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Il diritto d'autore nella rete

Il caso francese: la legge HADOPI

La legge HADOPI, approvata in Francia nel 2009, costituisce l’esempio di un’aspra lotta alla condivisione illegale di materiale protetto dal diritto d’autore.

“La disciplina francese ha assunto grande notorietà perché per prima ha introdotto nel territorio europeo un sistema sanzionatorio denominato come il metodo delle «three strikes»”; si tratta di un sistema basato su tre richiami operati dall’autorità amministrativa istituita dalla legge stessa e riportante il medesimo nome come acronimo di Haute autoritè pour la diffusion des ouvres et la protection des droits sur internet (HADOPI). “Tale provvedimento stabiliva in capo ai titolari di accesso a servizi
di comunicazione online l’obbligo di impedire che l’accesso fosse utilizzato per il compimento non autorizzato di attività, quali la riproduzione o la diffusione al pubblico di contenuto, tali da determinare una violazione del diritto d’autore”
.

La particolarità dell’intervento ê legata al processo che gradualmente porta alla disconnessione dalla rete, dopo la ricezione di tre avvisi sulla commissione di attività illecite, nonché alla prescrizione di sanzioni amministrative da parte dell’Hadopi.
Il sistema francese ha trovato molte critiche, alcune delle quali sono poi sfociate in un giudizio di incostituzionalità nella decisione del Conseil Constitutionnel, il quale tra l’altro ha “stabilito che solo l’autorità giudiziaria può limitare il diritto di accesso ad Internet. È interessante la circostanza che il Consiglio Costituzionale francese, nella sua decisione, ha citato l’art.11 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei cittadini del 1789, su cui si forma l’attuale costituzione francese, secondo il quale «tutti i cittadini hanno il diritto di parlare, scrivere e stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di tali libertà nei casi previsti dalla legge”, al contrario con l’applicazione di tale procedimento si praticava un’inversione dell’onere della prova, non tenendo conto della presunzione di non colpevolezza sancita dall’art. 9 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Un’ulteriore critica riguarda, invece, il bilanciamento tra il diritto d’autore e la libertà di espressione, intesa in senso più ampio come diritto di accesso alla rete, che per la prima volta riconosciuto come diritto fondamentale; proprio in relazione all’importanza di tale diritto ogni limitazione ad esso deve essere adeguata e commisurata all’obiettivo di protezione che intende conseguire.

L’ultima critica riguarda, invece, il potere, affidato all’autorità amministrativa, di determinare sanzioni che possano inficiare diritti di un certo rango, ruolo normalmente tipico delle autorità giurisdizionali. Come si notava sopra, alcune di tali critiche sono poi sfociate in una condanna di incostituzionalità, portando alla modifica della legge che oggi prende il nome di HADOPI II. Con tale riformulazione è rimasta invariata la possibilità di sospendere l’accesso a internet, non più ad opera dell’autorità amministrativa, ma di un giudice.

“Le disposizioni principali della legge c.d. HADOPI II prevedono:

a) Il conferimento delle prerogative della polizia giudiziaria ai membri dell’Autorità, che possono quindi rilevare le infrazione e raccogliere le osservazioni degli interessati;
b) Il ricorso ad un procedimento semplificato dinanzi al giudice unico il quale potrà emettere un’ordinanza penale;
c) Che nel caso di commissione dei reati di contraffazione e riproduzione di opere protette dal diritto d’autore consultate in internet, il giudice possa stabilire la pena accessoria della sospensione dell’accesso ad internet per un periodo massimo di un anno;
d) Che il soggetto titolare dell’abbonamento incorra nel reato di «negligenza manifesta» (contravention de «négligence caractérisée») qualora, a seguito di due «avvertimenti» inviati dalla Commissione di protezione dei diritti dell’HADOPI, non abbia installato sul proprio computer «un meccanismo di sicurezza¬ per controllare l’accesso ad internet; in questa evenienza il giudice, oltre ad applicare una multa fino a 1500 euro, può stabilire la pena complementare del blocco dell’accesso ad internet per un periodo massimo di un mese;
e) Che la sospensione potrà essere irrogata solo nel rispetto del principio di proporzionalità, tenuto conto delle circostanze dell’illecito e della personalità di colui che l’ha commesso;
f) Che la sanzione della sospensione, una volta divenuta esecutiva, venga portata a conoscenza dell’Autorità la quale provvederà alla notifica della stessa al fornitore di accesso affinché provveda ad eseguirla; nel caso di mancata ottemperanza da parte del fornitore di accesso è prevista la pena pecuniaria fino a 5000 euro”.


Nonostante le critiche, ê da riportare che dall’applicazione di HADOPI, in Francia la lotta al file sharing ha prodotto notevoli risultati, determinando una diminuzione dei contenuti protetti diffusi illecitamente.

“Al momento la notice and disconnect non è stata adottata da altri Stati europei per i numerosi dubbi che permangono sul piano dell'efficacia e anche in virtù del fatto che nel 2009, a seguito della revisione del quadro legislativo delle comunicazioni elettroniche
attraverso il c.d. “pacchetto Telecom”, ê stata inserita una freedom provision secondo la quale i diritti e le libertà fondamentali previsti nella Carta europea dei diritti umani devono essere rispettati dalle disposizioni relative all'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale adottate dagli Stati membri qualora esse abbiano delle conseguenze per gli utenti finali, o siano relative all'utilizzo dei servizi di comunicazioni elettroniche. In particolare, quand'anche misure di enforcement fossero adottate, esse devono essere effettive, proporzionate e adeguate alla natura democratica della società attuale, all'interno della quale vigono il principio di presunzione di innocenza, di rispetto della tutela dei dati personali, nonché il diritto ad un procedimento equo e imparziale ”.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il diritto d'autore nella rete

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Informazioni tesi

  Autore: Marianna Flagelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione d'impresa
  Relatore: Alberto Giulio Cianci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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