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Sviluppo Sociale ed affettivo del Bambino.

Le influenze extra-familiari: la scuola dell’infanzia e lo sviluppo della socialità

La scuola dell'infanzia è il luogo in cui si impara a stare bene con gli altri, luogo di benessere collettivo e non la sede in cui ci si prepara alla competizione individuale, tipica dell'esperienza scolastica successiva (Baumgartner, Bombi, 2005). Questo primo passo della scolarizzazione rappresenta un'occasione educativa privilegiata e per certi versi unica. È definita "scuola", quindi comunità educativa, ma al tempo stesso della scuola non ha le limitazioni. Naturalmente, la libertà dai percorsi di apprendimento formali deve essere vissuta come tale e non come una diminuitio: la rincorsa del livello successivo, l'anticipo della prestazione diventano elementi inquinanti, che allontanano la scuola dell'infanzia dal proprio specifico. E la sua specificità si manifesta proprio nel favorire i compiti di sviluppo principali della fanciullezza, ossia, il consolidamento e l'ampliamento della socialità con i propri pari. Si tratta del primo luogo di vita extra-familiare in cui la maggioranza dei bambini ne incontra con regolarità degli altri. La scuola dell'infanzia deve preoccuparsi dell'acquisizione dell'identità personale, aiutando il bambino a sviluppare la fiducia in se stesso, la "motivazione alla curiosità" e la capacità di "vivere i propri stati emotivi in modo equilibrato"; i bambini devono interagire con il nuovo, "aprendosi alla scoperta ed al rispetto di valori condivisibili quali la libertà, il rispetto di sé, degli altri e dell'ambiente, la solidarietà, la giustizia e l'impegno ad agire per il bene comune". La competenza si costruisce attraverso l'esperienza e la competenza sociale non fa eccezione a questa regola. Ma è sufficiente guardare un gruppo di bambini nel cortile di una scuola per rendersi conto che la realtà sociale è molto più complessa di quanto ingenuamente si possa credere. Succede, per esempio, che i bambini più piccoli siano spesso allontanati dai più grandi o non riescano a farsi spazio all'interno del gruppo, che i bambini più timidi non possano partecipare alle attività condivise, che maschi e femmine creino mondi separati e non comunicanti tra loro. Alla luce di tutto ciò, appare evidente che sia necessario abbandonare l'idea secondo la quale sia sufficiente creare il contatto tra i bambini perché questo diventi automaticamente relazione. È necessario invece riflettere sulla socialità infantile, imparare a guardare i bambini non come individui isolati, dei quali si descrivono le caratteristiche individuali ("è aggressivo", "non rispetta le regole", "collabora") ma pensarli invece come appartenenti a delle nicchie ecologiche, che possono promuovere oppure ostacolare lo sviluppo. La funzione dell'adulto, laddove si proponga di intervenire sullo sviluppo sociale pensandolo come "sviluppo" e non come percorso già canalizzato, è quella di predisporre, senza naturalmente prescriverle, delle occasioni di socializzazione, delle opportunità attentamente pianificate in funzione delle caratteristiche del gruppo di bambini e dei problemi specifici che ciascun gruppo può presentare. La capacità di distinguere le persone e di associare ad esse specifiche caratteristiche è presente nei bambini piccoli e costituisce lo strumento sul quale si fondano i processi di affiliazione all'interno del gruppo. Nel nostro paese i bambini, grazie al principio dell'istruzione scolastica universale, trovano ben presto un gruppo già costituito di "come me", di persone simili: i compagni di scuola, che rappresentano il gruppo extrafamiliare "psicologicamente significativo", nel quale si possono leggere i processi sociali tipici dei gruppi adolescenziali o adulti. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Sviluppo Sociale ed affettivo del Bambino.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Greco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Barbara  De Canale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 39

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