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Comunità creative

L'affermarsi della cultura convergente si esplicita anche nella ricerca di nuove forme di creatività.I linguaggi mediali permettono la “ri-sensorializzazione” dell'esperienza nella ridefinizione del rapporto io/noi (Boccia Artieri, 2012; 62), rielaborando le variabili spazio-temporali e l'equilibrio tra narrazione e esperienza vissuta, oltre che degli orizzonti relazionali. In questa prospettiva “l'astratto ha la possibilità comunicativa di diventare concreto e di realizzarsi” (cit; 64), conducendo da una parte a un precisa “volontà politica di giocare i linguaggi dei media dentro i media al fine di produrre forme di interferenza culturale” e dall'altra alla “necessità di produrre forme collettive di narrazione che partano dall'autorappresentazione dei vissuti al singolare” sperimentando nuove semantiche di relazione. Questo è successo per esempio nel caso delle street television che si sono sviluppate grazie ”all'aver interiorizzato i linguaggi televisivi e (all'aver provato) a giocarli su se stessi”. Sono cambiate le possibilità di relazione tra vissuto e rappresentazione: i prodotti e i servizi sono presentati nel dimostrare cosa si prova nell'usarli in prima persona, facendo leva su emozioni e sentimenti. La dimensione interpretativa è prima di tutto sperimentale, a prescindere dalla qualità stilistica.La produzione di eventi mediali è (cit; 29) qualitativamente diversa dalle produzioni mainstream (….) perché contemporaneamente sia funzionalizzata all'essere letta (vista, sentita) da un pubblico che intimamente coinvolgente perché raccontata dalla voce dei protagonisti con cui possiamo entrare in conversazione, eleva il pubblico al rango di protagonista.

Il successo è d'altronde garantito da figure disintermedianti che si occupano di approfondire i temi e renderli disponibili come nel broadcasting, ma partendo dall'esperienza della vita vissuta. Si tratta di espressioni di pratiche condivise che “sono frutto di negoziazione da parte dei membri” e oscillano tra creatività nella manifestazione di libertà individuali da una parte, e forme industriali dell'immaginario” che producono nuovi percorsi di senso dall'altra. Nello spazio virtuale si trascende la distinzione tra vedere e essere visti, si traspone la cultura dialogica del faccia a faccia nel circuito di un media a diffusione di massa che permette, oltre al resto, la scalabilità, la registrazione, l'indicizzazione e la riproduzione. “Ci troviamo cioè di fronte a un rovesciamento verso l'esterno dell'oscillazione riflessiva” oltre alla rielaborazione metalinguistica del discorso pubblico e politico che si rende disponibile alle masse.Il risultato produce anche drastiche semplificazioni semantiche e marcature estetiche che si affidano all'ironia spicciola apparentemente superficiale, ma dimostrano un chiaro cambio di paradigma della comunicazione politica, che insiste sulla produzione della base rivela la percezione popolare degli elementi di discussione. Il discorso sociale si sta sviluppando in maniera crossmediale, ma esula dal classico mainstream, grazie all'utilizzo di app pensate per i diversi dispositivi elettronici. La comunicazione sta diventando delocalizzata e mobile e può essere connessa ed espressa in sincronia con gli sviluppi della situazione personale, può coinvolgere contatti fortuiti, arricchendo il linguaggio con l'ibridazione di lingue, la diffusione di gerghi e il proporsi di collaborazioni anche dei linguaggi di programmazione. Si tratta di sviluppo condiviso che supera le barriere particolaristiche dell'individualizzazione e prospetta un nuovo scenario di solidarietà orizzontale, sulla base della forza dell'unione delle spinte del 99% della popolazione che detiene l'1% della ricchezza, in un progetto di emancipazione dalla portata globale.Jenkins (2006) ha segnalato nel suo libro bianco sui cambiamenti della scena mediale nel XXI secolo le dimensioni dei nuovi sistemi informativi•relativamente alta propensione all'espressione artistica e al coinvolgimento civico•forti supporti a creare e a condividere le proprie opere con gli altri•qualche tipo di mentorship, esperti che condividono con novizi•i membri credono che i loro contributi contino•i membri posseggono qualche tipo di connessione sociale con gli altri membriLe capacità espressive multimediali sono in continuo sviluppo, il problem solving condiviso è sfociato nel cloud (nuvola) e nella condivisione di contenuti e materiali attraverso piattaforme P2P (peer to peer) che dimostrano la propensione al superamento della proprietà privata.

La proprietà è progressivamente sostituita dall'accesso (…) nella new economy sono le idee, i concetti, le immagini - non le cose – i componenti fondamentali del valore. (Rifkin, in Taddeo, 2007; 23)

Per dirla con le parole di Boccia Artieri “l'astrazione e la generalizzazione della comunicazione anonima riassume significato attorno al contenuto” (2102; 69-86).L'attività sui SNs può portare al successo di esperienze creative grazie alla visibilità diffusa come nel caso di Mica o Artic Monkeys diventati famosi a livello mondiale grazie a MySpace prima di lanciare la loro produzione sul mercato discografico (Gemini, in Mazzoli; 113). La dicotomia tra sacralità dell'arte e produzione in serie è sovvertita dalla cultura grass-root, cultura convergente che realizza momenti espressivi ed eventi creativi autoriali nelle relazioni informali tra pari che hanno la possibilità di essere, esulando dalla solitudine elitaria dell'artista. L'autoproduzione cooperativa ha la possibilità così di sancire la propria autorevolezza grazie al consenso popolare che riflette le esigenze di ecosostenibilità e responsabilità politica nei confronti degli stakeholders, nel segno della “partecipazione simmetrica” (cit; 115). La struttura dell'azione è data dal gruppo con cui si condivide l'esperienza valorizzato attraverso il coinvolgimento sinestetico di performance visive, audio, video e da installazioni interattive, e la partecipazione può essere trasposta off-line.

Questo brano è tratto dalla tesi:

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Cardellino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Luciano Paccagnella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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Parole chiave

prosumer
interattività
disintermediazione
semantica
e-democracy
web 2.0
social network
grassroot
cultura convergente
interactive storytelling

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