politici, foriera di novità sia per quanto riguarda la loro realizzazione che l'uso che ne fanno gli utenti. Ciò è stato possibile, innanzitutto, grazie alla mancata applicazione a siti e altri contenuti pubblicati su Internet delle norme che regolano la par condicio, le quali, nonostante le recenti integrazioni, si rivolgono ancora esclusivamente alle emittenti radiotelevisive, ai quotidiani, ai periodici e non tengono conto dei nuovi media. Di conseguenza, in rete, vengono meno tutti quei limiti legislativi riguardanti il contingentamento della comunicazione politica-elettorale secondo quote e spazi prestabiliti a seconda del tipo di emittente utilizzato.

Senza alcuna forma di controllo o censura, sui siti di riferimento di partiti e candidati, iniziano a essere pubblicati, dal 2005-06, filmati promozionali che, a differenza degli spot televisivi degli anni '80-‘90, non comportano costi per la loro trasmissione e tendono ad allungarsi nella durata passando dai tradizionali 15-30 secondi anche a 2 o 3 minuti.
Poiché i siti suddetti tendono a essere visitati principalmente da sostenitori e simpatizzanti, l'obiettivo primario di questi spot è rafforzare il senso di appartenenza e di condivisione nei confronti della personalità di un leader-candidato o dei programmi di un partito. Non mancano così, agli albori di Internet, pubblicità che hanno come frame narrativo principale quello di valorizzare la personalità e il messaggio dei protagonisti attraverso un mix di immagini e musica.

Tali aspetti si ritrovano, ad esempio, nello spot prodotto dalla coalizione L'Unione a sostegno di Riccardo Sarfatti, candidato alla presidenza della regione Lombardia nel 2005. Si tratta di un filmato biografico dal forte potenziale comunicativo che ripercorre in poco più di due minuti di durata la storia personale e politica del candidato che si presenta ai suoi elettori senza ricorrere a argomentazioni di carattere ideologico o programmatico.

Un'altra delle strategie comunicative utilizzate per fidelizzare gli utenti del web consiste nell'accentuazione dei toni negative con cui vengono attaccati gli avversari. È quello che fanno i Democratici di Sinistra in uno spot veicolato in rete in occasione delle elezioni politiche del 2006. Esso riprende una scena del film "A/R Andata + Ritorno" nella quale un tassista, incalzato sulla situazione politica italiana, inizia a gridare ripetutamente a squarciagola "Berlusconi no, nooo, nooo, Berlusconi nooo." Terminata la scena, lo spot si conclude con una scritta in sovraimpressione "Rilassati, domani è un altro giorno" seguita dal simbolo del partito e da quello della coalizione elettorale di appartenenza, l'Ulivo.

Spot di questo tipo sono stati realizzati anche da partiti di centrodestra come la Lega Nord che, nel 2011, attacca Giuliano Pisapia, candidato sindaco al comune di Milano, in un filmato con protagonisti un ragazzo e una donna che si confrontano sui limiti del suo programma elettorale in materia di sicurezza e immigrazione. Più recente lo spot "Insieme per Roma" con il quale Gianni Alemanno, in corsa per la riconferma a sindaco nella primavera del 2013, rivendica i traguardi raggiunti durante il proprio mandato di governo citando i demeriti delle passate amministrazioni di centrosinistra capitoline.

Chi invece integra istanze identitarie con propositi di denigrazione dei partiti e dei candidati rivali è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo nei quattro spot prodotti per le politiche del 2013 e diffusi in rete.
In "I veri comici" sono presi di mira Berlusconi, Bersani, Casini, Monti e Vendola e il loro abuso del finanziamento pubblico ai partiti mentre in "Stagioni" e "Adesso Basta" una serie di scritte e slogan recanti i propositi e gli obiettivi del Movimento si accompagna ad altre come "Stiamo arrivando ci vediamo in Parlamento" che invitano alla mobilitazione, al voto e, al contempo, ribadiscono la possibile svolta epocale rappresentata dall'avvento di una formazione politica in tutto differente da quei partiti che hanno finora governato il paese. […]

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Gli archivi e i canali online di spot politici nel mondo, tra memoria e propaganda

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Bianchi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Teorie della Comunicazione
  Relatore: Edoardo Novelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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